Tartarughe d’acqua: tutte le cure

Timide e delicate, le piccole tartarughe d'acqua hanno bisogno di cure e attenzioni particolari. Costringerle a una vita in una vaschetta di plastica, senza sole, in condizioni inadeguate può causare stress, problemi di salute e spesso la morte di questi piccoli animali. vediamo come curarle per farle crescere bene.
Roberta Marino
A cura di Roberta Marino
Pubblicato il 07/11/2020 Aggiornato il 07/11/2020
Tartarughe d’acqua: tutte le cure

La tartaruga di acqua dolce appartiene al Genere Trachemys, proviene da grandi allevamenti americani e viene esportata in tutto il mondo. Le Trachemys scripta sono tartarughe originarie degli Stati Uniti: esistono la sottospecie Scripta ‘Elegans’, conosciuta anche come “tartaruga dalle orecchie rosse” (ha infatti due macchie rosse ai lati del muso) che vive principalmente negli stati Sud-orientali, e la Scripta ‘Scripta’ proveniente da un’area più vasta, che arriva fino al Canada. In libertà vivono 20 anni, in cattività se superano i primi anni e vengono tenute nelle condizioni adeguate possono vivere anche fino a 40 anni. Crescono molto e in fretta: in cinque anni raggiungono dimensioni impensabili all’acquisto, quando solitamente sono solo cuccioli. Da adulte le tartarughe femmine misurano fino a 30-40 cm circa, i maschi di solito sono più piccoli, circa 16 cm.

Hanno bisogno di un habitat adeguato

La vita in cattività non è l’ideale per le tartarughe acquatiche: sono infatti animali timidi, che al minimo segno di pericolo si immergono in acqua per nascondersi e cercare riparo. Le Trachemys in natura vivono in laghi o stagni e passano la giornata nuotando e cercando cibo in acqua e scaldandosi al sole su tronchi e oggetti galleggianti. È questo un aspetto purtroppo sottovalutato da chi acquista una tartaruga d’acqua dolce: il sole e le radiazioni UVB sono indispensabili per farla crescere bene e consentirle di digerire il cibo. I bagni di sole permettono inoltre la sintesi della vitamina D e il corretto metabolismo del calcio e del fosforo, minerali fondamentali per questi animali.

Le tartarughe hanno bisogno di uno spazio adeguato: le piccole vaschette di plastica in commercio rappresentano per loro una gabbia dove vivere infelici e spesso morire dopo breve tempo. Al momento dell’acquisto è bene anche tenere presente le dimensioni della tartaruga: anche se inizialmente è molto piccola, in pochi anni raggiungerà una grandezza notevole.

Molte tartarughe tenute nelle vaschette commerciali con pochi centimetri d’acqua, soffrono di gravi patologie (ammollimento della corazza, paralisi, congiuntiviti, micosi, raffreddori, noduli, ascessi, ecc..) a causa dell’immobilità forzata, dell’impossibilità a nuotare o della mancanza della zona asciutta, oppure per l’acqua sporca, la scarsità di luce solare, la temperatura scorretta.

Per garantire alle tartarughe d’acqua un’esistenza dignitosa occorre quindi un acquaterrario che offra la possibilità di raggiungere agevolmente sia una zona asciutta (con fondo di ghiaia o di sabbia) sia la vasca nella quale l’acqua sia profonda almeno mezzo metro e a una temperatura adeguata.

Se non è possibile collocare l’acquaterrario in una posizione sufficientemente illuminata dai raggi del sole, è fondamentale utilizzare lampade che emettano lo spettro completo di radiazioni, compresi i raggi ultravioletti. Le tartarughe sono attive a una temperatura compresa tra 10 ° e 37 °C, sotto i 10 °C vanno in letargo. È bene ricordare inoltre che se le tartarughe hanno freddo non mangiano e muoiono lentamente e se passano molto tempo all’asciutto sono malate.

L’ABC dell’acquaterrario

Le tartarughe acquatiche hanno bisogno di un ambiente che sia una composto sia da un terrario che da un acquario, cioè di un acqua-terrario.

vasca per tartarughe

Per la vasca (1)

Finché le tartarughe sono piccole è possibile usare una vasca di plastica il cui volume non sia però inferiore ai 30 litri. L’acqua deve essere tanto profonda da permettere alle tartarughe di immergersi completamente: la profondità dell’acqua deve essere equivalente almeno alla larghezza del carapace, preferibilmente almeno il doppio di quella del guscio dell’animale. La temperatura ideale di 24-26 °C di giorno (mai sotto i 20°) con una riduzione di circa 5 °C di notte (ma non necessariamente). Per fare in modo che la temperatura resti costante si può usare un termoriscaldatore per acquari, immerso nell’acqua. Per eliminare gli odori sgradevoli e l’imputridimento dell’acqua bisogna inserire un filtro e cambiare comunque l’acqua regolarmente ogni 10-15 giorni a seconda di quanto si sporca. In particolare in primavera-estate è necessario cambiare l’acqua più spesso, anche tutti i giorni, perché le tartarughe mangiano di più.

La zona asciutta (2)

La tartaruga deve poter raggiungere la zona asciutta facilmente, agevole senza dover compiere particolari sforzi, in modo da potersi asciugare. Questa area asciutta si può realizzare con pietre, mattoni oppure lastre di plexiglass, evitando materiali taglienti o appuntiti. Sulla zona asciutta deve essere posizionata una fonte di calore che porti la temperatura dell’area a 30 C° (per esempio un normale faretto da lettura, con una lampadina di 40/60W).

Illuminazione (3)

Sopra la vasca è fondamentale che venga installata una lampada a raggi UVB: serve il tubo al neon specifico tartarughe (non per acquari) oppure una lampada compatta specifica per rettili che ha una durata di nove mesi. La percentuale di emissione di UVB deve essere 8% e di notte le luci vanno spente. La lampada sostituirà la luce solare tenendo la luce accesa per 12-14 ore al giorno. È importante informarsi sempre sulla distanza minima da rispettare per non correre il rischio di causare bruciature agli animali.

In primavera e in estate invece le piccole tartarughe dovrebbero stare all’aperto in modo da avere accesso al sole naturale, garantendo però sempre la possibilità di ripararsi all’ombra se la temperatura aumenta troppo. Se si ha la fortuna di possedere un laghetto in giardino è possibile tenerle per tutto l’anno all’aperto ma solo quando hanno già raggiunto i 2 anni di età. Infine va tenuto presente che la luce solare filtrata da un vetro o dal plexiglas non apporta raggi ultravioletti ed è quindi inutile.

Se vivono all’aperto

Se la tartaruga vive all’esterno, avrà bisogno di un laghetto profondo almeno 1 metro, con un fondo di terriccio-fango. Anche il laghetto va tenuto pulito: si deve cambiare l’acqua togliendo con un secchio quella sporca per poi aggiungere quella pulita.

Nel periodo estivo non è necessario prendere particolari accorgimenti: è bene però prestare attenzione che la tartaruga non possa scappare e uscire dal giardino e a possibili predatori o animali pericolosi, come cani, gatti, volpi, faine, ratti, ecc.. o uccelli come cornacchie, civette e gabbiani.

Nel periodo invernale invece il rischio è legato all’abbassamento della temperatura: in particolare i neonati e, in generale tutti gli esemplari fino a 2-3 anni, è meglio che restino in terrari riscaldati senza andare in letargo (a 24-26 °C, con 12-14 ore di luce, con una lampada a ultravioletti e con una regolare alimentazione). Peraltro il letargo non è necessario per le tartarughe in cattività ed è pericoloso per quelle malate e giovani. È consigliabile infine tenere le tartarughe in un posto in cui la temperatura non scenda sotto i 4 °C per evitare il congelamento.

Alimentazione: che cosa mangiano

Le Trachemys sono tartarughe onnivore: in natura si nutrono di pesci e anfibi, invertebrati acquatici, carcasse di animali finiti in acqua e di vegetazione acquatica. I neonati sono essenzialmente carnivori, da adulte invece prediligono i vegetali e diminuiscono gli alimenti animali, tendendo verso un’alimentazione vegetariana.

Quantità e somministrazione

In generale il cibo per le tartarughe non deve essere eccessivo: il rischio infatti è che possano soffrire di disturbi alla digestione, obesità o, peggio ancora, che si accumuli il grasso contro il carapace causando la morte. Anche il cibo troppo freddo può provocare disturbi alla digestione e malattie all’intestino.

La regola da seguire è di non dare mai più cibo di quanto riescano ad assimilare in pochi minuti.

Le tartarughe giovani devono mangiare diverse volte al giorno le tartarughe adulte dovrebbero essere alimentate due volte al giorno ma restare a digiuno uno o due giorni la settimana.

I cibi più adatti

Per fare in modo che le tartarughe siano in buona salute è necessaria una dieta varia e bilanciata: nutrirle con un solo tipo di alimento, è molto pericoloso. L’errore che commettono molti proprietari, ad esempio, è di offrire soli gamberetti essiccati con il rischio di causare gravi carenze vitaminiche e la morte dell’animale. Oltre al pesce crudo e ai pellets che forniscono le proteine, l’alimentazione deve comprendere anche frutta e verdura. Nel caso in cui la tartaruga rifiutasse il cibo vegetale si può mescolare la verdura a un cibo più gradito. È importante soprattutto che i soggetti più giovani, tendenzialmente carnivori, consumino anche verdura per la loro crescita. Una volta alla settimana (almeno) è anche possibile somministrare un integratore di vitamine e minerali per rettili.

Ecco quindi gli alimenti più indicati:

verdura: si può variare tranquillamente tra molti vegetali tra cui il tarassaco, la cicoria, la carota, la lattuga romana,il radicchio, la rucola, l’ erba medica, ecc…

frutta: melone, albicocca, fichi d’india. Da somministrare con parsimonia e raramente

pesce: è la base dall’alimentazione dei neonati. I più usati sono i cefaletti, trotti, acquadelle (cioè il latterino), alborelle, gambusie, trota, salmone, persico, perca del Nilo. Da evitare assolutamente i prodotti in scatola. Il pesce di mare e i molluschi marini vanno somministrati solo ogni tanto

carne: per la tartaruga non è un alimento ideale e bilanciato. Si può dare ogni tanto una piccola quantità di cibo in scatola per cani a basso contenuto di grasso oppure un paio di volte al mese carne bianca o di fegato, preferibilmente sbollentato

pellets galleggianti a forma di bastoncino: sono un complemento alimentare, ma non devono essere la base della dieta della tartaruga

– osso di seppia: qualche pezzo va lasciato galleggiare nella vasca, per fornire calcio.

Nel caso in cui la tartaruga abbia la fortuna di vivere in un laghetto può naturalmente alimentarsi anche con: insetti (grilli, lombrichi, larve di zanzara), crostacei e molluschi (gamberetti di acqua dolce, chiocciole e lumache con guscio). Da evitare invece cimici, lucciole, api, mosche, formiche e vermi per pescare.

Da evitare: gamberetti essiccati venduti come cibo per tartarughe, carne trita, formaggi, insaccati, pane, biscotti. Possono causare patologie renali e epatiche gravissime.

Le cure e le malattie

In generale si tratta di rettili robusti sebbene i neonati siano più delicati e tendano ad ammalarsi facilmente.

Alcuni sintomi che possono indicare che la tartaruga non sta bene sono:

  • rifiuta del cibo
  • mostra scarsità di movimento e passa molto tempo in acqua con occhi chiusi
  • nuota con un assetto inclinato
  • ha il guscio molle e cedevole
  • ha difficoltà a immergersi nel nuoto e resta a galla
  • resta molto tempo all’asciutto anche di notte
  • ha piccole lesioni sulla pelle o sul guscio
  • ha gli occhi gonfi o coperti da una patina biancastra

Se si notano questi sintomi è bene contattare subito un veterinario esperto in rettili.

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