Sono tornate le cicogne

Rimasta a lungo assente dal nostro paese, tanto da essere inclusa nelle specie di passaggio occasionale, la cicogna ha fatto ritorno come uccello migratore nidificante, prima timidamente e poi in misura più massiccia. Ora le vediamo nidificare ogni anno.
Roberta Marino
A cura di Roberta Marino
Pubblicato il 18/07/2015 Aggiornato il 18/07/2015
cicogne nel nido

Le cicogne erano date quasi per scomparse dal nostro Paese. La causa non era, come spesso si sente affermare, l’alterazione degli ambienti tipici (prati umidi, stagni, praterie): a fronte di una forte contrazione di questi habitat era logico attendere un drastico calo della popolazione e dei nuclei esistenti, ma non una scomparsa totale. Bisogna incolpare piuttosto l’uso di prelevare dai nidi i piccoli già formati, ma non ancora pronti a volare, per essere messi in pentola e il bracconaggio degli adulti. Pratiche queste che risalgono già al Medio Evo: la cicogna, stando alle cronache già nel 1600 era specie poco comune e i primi editti ne proibivano la caccia.

Ma oggi sono tornate. Il loro ritorno è stato favorito dall’attività dei centri di salvaguardia e riproduzione della cicogna: i piccoli nati in cattività sono stati reintrodotti in natura con lo scopo di incrementare il numero di animali selvatici, di costituire delle coppie nidificanti in loco e di rappresentare un richiamo capace di indurre i migratori a fermarsi. I piccoli nati da coppie “miste”, vale a dire da un soggetto selvatico e uno allevato in cattività, migra normalmente e va a ricostituire un nucleo già esistente o ex-novo dato il forte legame della cicogna con il luogo di nidificazione.

Come riconoscere la cicogna

Nessun altro uccello presente nel nostro Paese può essere confuso con la cicogna. Anche gli altri uccelli trampolieri frequentatori dei luoghi umidi, uno su tutti l’airone, non raggiunge le dimensioni e l’imponenza della cicogna. Il volo della cicogna unisce all’eleganza una potenza e una padronanza che non possono lasciare indifferenti: sempre tutta tesa nel prendere il vento, con il collo disteso a formare una linea unica con le zampe portate indietro, è capace di atterrare in posizione eretta con un’apertura ripetuta delle ali arrotondate tenute a ventaglio. Alta più di un metro, circa 115 cm, con un’apertura alare di due metri, la cicogna bianca arriva a pesare ben 4 kg. Il piumaggio è bianco, senza zone sfumate o giallastre, in netto contrasto con il colore nero delle lunghe penne remiganti delle ali. Quando gli animali sono a terra le ali ripiegate arrivano a coprire la coda così che sembra che anche questa sia di colore nero. Le lunghe zampe sono nude e rosa. Non canta e non emette richiami. Si tratta di una specie silenziosa. Di tanto in tanto, ma più frequentemente nella stagione degli amori o in fase di studio fra animali diversi, battono il becco emettendo un caratteristico suono di nacchera. Nei piccoli il becco è di colore scuro, negli adulti chiaro. Il colore del piumaggio è simile nei due sessi. La cicogna è animale longevo, può raggiungere i 30 anni d’età.

Territori di caccia e dieta alimentare

La cicogna bianca si nutre e frequenta non solo i terreni umidi, gli stagni e le risaie, ma anche pascoli e prati. Nei primi caccia anfibi, pesci, rettili, molluschi, insetti, vermi. Nei prati preda rettili e piccoli mammiferi, come le arvicole. Talvolta può uccidere i nidiacei di altri uccelli che nidificano sul terreno o catturare piccoli di lepre. La dieta non comprende, se non occasionalmente, semi, frutti, erbe.

Il nido delle cicogne

A colpire sono le grandi dimensioni del nido. Costruito su un albero, su un traliccio, su una ciminiera dismessa, un camino non funzionante, o su apposite piattaforme create dall’uomo per invitare i volatili a fermarsi è costituito da rami, e solo al centro presenta un incavo foderato di erba e altro materiale per accogliere l’uovo. La costruzione del nido richiede al massimo dieci giorni. Spesso le coppie fanno ritorno al nido utilizzato l’anno precedente. L’arrivo dei maschi precede di qualche giorno quelle delle femmine e questo tempo è sufficiente a riparare la struttura esistente. Per tutto il tempo della permanenza il nido sarà continuamente arricchito di nuovi rami e rinforzato, così che, strato su strato, può raggiungere un’altezza superiore al metro.

Il corteggiamento e la cova

Le cicogne formano coppie stabili nel tempo e l’attenzione nei confronti del compagno non scema e a ogni stagione si ripete il rituale del corteggiamento che culmina con il battito dei becchi uno sull’altro. La cerimonia del saluto, più breve e semplificata, è ripetuta dalla coppia ogni volta si incontrano. Nei primi giorni di maggio la femmina depone da tre a cinque uova di colore giallastro lunghe poco meno di 8 cm. Durante il tempo della cova, circa trenta giorni, il maschio assiste la compagna procurandole il cibo. I piccoli nei primi giorni sono nutriti con vermi e insetti per poi passare ad una poltiglia che gli adulti rigurgitano. Questo alimento è più completo e sostiene il rapido sviluppo dei pulcinotti perché ottenuto da tutte le prede cacciate dagli adulti. La cura che gli adulti prestano ai piccoli è davvero esemplare e in soli 60 giorni sono pronti a spiccare i primi voli verso i territori di caccia. Ogni sera rientrano al nido, anche se col tempo i legami familiari si allentano.

La migrazione

Una volta conclusa con successo la deposizione, la cova e lo svezzamento dei piccoli le cicogne si apprestano a migrare alla volta dei quartieri invernali, Africa, India e Pakistan. La migrazione è fatta in coppia o in piccoli gruppi che possono ingrossarsi per la coincidenza del percorso lungo rotte preferenziali. Quella sul Bosforo, proprio sopra Istanbul, ha dato origine a un turismo stagionale. La cicogna bianca non compie grandi attraversate sul mare, ma preferisce volare sulla terra dove può sfruttare le correnti ascensionali. Nei paesi caldi le cicogne si riuniscono in grandi stormi. A marzo gli adulti si preparano di nuovo per la migrazione. I nati nell’anno precedente attenderanno due o tre cicli, prima di compiere il viaggio verso i territori di nidificazione.

Cicogne sul Web

Chi vuole avvicinare le cicogne, trascorrendo una domenica nel verde, può rivolgersi ai centri di salvaguardia e riproduzione. Per avere maggiori informazioni e contattarli potete visitare questi siti:

  • www.castiglionepescaia.it/carapax  il Centro Carapax è il Centro Europeo per la reintroduzione della Cicogna bianca e delle tartarughe; si trova a Massa marittima, in provincia di Grosseto, tel. 0566-940083
  • www.cicogneracconigi.it Centro Cicogne e anatidi, a Racconigi in provincia di Cuneo, tel. 0172-83457
  • www.cascinavenara.it Cascina Venara a Zerbolò in provincia di Pavia
  • Villaggio Natura Valli di Ostellato a Ostellato in provincia di Ferrara, tel. 0533-681368
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