Il Pinscher: un piccolo cane dal cuore impavido

Piccolo: sei chili di peso per trenta centimetri di altezza. Eppure in un cagnolino di queste dimensioni riescono a convivere più aspetti: temerarietà e ostinazione insieme a affettuosità e lealtà. È il pinscher, dalle origini remote ma ancora molto diffuso, che piace a tanti soprattutto a chi cerca una vivace compagnia.
Roberta Marino
A cura di Roberta Marino
Pubblicato il 03/04/2016 Aggiornato il 03/04/2016
Pinscher

Origini preistoriche ma razza recente

Le origini del Pinscher si perdono nella notte del tempi. Secondo alcuni sarebbe il pronipote del “Ratte tedesco”, un cane molto antico.
Il cane Pinscher di tipologia nana è stato creato in Germania attraverso diversi incroci fra cani come il Pinscher Tedesco, il bassotto e il Levriero Italiano e lo standard della razza risale al 1895, anno in cui è stato anche fondato il primo Pincherclub. Nonostante il riconoscimento, quindi, piuttosto recente, alcuni reperti preistorici dimostrano che già al tempo dell’Homo habilis esistevano cani aventi un cranio simile a quello del Pinscher odierno.
Fino alla Prima Guerra Mondiale fu una delle razze di cani di taglia mini fra le più diffuse nei concorsi canini in Germania: oggi è molto apprezzato negli Stati Uniti e anche in Europa, soprattutto in Belgio e poi in Francia, Gran Bretagna e Italia (dove è arrivato intorno al 1950).

Esistono due tipologie: medio e mini

Alcuni lo confondono con il Chihuahua, altri lo considerano un Dobermann in miniatura. In realtà il Pinscher è una razza ben definita di cani della famiglia dei Pincher-Schnauzer. Esistono due tipologie:
il Pinscher medio: alto dai 45 e i 50 cm al garrese, ha un peso fra i 14 e i 20 kg
il Zwergpinscher o Pincher nano: alto al garrese fra i 25 e i 30 cm, il un peso varia dai 3 ai 6 kg.
In entrambi, comunque, il pelo è raso, privo di sottopelo.
Il colore può essere rosso cervo, o nero focato con delle macchie marroni.
Una caratteristica particolare è la corporatura piuttosto compatta ma allo stesso tempo muscolosa.
Nonostante all’apparenza sembri esile e delicato, è un cane robusto con un’aspettativa di vita che si aggira intorno ai 15 anni. È facilmente riconoscibile per la testa allungata e il muso piuttosto appuntito che ricordano, appunto, quella del Dobermann: come a quest’ultimo, un tempo, anche al Pinscher venivano amputati coda e orecchie in modo da conferire una forma a “V”. Fortunatamente questa pratica, piuttosto barbara, messa in atto solo per finalità estetiche, è ora vietata in tutta Europa.

Coraggioso e leale, soffre il freddo e la solitudine

Socievole, simpatico, il Pinscher nano ha un carattere vivace che ben si adatta alle famiglie con bambini mentre è meno adatto per le persone anziane, nonostante la taglia piccola. Molto legato al nucleo familiare, tende a proteggerlo dagli estranei verso i quali mostra spesso una forte diffidenza che manifesta con un abbaio anche piuttosto sonoro.
Proprio per il suo legame con il compagno umano si comporta come un perfetto cane da guardia ma anche un piacevole cane da compagnia. È giocherellone e affettuoso, molto intelligente e ubbidiente, con un carattere fiero, tenace e un po’ testardo. Nonostante la facilità nell’apprendimento, quindi, va educato con fermezza e decisione.
Ci sono, però, alcuni punti deboli: il Pinscher, infatti, soffre molto la solitudine e, lasciato a casa da solo, può anche piangere e abbaiare fino al rientro. Il problema si presenta in particolar modo nei cuccioli fino ai 5 mesi di età: una soluzione può essere trovare qualche “trucco” (come ad esempio lasciare la luce accesa durante l’assenza, o ancora lasciargli i giocattolini accanto) e, nel frattempo, educarlo progressivamente a stare da solo in casa allungando volta per volta i tempi. La sua spiccata capacità di adattamento farà sì che si abitui presto al cambiamento.
Se d’estate si rivela un cane vivacissimo e instancabile, nei mesi invernali soffre decisamente il freddo e ama molto stare accucciato in un angolo. È consigliabile, quindi, evitare di tenerlo in giardino e, al contrario, dotare la sua cuccia o la sua poltrona preferita, di una coperta o qualcosa di caldo dove possa rifugiarsi.

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