Quando in famiglia arriva un cane

Mamma mi prendi il cane? Alzi la mano chi non si è mai sentito fare questa domanda dal proprio figlio! L'attrazione dei bambini nei confronti dei cani infatti è irresistibile e il rapporto che si crea può essere davvero unico e speciale a patto che siano rispettate alcune regole. È fondamentale quindi insegnare a entrambi il rispetto per l'altro per stabilire una serena e proficua convivenza.

Roberta Marino
A cura di Roberta Marino
Pubblicato il 27/08/2015 Aggiornato il 27/08/2015
Quando in famiglia arriva un cane

Il bambino è istintivamente curioso e interessato verso il mondo animale: secondo alcune recenti indagini è risultato che circa l’80% dei bambini desidererebbe avere un animale domestico.

Non solo: da vari anni testi di psicologia infantile hanno messo in luce l’importanza di un rapporto positivo del bambino con l’animale per la costruzione di un rapporto altrettanto positivo del bambino con gli esseri umani, con la natura e con la realtà in genere. In particolare è stato evidenziato come questo contatto aiuti a sviluppare la comprensione del diverso, il senso di responsabilità verso il prossimo (l’animale infatti necessita di cure, attenzioni, impegno), il sentimento di empatia (la capacità di comprendere le sensazioni altrui), di sensibilità, di socializzazione, tolleranza e rispetto.
L’animale aiuta inoltre a prendere consapevolezza dei ritmi dell’esistenza (nascita, crescita, malattia, morte): una vera scuola di vita per il bambino.

Meglio un cucciolo o un cane adulto?

Se si decide di portare a casa un cucciolo è più semplice perché è possibile educarlo sin da piccolo alla presenza dei bambini; bisogna però considerare il tempo che si dovrà dedicare all’educazione del cane che, essendo piccolo, avrà bisogno di maggiori attenzioni rispetto a un adulto.
Un cane adulto, viceversa, può essere già abituato a stare da solo e a non sporcare in casa: resta però il fatto (soprattutto se non si conosce la sua storia passata) che potrebbe non essere mai stato abituato alla presenza di bambini nel periodo della socializzazione (entro i primi tre mesi di vita) e mostrarsi quindi aggressivo con loro.
Se si deve scegliere, quindi, soprattutto se si è inesperti è meglio optare un animale di taglia piccola, di indole docile (ad esempio i cani da caccia, i labrador ecc…) e magari femmina, più dolce, tollerante e meno incline a comportamenti aggressivi.

Le regole da rispettare

Quindi prima dell’arrivo del cane oppure appena si conoscono, occorre insegnare al bambino a:
rispettare il cane e il suo territorio (cuccia o altro), a non fargli i dispetti e a non trattarlo come un peluche anche solo per eccesso di effusioni affettuose: il cane infatti potrebbe non comprendere certi movimenti bruschi o troppo repentini del bambino e spaventarsi o avere reazioni improvvise.
come avvicinarsi e rapportarsi ai cani in modo corretto: occorre rimanere calmi, accarezzarli sotto il muso e mai sulla testa, non fare movimenti bruschi e improvvisi, non urlare, non guardarli fissi negli occhi e, se il cane è teso o nervoso, immobilizzarsi, accucciarsi.
 L’ideale è fare esperienza anche con altri animali prima dell’arrivo del proprio cane in famiglia. Queste regole saranno comunque utili anche al bambino per sapere come comportarsi di fronte a cani non conosciuti.
non disturbare mai il cane durante alcuni momenti particolari della giornata per esempio mentre dorme o durante il pasto per non scatenare reazioni aggressive.

I primi incontri

Durante i primi incontri tra il cane e il bambino è bene che ci sia sempre la presenza dell’adulto, sia per evitare che il bimbo faccia dispetti all’animale, sia per le reazioni improvvise di quest’ultimo. 
Per alimentare il rapporto positivo tra i due può essere utile che il bambino dia un bocconcino del proprio cibo al cane. Se il bambino ha già una certa età è consigliabile insegnargli a impartire alcuni semplici comandi al cane: ad esempio farlo sedere prima di dargli il bocconcino. In questo modo l’animale capirà che il bambino ha una posizione gerarchica superiore alla sua e che deve rispettarlo e obbedirgli senza prevaricarlo.

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