9 piante che resistono bene al sole

Con l’arrivo delle temperature più elevate e un maggior numero di ore di luminosità naturale, bisogna predisporre su balcone e terrazzo le specie più forti e resilienti. Alcune lo sono più di altre e necessitano di pochissime cure.

A cura di Francesca La Rana
Pubblicato il 21/05/2026Aggiornato il 21/05/2026
Aptenia

Molte specie botaniche tendono a soffrire sotto l’azione del calore intenso, manifestando ingiallimento fogliare, deperimento radicale e arresto della fioritura. Eppure, ci sono diverse varietà diffuse e altre meno comuni in grado di tollerare l’irraggiamento solare diretto e prolungato.

Esistono infatti numerose piante che resistono bene al sole, ideali per chi ha un balcone esposto al sud dove difficilmente può collocare specie che richiedono ombra. 

1. Salvia greggii

La Salvia greggii è una pianta perenne arbustiva originaria delle zone aride del Texas e del Messico, particolarmente apprezzata dai progettisti del verde per rusticità e lunghissima fioritura.

Salvia greggii

Questo piccolo arbusto ramificato sviluppa foglie minute, di un colore verde brillante, che emanano un gradevole profumo aromatico e resinoso, se strofinato. A partire dalla tarda primavera e fino ai primi geli autunnali, produce piccoli fiori labiati che, a seconda della varietà botanica, possono assumere colorazioni che spaziano dal rosso scarlatto al rosa, dal bordeaux al bianco candido.

La coltivazione di questa specie richiede un posizionamento in pieno sole, fattore indispensabile per mantenere una postura compatta ed evitare che i fusti si allunghino eccessivamente perdendo stabilità.

Il terreno ideale deve essere leggero, sassoso, nettamente alcalino e dotato di un drenaggio impeccabile; la pianta soffre notevolmente nei terreni argillosi e compatti che trattengono l’umidità invernale. La Salvia greggii manifesta una resistenza al gelo soddisfacente, purché le sue radici rimangano perfettamente asciutte durante i mesi più freddi dell’anno.

Per favorire una crescita ordinata e stimolare una seconda ondata di fioritura massiccia, è consigliabile effettuare una leggera potatura a metà estate, accorciando i rami che hanno già fiorito. All’inizio della primavera, un intervento di taglio più drastico aiuta a rigenerare l’arbusto dalla base, eliminando il legno vecchio o danneggiato dalle intemperie.

2. Delosperma

Il Delosperma costituisce un genere di piante succulente tappezzanti originarie dell’Africa meridionale, ideali per la copertura di suoli aridi, giardini rocciosi e per la coltivazione in ciotole sospese o cassette da balcone esposte a sud.

La fioritura prolungata e i bellissimi colori accesi sono i punti di forza della pianta di delosperma.

La specie più celebre, il Delosperma cooperi, si caratterizza per le sue foglie cilindriche e carnose, all’interno delle quali la pianta immagazzina grandi riserve d’acqua. Durante l’estate, il fogliame viene quasi interamente sommerso da una moltitudine di piccoli fiori lucenti simili a margherite, dalle tonalità fucsia, viola, gialle o ramate, che si aprono con la luce del sole.

Questa pianta richiede un’esposizione solare totale e diretta; l’ombra anche parziale ne compromette seriamente lo sviluppo e riduce drasticamente la produzione di boccioli.

La dote principale del Delosperma risiede nella sua incredibile capacità di colonizzare substrati dove altre piante non potrebbero sopravvivere, come crepe nei muretti a secco o terreni poverissimi e sabbiosi. Non teme il caldo torrido e mostra una tolleranza al freddo sorprendentemente elevata per essere una pianta succulenta, sopportando temperature inferiori allo zero se il terreno è asciutto.

Va irrigato solo quando il terreno risulta completamente arido da diversi giorni; l’eccesso d’acqua è il suo principale nemico e causa il rapido ingiallimento e lo sfaldamento delle foglie carnose.

Non necessita di concimazioni frequenti: un unico apporto di fertilizzante bilanciato a basso contenuto di azoto all’inizio della primavera è sufficiente per supportare l’intera stagione vegetativa. La rimozione delle parti secche a fine inverno basta a mantenere il cespo pulito e vigoroso.

Leggi qui come curare il delosperma

3. Mesembriantemo

Il Mesembriantemo, simile e spesso confuso col delosperma, comprende una vasta selezione di piante succulente annuali o perenni, che amano le posizioni più calde e luminose dello spazio esterno.

Coppery,Vygie,,Crocea,Iceplant,,Malephora,Safrane,,Afrikanische,Mittagsblume,,Mesembriantemo,,Chorao,

Conosciuto anche come “fiore del sole”, sviluppa steli striscianti o prostrati e foglie carnose, talvolta ricoperte da piccole papille trasparenti che brillano alla luce, simili a gocce di rugiada. La fioritura estiva è spettacolare: i fiori presentano petali sottili e setosi dai colori fluorescenti e accesi, come rosa, arancione vivo, giallo oro e rosso.

Il successo della coltivazione del Mesembriantemo dipende interamente dalla disponibilità di radiazione solare diretta, elemento che governa l’apertura e la chiusura quotidiana dei petali. Questa pianta trova la sua collocazione ideale nelle località costiere, poiché vanta un’eccellente tolleranza nei confronti della salsedine e dei venti marini. Il terreno di coltura deve essere sciolto, sabbioso e molto poroso, in grado di far defluire l’acqua piovana o di irrigazione con estrema rapidità.

Le bagnature devono essere distribuite con grande cautela, intervenendo solo nei periodi di prolungata siccità e accertandosi che il substrato sia completamente secco fin negli strati più profondi. Il Mesembriantemo non tollera i terreni pesanti, umidi e ricchi di humus, che provocano marciumi radicali fulminanti.

Non sono richieste potature regolari, ma è sufficiente asportare i fusti che si presentano eventualmente danneggiati o i fiori appassiti per preservare l’estetica ordinata della pianta e favorire il ricambio della vegetazione.

4. Aptenia

L’Aptenia, in particolare la specie Aptenia cordifolia, è una pianta succulenta perenne a portamento strisciante o ricadente, originaria delle province desertiche del Sudafrica.

Aptenia

Sviluppa fusti flessibili e carnosi che possono estendersi per oltre un metro di lunghezza, rivestiti da foglie cuoriformi di un bel verde brillante, lisce e consistenti. Nel corso della primavera e dell’estate, all’ascella delle foglie sbocciano piccoli fiori solitari simili a piccoli pompon, solitamente di un colore rosso fucsia intenso o rari esemplari bianco-crema, molto graditi dalle api.

Grazie alla rapidità di crescita e alla densità del suo fogliame, l’Aptenia viene impiegata con successo come efficace pianta tappezzante per consolidare scarpate assolate o per creare scenografiche cascate verdi dai vasi appesi sui terrazzi esposti a sud.

Predilige un’esposizione in pieno sole o in mezz’ombra molto luminosa, sebbene la produzione di fiori risulti decisamente superiore quando la pianta riceve il massimo delle ore di luce solare disponibili. Teme i geli intensi e prolungati, che possono portare alla perdita della parte aerea.

Le irrigazioni devono essere effettuate esclusivamente a terreno completamente asciutto, riducendole drasticamente durante il periodo autunnale e sospendendole del tutto in inverno se la pianta è collocata all’aperto.

Questa specie si adatta bene anche a terreni poveri e non richiede fertilizzazioni costanti; qualora i fusti dovessero allungarsi troppo o svuotarsi alla base, una potatura di contenimento eseguita in primavera aiuterà a ripristinare una forma densa e compatta.

5. Euphorbia milii

L’Euphorbia milii, nota comunemente come “Spina di Cristo”, è una pianta succulenta arbustiva originaria del Madagascar, caratterizzata da fusti semi-succulenti eretti o arrampicanti, densamente ricoperti da lunghe spine acuminate e legnose. Nonostante l’aspetto difensivo, la pianta produce foglie ovali di un colore verde tenero sulla sommità dei rami e, soprattutto, una fioritura persistente che dura quasi tutto l’anno. I veri fiori sono minuscoli e gialli, ma sono circondati da due grandi brattee colorate e cerose, solitamente rosse, rosa, gialle o bianche, dall’aspetto molto decorativo.

Euphorbia Milii

A differenza di altre euforbie, l’Euphorbia milii esige un posizionamento in pieno sole per poter mantenere il fogliame compatto e garantire una fioritura ininterrotta; una scarsa illuminazione provoca la caduta delle foglie e l’arresto della produzione delle brattee. Essendo una specie di origine tropicale, predilige climi caldi e non tollera temperature inferiori ai 10° C; per tale ragione, nelle regioni settentrionali viene coltivata principalmente in vaso per essere trasferita all’interno delle abitazioni o in serra calda durante i mesi invernali.

Le bagnature devono essere moderate durante la primavera e l’estate, avendo sempre cura di verificare che il terriccio si sia completamente asciugato tra un’irrigazione e l’altra. Nei mesi invernali, in coincidenza con il riposo vegetativo, le bagnature vanno ridotte al minimo indispensabile per evitare il disseccamento dei fusti.

Il substrato ideale deve essere composto da una miscela di terriccio fertile e una forte percentuale di materiale inerte come sabbia e pomice. Durante la manipolazione della pianta è fondamentale prestare attenzione sia alle spine sia al lattice bianco e irritante che fuoriesce in caso di rottura dei fusti.

6. Arctotis

L’Arctotis, conosciuta anche come “margherita dell’Africa del Sud”, è un genere di piante erbacee perenni o annuali molto apprezzate per la straordinaria bellezza delle loro grandi infiorescenze. La pianta sviluppa cespi ordinati di foglie lobate, spesso rivestite da una sottile peluria argentea o lanosa che conferisce alla vegetazione un aspetto elegante e svolge la funzione biologica di riflettere la luce solare in eccesso.

Arctotis

I fiori, sorretti da lunghi steli rigidi, ricordano le margherite e mostrano colori spettacolari come il bronzo, l’arancione, il crema, il rosa e il rosso, spesso valorizzati da un anello scuro a contrasto attorno al disco centrale.

Sta bene in giardino e su terrazzi assolati. Mostra una resistenza superba alle temperature elevate e tollera la siccità estiva senza manifestare segni di sofferenza o appassimento.

In assenza di luce, i suoi fiori tendono a chiudersi, per poi riaprirsi non appena i raggi solari tornano a scaldare la vegetazione.

Il terreno di coltivazione deve possedere una struttura leggera, sabbiosa e dotata di un ottimo drenaggio, in quanto l’umidità stagnante favorisce l’insorgenza di marciumi a livello del colletto della pianta.

Le annaffiature devono essere moderate e distribuite solo quando il substrato si presenta asciutto al tatto. Per mantenere la pianta pulita e stimolare la continua produzione di nuovi boccioli fiorali per tutta l’estate, è importante recidere con regolarità gli steli dei fiori appassiti alla loro base. Una leggera concimazione mensile con un fertilizzante per piante da fiore favorisce il prolungamento della stagione vegetativa.

7. Gazania

La Gazania è una pianta erbacea perenne originaria dell’Africa meridionale, spesso coltivata come annuale nei climi caratterizzati da inverni rigidi. Questa specie si distingue per la produzione di infiorescenze a capolino molto simili a grandi margherite, caratterizzate da colori estremamente vivaci e caldi.

Gazania

Anche i suoi fiori tendono a chiudersi in assenza di luce solare.

Questa pianta mostra una resistenza al calore e alla siccità straordinaria, rendendosi la scelta ideale per la creazione di aiuole basse, bordure o per il riempimento di cassette da balcone esposte a un irraggiamento solare implacabile.

Il terreno ideale è di tipo sabbioso, sciolto e privo di umidità ristagnante, capace di replicare le condizioni pedologiche dei territori d’origine della pianta.

Tollera senza problemi lunghi periodi di totale aridità, mentre subisce gravi danni in presenza di terreni costantemente umidi. È buona norma procedere all’irrigazione soltanto quando il terreno si presenta completamente secco al tatto.

Per prolungare la stagione della fioritura e mantenere l’esemplare in perfetto stato di pulizia, si raccomanda di asportare con regolarità i fiori appassiti, recidendo il picciolo alla base; questa operazione impedisce alla pianta di disperdere energie preziose nella produzione dei semi, convogliandole verso l’emissione di nuovi boccioli.

8. Lavanda

È l’emblema della vegetazione mediterranea e si colloca tra le migliori piante resistenti al sole per la sua straordinaria rusticità e la scarsa richiesta di attenzioni idriche.

La lavanda è una pianta dalla fioritura tipicamente estiva.

La Lavanda è una pianta perenne arbustiva che sviluppa un fogliame aghiforme di una caratteristica tonalità verde-glauco o argentea, utile a riflettere i raggi solari e a ridurre la traspirazione. I suoi fiori, riuniti in caratteristiche spighe, emanano un profumo intenso e svolgono un ruolo ecologico fondamentale, attirando una grande quantità di insetti impollinatori utili.

Da preferire un posizionamento in pieno sole, dove possa ricevere almeno sei o otto ore di luce diretta al giorno. Il substrato deve essere drenante, calcareo e preferibilmente povero di sostanza organica.

I ristagni d’acqua rappresentano la principale causa di insuccesso, in quanto provocano rapidamente il marciume dell’apparato radicale. Per la coltivazione in vaso, si consiglia di stendere sul fondo uno strato generoso di argilla espansa o ghiaia e di utilizzare un terriccio specifico per piante mediterranee alleggerito con sabbia di fiume.

Le annaffiature devono essere estremamente moderate e strutturate solo quando il terreno risulta completamente asciutto da diversi giorni. Durante la stagione fredda, le irrigazioni vanno quasi del tutto sospese, limitandosi a rari interventi mensili per i soli esemplari coltivati in vaso.

È indispensabile eseguire una potatura annuale regolare. Questo intervento si attua alla fine della fioritura estiva, accorciando i fusti fioriferi e sagomando la chioma senza intaccare il legno vecchio privo di gemme.

Il nostro approfondimento sulla coltivazione della lavanda

9. Bouganville

La Bouganville è una magnifica pianta rampicante di origine tropicale, che trova nelle zone esposte a sud il suo habitat ideale. Conosciuta per l’incredibile impatto visivo delle sue fioriture estive, questa essenza botanica non mostra i suoi veri colori attraverso i petali, bensì tramite le brattee, ovvero foglie modificate dalla consistenza cartacea che circondano i piccoli e poco appariscenti fiori bianchi centrali.  

La bouganville è pianta adatta alla coltivazione nelle aree mediterranee; per la sua bassa resistenza al freddo non va piantata in piena terra al Nord Italia.

Per ottenere uno sviluppo vigoroso e una produzione massiccia di brattee colorate, richiede un’esposizione solare totale. Una collocazione anche parzialmente ombreggiata si traduce immediatamente in una produzione fogliare predominante a discapito della fioritura.

Essendo una pianta amante del calore, teme le gelate intense; nelle regioni del nord Italia viene spesso coltivata in grandi contenitori per poter essere protetta o ritirata in serra fredda durante i mesi invernali. Il terreno ideale deve essere leggero, fertile, ben areato e provvisto di un ottimo sistema di drenaggio dell’acqua.

Durante il periodo primaverile ed estivo, la pianta necessita di bagnature regolari e abbondanti, ma è fondamentale attendere che il substrato si asciughi parzialmente tra un intervento e l’altro per non soffocare le radici. Un leggero e controllato stress idrico temporaneo può talvolta favorire una successiva emissione di boccioli fiorali.

Per quanto riguarda la concimazione, l’apporto periodico di un fertilizzante bilanciato, a basso contenuto di azoto e ricco di potassio, supporta la pianta nello sforzo vegetativo senza stimolare una crescita disordinata dei rami a svantaggio della componente estetica.

Scopri qui come coltivare la bouganville

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