Progettare un giardino per il cane

Chi ha la fortuna di avere un giardino accessibile al proprio cane, può pensare di riadattarlo per le sue necessità. Creando, per esempio, percorsi sinuosi tra gli arbusti, che portino a un nascondiglio tutto per lui, oppure lasciando dei rettilinei per farlo correre o zone dove potrà scavare liberamente. Molto dipende dalla razza e dalle sue abitudini.
Alessandro Mesini
A cura di Alessandro Mesini
Pubblicato il 16/06/2021 Aggiornato il 16/06/2021
Progettare un giardino per il cane

Oggi più che mai il cane, ma anche gli altri animali domestici, è considerato parte della famiglia e come tale trattato. Chi ha la fortuna di possedere un giardino, potrebbe valutare di fare alcuni cambiamenti con lo scopo di creare uno spazio condiviso dove uomo e animale possano stare insieme nel migliore dei modi e nel rispetto delle reciproche esigenze.

Non esiste un modello generale di giardino per il cane, ma piuttosto diverse tipologie che corrispondono a varie esigenze. Nello spazio verde di una villetta a schiera di poche decine di metri quadrati non potremmo che mettere in pratica pochi accorgimenti ma chi ha la fortuna di possedere un ampio spazio potrà creare situazioni nuove che miglioreranno la vita sia al cane sia al proprietario, perché un giardino pensato per il cane sarà più facile da gestire e con meno danni da emendare.

Quale obiettivo ottenere 

Un giardino progettato per il cane e la sua famiglia, per dirsi completo e riuscito deve assolvere ad alcune richieste:

  • consentire all’animale di muoversi ed eseguire un esercizio fisico adeguato che gli consenta di restare in salute, con muscolatura tonica (come un percorso di agility dog)
  • portare a un evidente stato di benessere anche comportamentale dell’animale che potremmo definire con “felicità” perché libero di esprimersi da solo seguendo la natura soggettiva ed attitudinale della razza,
  • consolidare un sereno, disteso e piacevole rapporto fra uomo e animale creando uno spazio di interazione

Linee guida per tutti i pet

Le piante pericolose

In tutti i giardini frequentati da cani dobbiamo evitare le piante che per loro sono velenose e anche quelle potenzialmente tossiche se l’animale ha la marcata tendenza a “masticare” erbe e arbusti.

Sono pericolosi fra le bulbose giacinto, mughetto, giglio, gladiolo e crochi autunnali, fra i rampicanti edera (ma il livello di pericolosità dipende dalla quantità ingerita), Gelsemium sempervirens, fra gli arbusti rododendri e boccioli di ortensia, fra le piante in vaso le petunie, fra le velenose classiche il tasso, i semi del maggiociondolo e l’aconito, senza dimenticare che anche i noccioli delle piante da frutto che contengono amigdalina (per esempio le albicocche) possono rappresentare un’insidia.

Erba perfetta

Il rapporto con il prato è sempre problematico ma bisognerà imparare a gestirlo, specie se siete patiti di cotichi perfetti, uniformi, di colore brillante. Per cominciare, bisogna gestire le diverse modalità di urinare di maschi e femmine. Mentre i maschi cercheranno un arbusto, un muro, il tronco di un albero, le femmine si accuccieranno sul cotico causando i ben noti effetti di ingiallimento. L’unico rimedio è accompagnare il cane al guinzaglio, quando si libera il mattino dopo la notte in casa, nella zona degli arbusti così da preservare in parte il prato e ricorrere a frequenti bagnature per esercitare un’azione dilavante.

Il rifugio

Bisogna sempre disporre di una zona per ripararsi in caso di pioggia perché non tutti i cani amano bagnarsi. Tutti, invece, amano avere una tana al fresco e lontano da sguardi indiscreti, oltre alla classica cuccia. Per esempio, si può creare questo spazio utilizzando piante dalla chioma prostrata come possono essere spiree, weigelie, rododendri lasciati crescere così che creino una macchia folta e ben riparata. È importante, nel mettere a dimora le piante, pensare le distanze in modo che si crei un corridoio d’accesso e una stanza centrale se il cane è di taglia medio-grande. Anche un tronco cavo può essere un’ottima soluzione per cani piccoli.

Esigenze in base alla razza 

Il Cane da pastore

È l’esempio più classico, e oggi anche più diffuso di un tempo, perché in questa tipologia non rientra solo il “cane lupo” o “pastore tedesco”, ma anche tutti gli “australian” e i loro diffusissimi incroci.

Sono cani molto attivi, instancabili camminatori, capaci di ripercorrere lo stesso percorso un numero infinito di volte causando una zona di calpestio e compattazione del terreno che diventa ancor più grave quando piove o con terreni argillosi.

Per imbrigliare la vitalità di questi cani bisogna cercare di creare una sorta di “percorso a ostacoli” con elementi naturali che interrompa le linee diritte e possa essere variato dall’animale scegliendo di aggirare, saltare o strisciare. Piantate nel giardino piante di bosso o conifere di dimensione limitata che possono avere forme diverse, da globose ad allargate, o piramidali oppure utilizzate le diverse specie di ginepro oltre a Picea glauca, Prunus lusitanica, Prunus ‘Otto Luyken’. La natura resinosa del loro legno le pone al riparo dalla masticazione del cane e la natura flessibile dei loro rami, unita a un’ottima resistenza, le rende ideali per essere “strapazzate” dall’azione poco garbata dei cani. L’ideale è tracciare un lungo e poco largo sentiero centrale serpeggiante tra le piante, con lastre nelle zone di inversione.

Cani da caccia

I cani utilizzati tradizionalmente come ausilio nella caccia sono in realtà degli ottimi compagni, la loro natura è al contempo discreta e molto curiosa. La situazione ideale sarebbe destinare loro una zona del giardino dove far crescere una prateria alta di graminacee dove gli animali possano aggirarsi liberamente. La scelta varietale è molto importante perché deve trattarsi di piante con un ciclo vegetativo lungo, di rapida crescita e ben accestite, rustiche e resistenti, prive di parti che possano essere pericolose per i cani: evitate le piante “forasacco” tra cui molte graminacee diffuse, oppure quelle con i semi che entrano nelle vie aeree (i Pennisetum) o che hanno le foglie taglienti (Cortaderia). Fra le molte specie non possono mancare panicum, molinie, agrostis. Questa “zona franca” a utilizzo esclusivo del cane stimola la curiosità e fa uscire l’animo coraggioso e pronto delle razze da lavoro.

Cani da corsa

I cani da corsa, ad esempio i levrieri, sono fra i più difficili da gestire in un giardino perché spesso manca lo spazio per dare sfogo alla loro energia e alla loro natura esuberante. Proprio perché i cani mantengano la loro tonicità muscolare, occorre cercare di creare e alternare zone libere rettilinee dove possono prendere velocità con altre dove la scelta varietale dei cespugli possa creare una serie di ostacoli proprio come se si trattasse di un percorso d’equitazione. Gli ostacoli dovranno essere facilmente deformabili nel caso l’animale in parte li urti, sempre con una chioma “morbida” senza all’interno tronchi tagliati di sbieco che possono trasformarsi in superfici offensive, di altezza diversa, sempre più bassi all’inizio e posti a distanza diverse fra loro.

Ricordate che gli acciottolati rallentano la corsa perché sono scivolosi, mentre sulla sabbia i cani corrono veloci e questa diventa la zona dedicata allo scavo.

Cani che amano l’acqua

Questi hanno vita dura quando devono restare in un appartamento o in un giardino standard dove l’unica fonte di refrigerio e di gioco, tolta la pioggia, è l’impianto di irrigazione. Per questi animali il massimo è creare una sorta di laghetto dedicato, ma se avete spazi ristretti non fatevi tentare dalle vasche prestampate in materiale plastico, perché senza ricambio d’acqua si trasformerebbero in breve in pozze maleodoranti. In ogni caso è importante che il laghetto abbia un profilo sagomato a gradini così che l’animale possa risalire senza fatica una volta immerso. L’intorno, difficilmente resterà inerbito e allora è bene prevedere sin dall’inizio una fascia ghiaiata o lastricata. Più facile e pratico è montare una serie di ugelli che si attivano al passaggio del cane e lo bagnano a richiesta, che diventa anche un gioco, anche da fare insieme nei giorni di caldo estivo.

Per i cani di piccola taglia

Per i cani di piccola taglia, di là delle indicazioni generali sopra riportate, è importante creare un percorso lastricato contorto che si snoda sotto i cespugli dove possa trovare riparo, esplorare, riposare e giocare.

Se sono presenti delle pendenze e ci sono cani Bassotti, evitare le scale che per loro rappresentano un problema in quanto il movimento in discesa si ripercuote molto pesantemente sulla loro spina dorsale; meglio creare percorsi alternativi alle scale.  

Si ringrazia Matteo Boccardo, consulente botanico, che collabora con il vivaio Central Park (www.mariomariani.studio) per la progettazione e la realizzazione su misura di giardini per cani.  

 

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