Capire il linguaggio di coniglio, criceto e cavie

Roberta Marino
A cura di Roberta Marino
Pubblicato il 03/10/2017 Aggiornato il 17/08/2018

Chi pensa che conigli e roditori non siano in grado di esprimersi si sbaglia di grosso e potrà decisamente sorprendersi. Ecco come capire meglio i nostri piccoli amici.

Capire il linguaggio di coniglio, criceto e cavie

Vocalizzi, posture, fischi: il linguaggio di conigli e roditori (cavie e criceti) è speciale e per molti ancora sconosciuto. La maggior parte delle persone, infatti, pensa che questi animali non sappiano esprimersi, non manifestino emozioni. In realtà non è così: il linguaggio di conigli e roditori è diverso da quello al cui si è abituati ma non per questo impossibile da capire.  Per una buona convivenza ed evitare errori grossolani è importante, quindi, imparare a comprendere cosa questi piccoli animali desiderano manifestare o… nascondere abilmente!

Il coniglio: saltelli e zampate

Silenzioso, tranquillo, timido: il coniglio è spesso considerato un animale privo di personalità, insignificante o addirittura muto. Conoscendolo meglio si può invece scoprire che è in grado di esprimersi in maniera chiara e perfino rumorosa! Si tratta di un linguaggio prevalentemente corporeo e posturale ma non per questo meno esplicito di quello di altri animali. Ecco quindi un breve vademecum per poter comunicare con i simpatici lapini di casa.

  • Binkies: tradotto significa “saltelli” o “mattane”. Il coniglio manifesta la propria gioia e serenità con veri e propri saltelli e piroette in giro per la casa o il giardino. Vuole semplicemente dire: “sono felice!”
  • Batte i denti: come le fusa per il gatto, il coniglio batte i denti quando viene coccolato. Il suo messaggio è “grazie, mi fa piacere!”. Attenzione però: in alcuni casi digrinare i denti (accompagnato da posizione a lungo immobile e rannicchiato, rifiuto del cibo) è sintomo di malessere.
  • Calcia sul pavimento: spesso molto rumorosi, i calci dati con le zampe posteriori sono un segnale che i conigli utilizzano anche in natura per avvisare di un pericolo o di qualcosa che li infastidisce. In pratica sta dicendo “ho paura!”.
  • Flop: è una sorta di svenimento, un comportamento che mette sempre in allarme i proprietari. Niente di preoccupante, anzi: con questo atteggiamento il coniglio vuole dire: “ah… che relax!”.
  • Ringhia: non si può propriamente paragonare a quello dei cani ma, al pari di quest’ultimo, il ringhio del coniglio deve mettere comunque in allarme. Può trattarsi di un’invasione di territorio da parte di un suo simile o, anche, del proprietario. Il significato resta lo stesso: “stai alla larga o per te sono guai!”.
  • Urla: acuto, straziante, accade di rado ma l’urlo è sempre il sintomo di qualcosa di molto preoccupante. Il coniglio sta letteralmente urlando: “sto male”.
  • Gu-gu: è un versetto gutturale tipico del coniglio eccitato non sterilizzato. Una sorta di richiamo d’amore che si accompagna anche a un girotondo intorno ai piedi del proprietario.
  • Gira le spalle: può essere allo stesso tempo un segnale di pacificazione ma anche una richiesta di spazio e di autonomia.
  • Scodinzola: ebbene sì, proprio come il cane anche il coniglio scodinzola per dire: “sono contento”.
  • Strofina il mento: quando lo fa su un oggetto o su una persona sta difendendo un territorio dicendo: “questo è mio!”. È l’occasione buona per giocare con lui perché il suo è un invito al gioco.
  • Freezing: è un metodo utilizzato in natura dai conigli per difendersi dai predatori. Il coniglio si mette in posizione immobile, appiattito e sembra morto (freezing infatti significa congelamento): utilizza questo comportamento quando ha paura, viene preso in braccio da chi non conosce o portato in ambienti nuovi.

Come comunicare con lui

Il coniglio esige pazienza e delicatezza. Approcciarsi con lui prendendolo in braccio e sollevandolo quindi da terra è assolutamente sbagliato: il coniglio tenderà a spaventarsi e avrà il terrore ogni volta che viene avvicinato, scappando a zampe levate! La fiducia del coniglio va conquistata poco per volta perché si tratta di un animale-preda che ha bisogno di sentirsi sicuro e protetto. Un ottimo sistema per iniziare a comunicare con lui è “imitarlo” sdraiandosi al suo livello e mettendosi letteralmente nei suoi panni. Infine un ultimo consiglio: il coniglio è tende a essere più ricettivo e disponibile alle coccole dopo aver mangiato, con la pancia piena e in relax. Poco per volta si potrà anche giocare con lui nascondendo uvette o altri premi golosi nei sacchetti di carta e lui li scoprirà.

Il criceto: curioso e un po’ attaccabrighe

Incredibile ma vero anche il criceto comunica con un linguaggio tutto personale. Il suo modo di comunicare è caratterizzato soprattutto da posture e atteggiamenti. Tuttavia esistono anche suoni specifici con i quali il criceto esprime disagio, fastidio o serenità.

  • Sbadiglia: non è affatto stanco ma è semplicemente rilassato. Sta dicendo: “sono contento, sto bene”.
  • Alza le zampe anteriori: si sta difendendo, una sorta di “in guardia!”. In genere il criceto si mette in questa posizione se viene disturbato o se si cerca di accarezzarlo insistentemente o, ancora, se è impaurito.
  • Squittisce ed emette suoni striduli: è un segnale che vuole essere lasciato in pace ed è molto arrabbiato. Se oltre al suono è anche in piedi con le zampe anteriori alzate sta per attaccare. Meglio stare alla larga!
  • Ha le orecchie all’indietro: significa “lasciami stare, sono di cattivo umore!”.
  • Morde la gabbia: è abbastanza chiaro il messaggio. Il criceto è arrabbiato e annoiato e vuole uscire. Chiede “fammi giocare con qualcosa!”
  • Fa acrobazie nella gabbia: il criceto è decisamente arrabbiato o annoiato e cerca un diversivo.
    Mostra i denti: il criceto è di cattivo umore e pronto ad attaccare. Se oltre a mostrare i denti si corica sul dorso ed emette suoni sta proprio dicendo “stammi alla larga o saranno guai per te!”

Come comunicare con il criceto

Contrariamente al suo aspetto, il criceto è tutt’altro che un animaletto debole e indifeso. Non ama essere maneggiato ed è capace di attaccare anche furiosamente. In generale sono animali schivi e timidi e non amano il contatto anche se quelli allevati possono essere più docili. A seconda della specie cambia la predisposizione al contatto: i più tranquilli e pacati sono i criceti dorati, mentre i Roborowsky sono inquieti e difficili da gestire. Quando il criceto dorme, è assonnato o rannicchiato nella sua tana non va stimolato perché potrebbe infastidirsi. Se, invece, è vispo e annusa l’aria si può tentare di avvicinarlo ma con rispetto e poco per volta allungando pezzetti di cibo.

La cavia: tanti versetti rumorosi

Ecco un animaletto che non può certo essere definito muto e inespressivo! La cavia peruviana (o porcellino d’india) è un simpaticissimo roditore in grado di manifestare in modo chiaro (e rumoroso) le proprie emozioni e il proprio disappunto. Timida e paurosa, la cavia ha un linguaggio che va compreso e interpretato per poter stabilire una serena convivenza. Un linguaggio che si esprime sia attraverso suoni anche molto acuti sia con atteggiamenti e posture specifici.

  • Wheeking: è un suono ben noto (pui pui) che la cavia emette quando è felice, alla ricerca di attenzioni, o sta aspettando il cibo. Molto forte e simile a un fischio significa: “Ehi sono qui: mi vedi? Ho fame, voglio una carezza, mi puoi fare una coccola?”.
  • Bubbling: sono le fusa delle cavie. È un suono caratteristico (frrrr) che la cavia emette quando viene coccolata o se viene somministrato il cibo. Una sorta di: “sto bene!”. Tuttavia se questo suono è più acuto verso la fine e il corpo è teso significa che la cavia è infastidita.
  • Churping o cinguettio: suono simile a uno stormo di uccellini cinguettanti dal significato poco chiaro forse rappresenta uno stato di benessere.
  • Chutting: sembra un piagnisteo e può essere rivolto sia a una persona che a un’altra cavia e vuol dire: “lasciami stare, mi dai fastidio!”
  • Brontolio: può essere confuso con il bubbling ma è più profondo e, a differenza del precedente, con questo suono la cavia esprime disagio o paura sia nei confronti dei propri simili che del proprietario.
  • Battere i denti: sembra incredibile ma anche le cavie si arrabbiano e questo atteggiamento è proprio indicativo. Il porcellino d’India sta dicendo: “stammi alla larga o saranno guai per te!”
  • Popcorning: non un verso ma una postura.  Si manifesta quando la cavia salta in maniera scordinata per la stanza ed è felice. Sono soprattutto i soggetti giovani a farlo.

Come comunicare con la cavia

Fanno tenerezza e a stento ci si trattiene dal coccolarle e prenderle in braccio. Tuttavia le cavie sono animali estremamente timidi e paurosi (un istinto, quello della paura, di sopravvivenza legato al fatto che si tratta di animali-preda):  si spaventano facilmente non solo per i rumori forti ma anche se vengono maneggiati all’improvviso e con modi un po’ bruschi. Il modo migliore per prendere confidenza con la cavia e fare amicizia, invece, è “prendendola per la gola” offrendo poco per volta le verdure di cui è particolarmente golosa. Quindi si potrà farle, poco per volta, le coccole parlando con dolcezza. Al contrario meglio lasciare tranquilla una cavia che sta immobile o che fugge perché sicuramente è impaurita.