Cane e gatto: salute in regola, prima di un viaggio

La sua valigia è pronta: ciotola, giochi preferiti, scatolette e croccantini. Si parte? Non prima di aver controllato che anche i documenti di viaggio e i controlli sanitari del cane e del gatto siano in regola. Solo così sarà un viaggio perfetto.

Roberta Marino
A cura di Roberta Marino
Pubblicato il 13/07/2019 Aggiornato il 13/07/2019
Cane e gatto: salute in regola, prima di un viaggio

Anche se il proprio cane o gatto è in buona salute, prima di un viaggio in Italia o, ancor di più, all’estero è importante fare una visita di controllo dal veterinario di fiducia. Occorre verificare che l’animale sia in regola con le vaccinazioni richieste ed, eventualmente, effettuare i trattamenti e le profilassi necessari a seconda della destinazione di vacanza.

Tutte le informazioni relative allo stato di salute del cane o del gatto si devono reperire prima di un viaggio nel libretto sanitario che viene redatto dal veterinario stesso e che contiene la “storia” dell’animale: rappresenta un ottimo promemoria degli interventi e delle profilassi effettuate. Per chi si reca fuori dai confini nazionali, invece, oltre al libretto è necessario il Passaporto, rilasciato dai servizi veterinari dell’ASL.

Le malattie infettive

In particolare cane e gatto prima di un viaggio devono essere in regola con le vaccinazioni richieste per le principali malattie infettive.

Nel cane sono: gastroenterite, cimurro, epatite, tracheobronchite, leptospirosi e (ove richiesto) rabbia.

Nel gatto sono: trivalente (Herpesvirus, calicivirus e parvovirus), Leucemia virale (solo per gli animali che escono da casa), rabbia (solo se il viaggio sarà verso una località all’estero).

Non solo vaccinazioni: attenzione ai parassiti!

Indipendentemente dalla destinazione, per il cane e, in alcuni casi, anche per il gatto, sono fondamentali alcuni trattamenti antiparassitari prima di un viaggio. Si tratta di parassiti esterni (quali pulci, zecche, acari) e interni (vermi tondi e piatti).

Restando in Italia, è bene ricordare che tutto il bacino del Mediterraneo, compreso Sardegna, Isola d’Elba, Argentario, Sicilia e tutto il Sud, è endemico per la leishmaniosi canina, una malattia causata dalla puntura del pappatacio, un piccolo insetto simile alla zanzara. Se ci si reca in queste zone prima di partire è indispensabile provvedere all’applicazione di appositi antiparassitari concordati col proprio veterinario curante. Verranno proposti, a seconda dei casi, trattamenti spray, spot-on (sotto forma di gocce da collocare tra le scapole) o collari che agiscono come repellenti per il pappatacio. A scopo preventivo, in ogni caso, è sempre consigliabile non fare uscire il cane nelle ore del tardo pomeriggio e non farlo dormire all’aperto di notte, ossia nelle fasce orarie in cui l’insetto è maggiormente attivo.

Per quanto riguarda la Pianura Padana, invece, il rischio è la filariosi cardiopolmonare, malattia parassitaria molto diffusa e pericolosa che si può prevenire con una profilassi per via orale o iniettiva, nel periodo a rischio (inizio primavera-fine autunno) secondo indicazioni del veterinario.

In treno, aereo o nave

Prima di un viaggio in treno, si ricordi che Trenitalia richiede ai possessori di cani che venga esibito al personale addetto al controllo il certificato di iscrizione all’anagrafe canina. Se il cane non fosse già iscritto è bene provvedere all’applicazione del microchip e all’iscrizione all’anagrafe canina della regione di appartenenza. Questa procedura viene eseguita o dal proprio veterinario o dai servizi veterinari delle ASL.

Inoltre le compagnie aeree o di traghetti richiedono in base a loro regolamenti interni: certificato di buona salute, libretto sanitario e in alcuni casi anche vaccinazione antirabbica (soprattutto per spostamenti in Sardegna, dove tra l’altro, il regolamento di Polizia Veterinaria non la prevede più).

All’estero con il Passaporto Europeo

Per spostamenti all’interno dell’Unione Europea (anche per la Svizzera), prima di un viaggio bisogna munirsi del Pet-Passport, il Passaporto europeo: per ottenerlo bisogna recarsi dal proprio veterinario almeno 21 giorni prima della partenza per far inoculare il microchip (se ancora non è già stato fatto) e fare vaccinare il proprio animale domestico contro la rabbia. Il documento verrà poi rilasciato dall’ASL di riferimento.

Nel passaporto sono riportati in italiano e inglese:

  • i dati del proprietario
  • la descrizione dell’animale
  • le vaccinazioni effettuate
  • il numero identificativo del microchip elettronico e la vaccinazione antirabbica in corso di validità.

Oltre ad avere con sé il Passaporto, per poter recarsi con il proprio animale in alcuni Paesi dell’UE si dovranno anche seguire alcune prassi specifiche.

  • In Gran Bretagna è stato abolito l’obbligo di quarantena di sei mesi per cani e gatti se accompagnati da Passaporto Europeo sul quale sia riportato (per il primo) anche l’avvenuto trattamento antiparassitario contro echinococco da uno a cinque giorni prima dell’ingresso nel Paese. Lo stesso sistema viene applicato anche in Finlandia, Irlanda e Malta.
  • Per quanto riguarda la Svezia le norme sono state semplificate e, attualmente, l’ingresso nel Paese di cani, gatti e furetti è consentito solo previo Pet Passport, microchip e vaccino contro la rabbia.
  • Gli animali che entrano in Norvegia, oltre a essere muniti di passaporto come di routine, e per quanto riguarda i cani, devono aver effettuato il trattamento contro la tenia almeno 24 ore e al massimo 120 ore prima di entrare in Norvegia (in alternativa si accetta che vengano trattati ogni 28 giorni). Attenzione, poi, all’ingresso di alcune razze (Pit Bull Terrier, Dogo Argentino, Amstaff, ecc..)

Per chi viaggia nelle nazioni extra europee, come Stati Uniti e Canada, ad esempio, viene richiesto il “Certificato Internazionale di origine e sanità” (rilasciato dall’ASL di competenza) valido, solitamente, 30 giorni dall’emissione.

In generale, comunque, prima di recarsi all’estero o, comunque, quando si decide di programmare un viaggio con il proprio cane o gatto, è sempre bene informarsi presso servizi veterinari dell ‘ASL,Ambasciate/consolati/Enti del turismo e contattare il proprio medico veterinario, il quale saprà dare indicazioni specifiche a seconda della meta del viaggio.

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