Canile, gattile e non solo: aiutare i nostri amici animali

Chi ama cani e gatti può impegnarsi nella loro salvaguardia in prima persona. Sono diverse le associazioni onlus ed enti no profit a cui rivolgersi. L'ideale è valutare tutti gli aspetti e, quindi, prendere la decisione giusta.

Roberta Marino
A cura di Roberta Marino
Pubblicato il 03/12/2013 Aggiornato il 03/12/2013
Canile, gattile e non solo: aiutare i nostri amici animali

Chi ama e desidera aiutare cani e gatti in difficoltà non ha che l’imbarazzo della scelta. Esistono tante strutture pubbliche, canili, gattili o rifugi, gestiti da associazioni sempre alla ricerca di volontari. Esistono anche gruppi di volontariato che si occupano di soccorrere animali feriti (ambulanza per animali), raccogliere fondi tramite iniziative di beneficenza, oppure avere cura di animali randagi, come nel caso delle colonie feline. Le possibilità sono numerose a seconda delle capacità e del tempo a disposizione.

Rifugi e non solo

Svolgere l’attività di volontariato in una di queste strutture è il modo più immediato per aiutare cani e gatti in difficoltà e dimenticati.          La soddisfazione e l’affetto mostrato dagli animali ripagano enormemente della fatica e del tempo dedicati. In queste strutture sono tante le mansioni delle quali ci si può occupare:

  • portare in passeggiata al guinzaglio i cani all’esterno del rifugio o nelle aree predisposte o, semplicemente, facendoli uscire a turno all’interno del canile se ne esiste la possibilità (per i gatti ovviamente questo non è previsto),
  • pulire i box e le lettiere, fornire il cibo e cambiare l’acqua
  • aiutare lo staff veterinario con le più semplici cure come fornendo i medicinali necessari, tenendo fermo l’animale durante le vaccinazioni o le iniezioni, segnalando eventuali malesseri riscontrati nell’animale durante la pulizia o la passeggiata
  • aiutare le adozioni illustrando alle persone che vengono in visita alla struttura per portare a casa un animale, mostrando gli ospiti, spiegando loro vicende e necessità di ogni specifico animale, occupandosi dei controlli pre e post affido per verificare la validità della collocazione.
  • Infine ci sono i banchetti di raccolta fondi e cibo (in feste di quartiere, supermercati, negozi per animali ecc…) nei quali si pubblicizza anche la struttura e gli animali ospitati allo scopo di trovare loro una casa e una famiglia.

Per poter effettuare in maniera adeguata tutte queste mansioni, generalmente, agli aspiranti volontari viene richiesta la partecipazione a un corso di preparazione nel quale vengono indicate le linee guida per come accudire gli animali nella maniera più appropriata. L’impatto con il canile o un gattile, infatti, può essere anche difficile e doloroso: tuttavia, l’affetto che si riceve in cambio ripaga in breve tempo delle difficoltà iniziali.

Le colonie feline

Per quanto riguarda i gatti esiste un altro modo per aiutare gli animali in difficoltà: occupandosi dei gatti randagi ma che fanno parte di colonie feline regolarmente riconosciute da ASL e Comune. Ci si affianca, generalmente a “gattare” (che possono fare parte di associazioni ma anche agire in maniera del tutto autonoma) che una o due volte al giorno effettuano la distribuzione del cibo per gli animali nelle varie colonie di cui si occupano controllando anche lo stato di salute dei gatti e l’eventuale presenza di “nuovi arrivati” che dovranno essere opportunamente segnalati ai veterinari dell’Asl competenti o a quelli convenzionati con l’associazione per la sterilizzazione. Anche in questo caso le persone che si occupano delle colonie feline organizzano periodicamente banchetti di raccolte fondi e soprattutto cibo da destinare ai gatti ai quali è possibile partecipare per dare una mano. Un volontario che si accorge della presenza di una colonia felina e decide di prendersene cura, deve per prima cosa contattare la ASL Veterinaria della sua zona, che provvederà a censirla successivamente al sopralluogo di un suo operatore. Spetta all’ ASL Veterinaria sterilizzare (e ora anche a microchippare) i mici presenti e a curare quelli che mostrano sintomi di malattie. Una volta guariti, i mici verranno re immessi nel territorio d’origine ad opera del volontario referente della colonia. La normativa vigente prevede che il volontario abbia il diritto di gestire e quindi nutrire e prendersi cura dei gatti di colonia, ma anche il dovere di mantenere i luoghi interessati in condizioni igieniche ottimali.

L’ambulanza e la clinica

Presso alcune associazioni, inoltre (come ENPA, ad esempio) è possibile occuparsi dei cani e dei gatti non solo a livello di rifugio ma anche come servizio di pronto soccorso nell’ambulanza degli animali, proprio come per le persone. Si tratta, generalmente, di auto di grosse dimensioni o furgoni adibiti ad ambulanza al cui interno è contenuta l’attrezzatura e il materiale per il primo soccorso (bende, disinfettanti, piccole lettighe, ecc…). I volontari, in questo caso, devono obbligatoriamente effettuare un corso di preparazione tenuto dai responsabili dell’associazione di concerto con i medici veterinari nei quali vengono spiegate le prime basilari norme di pronto soccorso. Ovviamente il referente finale resta sempre il veterinario: in molti casi, quindi, i volontari effettuano semplicemente il servizio di trasporto dell’animale ferito o malato presso la clinica veterinaria seguendo passo per passo le indicazioni del medico. Infine, in associazioni come l’ENPA, ad esempio è possibile effettuare mansioni di assistenza oppure di pulizia e alimentazione degli animali che sono ricoverati nei reparti di degenza clinica della Sede (che possono essere randagi ma anche selvatici). Inoltre è possibile effettuare anche turni di assistenza della Clinica Veterinaria aiutando i veterinari e occupandosi delle altre attività interne della Clinica Veterinaria. Anche per tutte queste mansioni è richiesto un impegno costante con presenza fisse per turni, partecipazione a riunioni dell’associazione e ai corsi di formazione.

Volontari in divisa: le guardie zoofile

Tra le varie opportunità di volontariato con gli animali ne esiste una particolare nella quale l’opera di soccorso si unisce a quella di Pubblica sicurezza. Si tratta della guardia zoofila volontaria, riconosciuta ai sensi dell’art. 6, c.2 della 189/04 figura che riveste, nell’esercizio delle sue funzioni, la qualifica di Pubblico Ufficiale. Svolge quindi le funzioni proprie di Polizia Giudiziaria, nell’ambito specifico della tutela animali. Le guardie zoofile si occupano di vigilanza ambientale nel senso più ampio del termine: ossia di prevenzione e repressione dei reati e delle violazioni alle norme che tutelano il benessere di tutte le specie animali, monitoraggio sul territorio e verifica delle segnalazioni provenienti dai cittadini. Nella pratica la guardia zoofila volontaria può legittimamente:

  • chiedere i documenti di riconoscimento ad una persona che per motivi di servizio è opportuno identificare (ad esempio il proprietario del cane non tatuato, la persona che ha abbandonato un gatto, ecc.)
  • procedere alla stesura dei relativi atti e verbali
  • adottare tutte quelle procedure ritenute idonee per far osservare la normativa di propria competenza (ad esempio, – intimare al proprietario di togliere il cane da una oggettiva e concreta detenzione di estrema cattività, chiedere l’intervento del Servizio Veterinario per quanto di competenza, ecc.).

Tuttavia è bene sapere che le funzioni sono temporanee e vengono svolte quando la guardia giurata volontaria si trova in presenza di un reato mentre cessano con l’espletamento delle attività e degli atti necessari ad accertare il reato. I verbali redatti dalle Guardie Zoofile, in quanto pubblici ufficiali, hanno forza di atto pubblico e costituiscono prova in giudizio fino a querela di falso. Quindi quanto affermato dalla guardia nel verbale (per fatti accaduti alla sua presenza, acquisiti per percezione diretta e non per valutazioni o impressioni personali) è vero fino a prova contraria e costituisce prova in giudizio.

Chi interpellare

In genere sono gli stessi canili comunali o gli Uffici Tutela animali del Comune di residenza che possono fornire gli indirizzi adatti (dal sito del Comune). Recentemente sono nati rifugi a tutela anche di animali cosiddetti “da reddito” (galline, maiali, mucche, capre, asini, cavalli ecc…) salvati da situazioni a rischio e presso i quali si può effettuare la medesima opera di volontariato dando loro cibo e occupandosi di cure e pulizie.

Alcuni indirizzi:

  • Enpa: Ente Protezioni Animali www.enpa.it
  • Oipa: Organizzazione Internazionale Protezione Animali www.oipa.org/italia/
  • Lac: Lega Abolizione Caccia (che si occupa di vigilanza venatoria e zoofila e antibracconaggio e che ha istituito le guardie venatorie volontarie) www.abolizionecaccia.it/
Un’iniziativa di solidarietà

Royal Canin, azienda produttrice di alimenti per cane e gatto, promuove l’iniziativa “Alimenta la solidarietà” ideata per sostenere una corretta crescita dei gattini all’insegna del benessere e aiutare i gattili ENPA. Fino al 31 dicembre 2013 basterà acquistare gli alimenti Royal Canin specifici per gattini Mother & Babycat, Kitten, Kitten Persian nel formato da 400 gr riportanti l’adesivo della promozione, per accedere gratuitamente al video corso online dedicato al gattino accessibile tramite la sezione dedicata del sito www.royalcanin.it Attraverso il video corso, si aiuteranno i neo proprietari a imparare le informazioni più importanti da conoscere per far crescere ed educare un gattino sereno e felice. Gli argomenti del corso sono:

  • La socializzazione del gattino
  • La nuova casa: un mondo di oggetti e rumori
  • Una casa a misura di gatto: l’arricchimento ambientale
  • In viaggio con il gattino
  • La prima visita dal veterinario
  • Il gattino e il gioco
  • L’alimentazione del gattino
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