Il cibo giusto per il gatto in ogni momento della vita

Crocchette, patè, bocconcini: al giorno d'oggi l'offerta alimentare per i nostri amici a quattro zampe è sempre più vasta. La scelta, però, deve essere oculata e specifica a seconda delle esigenze del gatto.

Roberta Marino
A cura di Roberta Marino
Pubblicato il 19/11/2018 Aggiornato il 10/12/2018
Il cibo giusto per il gatto in ogni momento della vita

I gatti sono sempre più presenti in casa e si può dire che ormai siano a tutti gli effetti componenti della famiglia. Vivere con loro, però, significa anche prendersene cura in maniera adeguata tenendo conto delle necessità alimentari e di salute a seconda delle fasce di età e delle problematiche specifiche. Per quel che riguarda l’alimentazione, il cibo giusto per il gatto può essere fresco o confezionato e, in questo ambito, umido o secco. 

Le regole alimentari

Il cibo giusto per il gatto deve tenere presente la sua attività di cacciatore e predatore, insita nell’istinto del gatto. Questo comporta che il gatto possa fare molti piccoli e brevi pasti al giorno, anche oltre 15, senza orari e intervalli precisi, in luoghi calmi, appartati e in solitudine. Il cibo giusto per il gatto deve contenere  proteine, grassi, sali minerali, vitamine e acqua in giusta quantità. La sua razione giornaliera di “pappa” deve quindi contenere:

  • 45-50% di proteine che devono essere fornite in larga misura da carne e pesce cotti.
  • 20% di carboidrati
  • 20% di verdure/fibre
  • 10-15% di grassi

Si può preparare con riso, carne, ortaggi, pesce, uova o formaggio se bel tollerati. Il fegato può essere usato, ma solo in piccole quantità (provoca infatti diarrea e il rischio di ipervitaminosi A). Lo yogurt, come altri latticini, può essere utilizzato come fonte di proteine in alternativa o in aggiunta alla carne. Il latte può essere somministrato dopo lo svezzamento, alcuni gatti però non lo tollerano e può provocare diarrea.

Da tenere presente 

Il cibo giusto per il gatto  che vive all’aperto, in particolare se esposto al freddo, deve essere più calorico e più abbondante, almeno il 10-20%  in più rispetto a un gatto che vive in appartamento

Il cibo giusto per il gatto incinta o mentre allatta, deve prevedere un 20-25% in più di quantità e calorie rispetto a un gatto adulto normale.

Le esigenze nelle fasi della vita

Il gatto di casa in genere è nutrito quasi esclusivamente con cibi confezionati, patè, bocconi o croccantini, che contengono tutte le proprietà nutrizionali necessarie, senza bisogno di aggiunte. Questi alimenti preconfezionati sono suddivisi per fasce di età, necessità particolari (gattini, anziani, ecc..) o disturbi specifici (renali, intestinali, ecc..). Se si desidera si può anche provare a dare cibo casalingo seguendo però scrupolosamente le indicazioni del veterinario.

Il gattino

Il cibo giusto per il gatto piccolo varia in base all’età. Lo svezzamento può iniziare verso le 3-4 settimane di età. Inizialmente si utilizzerà un cucchiaino per il latte e dopo pochi giorni si potranno aggiungere croccantini per gattini cuccioli (“kitten”) e cibo umido per gattini in crescita, oppure omogeneizzati a base di pesce o carne.

Si deve fornire una parte di cibo secco più 3 parti di latte o acqua, oppure 2 parti di cibo in scatola o fresco più una parte di latte o acqua. Il cibo deve essere tiepido.

Non appena i gattini avranno imparato a mangiare da soli, si potrà iniziare a togliere l’acqua o il latte dalla miscela. Lo svezzamento si completa intorno alle 6 – 8 settimane di vita, ma è comunque consigliabile somministrare il cibo per gattini ancora fino a 9 mesi di età.

L’ anziano

Il cibo giusto per il gatto anziano prevede che si abbia un gatto con almeno 9-10 anni, che corrispondono all’incirca ai 60 anni dell’uomo. A partire da questa età iniziano a manifestarsi i primi cambiamenti fisici ed è necessario prestare maggiore cura all’alimentazione (e ai controlli di routine) per evitare patologie tipiche dell’età senile. In media comunque la vita di un gatto è di 13-14 anni anche se la maggior parte dei gatti che vivono in casa – se correttamente alimentati e curati – riesce comunque a raggiungere anche i 16-18 anni con picchi perfino oltre i 20 anni. Oltre ai controlli di routine (ogni sei mesi), alla pulizia dei denti e agli esami del sangue, un ruolo assolutamente primario per garantire condizioni di salute ottimali riveste proprio l’alimentazione.

L’ideale è optare per i cibi già pronti e studiati per gatti “senior” (o light), disponibili in commercio, caratterizzati da una maggiore presenza di grassi, fibre e vitamine con un apporto proteico moderato ma di ottima qualità. Sono da preferire i cibi umidi e teneri da masticare, molto appetibili e digeribili.

Gli errori più comuni
  1. Dare troppo cibo: la sovralimentazione è tra le cause dell’obesità. Un gatto troppo grasso o addirittura obeso ha maggior probabilità di soffrire di disturbi del fegato, del cuore, malattie respiratorie, gastro-intestinali, diabete e patologie all’apparato scheletrico (dovute al peso eccessivo)
  2. Somministrare integratori vitaminici (in particolare vitamina A e D) senza che siano stati prescritti dal veterinario: l’eccesso di vitamine può causare patologie da accumulo altrettanto serie delle carenze. È sufficiente completare l’alimentazione dando una volta a settimana 60 grammi di olio di fegato merluzzo (ottima fonte di vitamina A) e , a giorni alterni, alcune compresse di lievito di birra per completare l’assunzione di vitamine del gruppo B (in caso di dieta casalinga e se non già previste nel cibo confezionato)
  3. Seguire una dieta composta quasi esclusivamente da carne, fegato o rene: un regime di questo tipo può causare carenze di calcio ed eccesso di fosforo. Il fegato inoltre è troppo ricco di vitamina A (ipervitaminosi)
  4. Dare al gatto cibo per cani: è un errore molto frequente. Il cibo per i cani può essere dato solo occasionalmente. Gli alimenti formulati per i cani hanno infatti una quota proteica inferiore alle necessità del gatto, non sono integrati di taurina e acidi grassi, mentre le vitamine i sali minerali sono presenti in proporzioni inadeguate.

 

 

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