Cane in città: regole di comportamento

Vivere in città con il proprio cane non è sempre facile: è necessario rispettare norme di convivenza con chi possiede altri animali e con chi invece non li vede di buon occhio, e attenersi a indicazioni precise nei locali e sui mezzi pubblici. Insomma: la buona creanza per non incorrere in sanzioni o in discussioni.
Roberta Marino
A cura di Roberta Marino
Pubblicato il 15/12/2015 Aggiornato il 15/12/2015
cane al guinzaglio

Per chi ha uno o più cani e vive in città, alcune regole di buon comportamento in realtà non dovrebbero nemmeno essere scritte: sono semplici norme civili di buona educazione. Tuttavia, proprio per la difficoltà di farle rispettare, i Comuni italiani hanno emanato una serie di Ordinanze e di Regolamenti che se non vengono rispettate potrebbero farci incorrere in sanzioni amministrative.

Il cane nei luoghi pubblici

In particolare nel 2013 il Ministero della Salute ha stabilito le nuove regole per la passeggiata dei cani in luoghi pubblici. Ecco le principali.

  • Obbligo del guinzaglio: è obbligatorio tenere il cane al guinzaglio negli spazi aperti al pubblico e nelle aree urbane, tranne in quelle specificamente destinate dove possono correre e muoversi liberamente. La misura del guinzaglio non deve superare il metro e mezzo.
  • Portare con sé la museruola: il proprietario deve sempre avere con sé la museruola, da utilizzare in caso di pericolo per l’incolumità di persone o altri animali oppure se formalmente richiesto da un cartello o dall’autorità competente.
  • Sacchettini e palette: a spasso con il cane bisogna avere sempre il kit di sacchetti e paletta. È obbligatorio raccogliere le deiezioni del proprio amico a quattro zampe.
  • Cani morsicatori: per loro sono obbligatori l’assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi e l’uso della museruola in qualsiasi luogo pubblico, anche se al guinzaglio.

Anche nelle aree riservate ci si comporta bene

Sono sempre più numerose in tutte le città, nei parchi e nei giardini, le aree cani, zone verdi destinate ai cani liberi senza guinzaglio. Anche in questi spazi, però, è importante rispettare regole di civile convivenza. Ecco quindi il decalogo del proprietario ben educato (fonte ASL Milano):
raccogliere i bisogni del cane: per evitare la diffusione di parassiti intestinali (e per lasciare pulito!) il proprietario è pregato di raccogliere le feci;
– i cani possono entrare se sono registrati, microchippati e con medaglietta (con nome e recapito telefonico). Oltre a essere obbligatoria per legge, l’iscrizione all’Anagrafe Canina è utile in caso di smarrimento del cane per facilitare un rapido ritrovamento;
meglio se vaccinati: è opportuno far entrare nelle zone comuni solo cani già trattati contro i parassiti esterni e vaccinati per evitare la diffusione di parassitosi e malattie;
non introdurre cani aggressivi e femmine in calore: situazioni di questo tipo potrebbero scatenare competizioni e aggressività tra i cani. L’ingresso di questi cani sarà possibile solo in orari specifici in cui non sono presenti altri animali;
non portare giochi o palline: questi oggetti potrebbero far scattare atteggiamenti aggressivi per il loro possesso;
non portare cibo, al massimo solo acqua: per la stessa ragione è indispensabile evitare di far entrare nelle aree di sgambamento leccornie di vario tipo. Stesso discorso per l’acqua che va portata solo se non ci sono fontanelle in zona;
niente guinzaglio: è fondamentale non tenere mai il proprio cane al guinzaglio all’interno di queste aree. Il giunzaglio infatti scatena senso di territorialità e aggressività e può rappresentare anche un pericolo per persone o cani che possono inciampare;
– tenere sempre sotto controllo il cane: fino a quando il proprio cane è all’interno dell’area sgambamento non ci si può assentare o distrarre perché potrebbe scappare all’ingresso di un altro cane o azzuffarsi;
consentire a tutti l’accesso: se il proprio cane è incompatibile con altri, vanno rispettati tempi massimi di permanenza all’interno dell’area cani per consentire a tutti l’ingresso.

Cani in bar, ristoranti e negozi

La normativa a riguardo è poco chiara e, al momento, lascia un ampio ventaglio di libertà. È vietato l’ingresso se il gestore del locale ritiene opportuno esporre un cartello all’ingresso con la frase “Vietato l’ingresso ai cani” oppure “Io resto fuori” con il disegno del cagnolino. Per quanto riguarda i supermercati, invece, il divieto resta ferreo sempre: quando si fa la spesa gli animali devono aspettare fuori. Unica eccezione i cani dei non vedenti per i quali l’accesso è libero ovunque. 
Detto questo, se il gestore – come sempre più spesso accade – è disponibile e l’ingresso al cane nel locale pubblico è consentito (tranne ovviamente nel locale cucina dove si preparano cibi e bevande), restano comunque valide alcune regole di galateo:
– il cane dev’essere tenuto legato al guinzaglio accanto al proprietario per non ostacolare i camerieri e gli altri clienti del locale;
– deve comportarsi educatamente senza creare situazioni di pericolo per gli ospiti;
– deve essere pulito;
– bisogna cambiare il tavolo se chi si trova accanto è allergico al pelo del cane,
– se il locale dispone di un’area con dei tavoli all’aperto meglio decidere di spostarsi lì,
– se nel locale ci sono altre persone con cani al seguito, meglio evitare di sedersi al tavolo vicino
non offrire cibo dalla tavola al cane mentre è buona norma portare uno snack o un gioco da far rosicchiare al proprio amico a 4 zampe;
– a metà del pranzo o della cena, far fare una piccola passeggiata al cane per fargli fare i bisogni.

La normativa è poco chiara

Una questione da sempre spinosa è quella che vede da una parte i proprietari di cani e dall’altra i gestori di locali pubblici come bar, ristoranti e negozi. Gli animali, infatti, si vedono spesso negare l’accesso in questi luoghi con la scusa della presenza di alimenti o per questioni di igiene.
L’ANCI, Associazione Comuni Italiani ha ribadito che “Vietare l’ingresso ai cani nei locali pubblici e quindi negli esercizi commerciali è illegale”. Nei Comuni italiani dove è entrato in vigore il regolamento per il benessere e la tutela degli animali, il proprietario del cane che vede rifiutato l’ingresso del proprio amico a quattro zampe nel locale può rivolgersi ai vigili urbani (a meno che gli esercenti non abbiano esposto in modo visibile all’entrata del locale l’ormai tristemente noto cartello che vieta l’ingresso ai cani). I fatti, però, smentiscono decisamente.
In realtà è dell’anno scorso una notizia che aveva fatto esultare i proprietari di cani. La Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe), infatti, aveva diffuso un “Manuale di corretta prassi operativa per ristorazione, gastronomia e pasticceria” (presentato insieme al Ministero della salute che ha collaborato alla stesura del volume) secondo il quale non esistono motivi igienico sanitari per impedire ai cani di entrare nei pubblici esercizi.
Attenzione però! La libertà di circolazione è ammessa solo se il proprietario del locale è d’accordo e se non ha esposto il cartello : “Vietato l’ingresso ai cani” oppure “Io resto fuori”.
Quindi, l’unica differenza rispetto al passato è che sui cartelli che vietano l’ingresso ai cani non ci potrà più essere scritto “come da norme igienico-sanitarie del Ministero della Salute Italiano“, perché questa norma è stata adeguata a quelle europee.

Sui mezzi di trasporto pubblico

In linea di massima gli animali possono salire sui mezzi di trasporto pubblico, sempre tenendo il cane al guinzaglio e, per i cani di taglia grossa, con la museruola. A seconda delle città esistono poi alcune differenze che si possono leggere sul regolamento di trasporto in genere esposto sulle vetture. Vediamone alcune.

A TORINO: gli animali non pagano il biglietto ma entrano solo quelli di piccola taglia, obbligatoriamente in braccio o in gabbiette e trasportini coperti. Il regolamento stabilisce inoltre che debbano essere dotati di “strumenti, quali museruola, guinzaglio, ecc., che impediscano loro di nuocere agli altri passeggeri”. Il trasporto dell’animale può essere rifiutato in caso di notevole affollamento dei mezzi pubblici.

A MILANO: possono salire sui mezzi pubblici i cani di piccola e media taglia ma pagano tutti il biglietto. Devono essere muniti di museruola e guinzaglio e non possono viaggiare nelle ore di punta a meno che non siano cani guida per non vedenti. Il regolamento ricorda che “su ogni vettura è ammesso il trasporto di un solo cane, sia sui mezzi di superficie che in metropolitana”.

A ROMA: i cani di piccola o media taglia, muniti di guinzaglio e museruola, possono salire ma solo a pagamento (tariffa ordinaria). In metropolitana devono stare solo nel primo e nell’ultimo vagone.

A NAPOLI: sono ammessi solo cani da caccia sulle linee extraurbane e durante la stagione venatoria e cani guida per i non vedenti, oltre ai piccoli cani che viaggiano gratuitamente. Può viaggiare un solo cane per passeggero e in ciascun autobus non possono esserci più di quattro cani. Il cane deve essere munito di museruola e tenuto in braccio, se si tratta di piccolo cane o al guinzaglio, negli altri casi. In caso di affollamento è vietato il trasporto dei cani, esclusi quelli che guidano i non vedenti.

A PALERMO: non sono ammessi animali ad eccezione dei cani guida, muniti di museruola, per non vedenti e dei cani di piccola taglia tenuti in braccio e muniti di museruola a maglie fitte. Per questi il trasporto è gratuito.

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