Cane e gatto: proteggerli dal freddo

Roberta Marino
A cura di Roberta Marino
Pubblicato il 28/10/2016 Aggiornato il 28/10/2016

Che succede al cane al gatto di casa quando arrivano le basse temperature? Visto che non possono rimanere sempre in casa, soprattutto il cane, bisogna sapere come proteggerli dal freddo. Sapendo che il cappottino è più una moda che una reale necessità per la maggior parte delle razze.

cane e gatto al freddo
Il gatto: all’esterno con cautela  

Amante delle comodità, il gatto in inverno adora acciambellarsi nelle zone più morbide e calde della casa. Nonostante sia fornito di una folta pelliccia, infatti, il micio soffre gli sbalzi di temperatura e, se non è abituato a vivere sempre all’aperto, può risentire dei primi rigori invernali.
Se il gatto vuole uscire sul balcone anche in inverno è bene tenere presente:
– che prima di uscire si sia “riscaldato” un po’ giocando e attivando così il metabolismo e aumentando la circolazione sanguigna;
– farlo uscire nelle ore più calde, in posti ben soleggiati evitando i balconi;
– fornire un buon riparo con una cuccia calda e cibo adeguato anche all’aperto;
non mettere la cassettina igienica all’aperto sul balcone o terrazzo nella stagione più fredda perché potrebbe risentire dello sbalzo di temperatura uscendo e entrando da casa
spazzolare anche in inverno il mantello in modo da stimolare il rinnovo del sottopelo;
arricchire l’alimentazione di nutrienti, grassi e proteine: ad esempio olio di fegato di merluzzo, ricchissimo di Vitamina A che aiuta a migliorare le difese immunitarie;
controllare che l’acqua all’aperto non geli: se il gatto trova l’acqua gelata potrebbe cercare altro da bere con rischio per la sua salute (ad esempio i liquidi antigelo sono particolarmente attraenti per i gatti ed estremamente pericolosi).

Non tutte le razze possono uscire 

Il gatto comune è adatto a uscire all’aperto anche d’inverno, ma non tutti quelli di razza riescono a resistere nello stesso modo:  
– i gatti a pelo lungo come il Persiano non patiscono il freddo ma possono bagnarsi facilmente;
– le razze a pelo semilungo come i Norvegesi e il Main Coon sono perfettamente in grado di affrontare l’inverno così come le razze a pelo corto con sottopelo, se hanno un fisico robusto;
– i gatti di tipo orientale come il Siamese e l’Abissino hanno il pelo corto, senza sottopelo e quindi sono molto sensibili agli sbalzi di temperatura, è meglio che non escano in inverno;
– gatti di tipo Rex, come il Devon, il Cornish e il gatto “nudo”, lo Sphynx devono restare il casa.  

Calorifero: sì o no?

Dal momento che il micio adora i posti caldi, è facile che cerchi di dormire direttamente sul calorifero (soprattutto se ha il pelo lungo). In realtà è dannoso perché potrebbe surriscaldarsi e soffrire di sbalzi di temperatura e il calore potrebbe far seccare e desquamare la pelle. E’ meglio farlo riposare vicino al calorifero magari su un supporto (in commercio esiste una sorta di “amaca” per gatti) in modo che non sia direttamente a contatto con il calore.
Se invece il gatto non desiste e vuole stare sul calorifero per rendere l’aria meno secca si può utilizzare un umidificatore o appendere al termosifone l’apposita vaschetta piena di acqua. Infine per evitare che la pelle si secchi possono essere utili integratori a base di acidi omega 3 che aumentano il sebo.

Il cane: cappottino solo a chi serve davvero

Tutti i cani, se abituati da sempre alla vita all’esterno, possono sopportare bene temperature anche molto basse a patto di avere a disposizione ricoveri confortevoli e un’alimentazione adeguata.
Il fabbisogno nutrizionale aumenta con il calare delle temperature secondo questo schema: a 10 °C, si aumenta la pappa del 10%, allo zero termico circa del 25%, sotto zero, a – 10 °C circa, del 50%. Inoltre si deve ricorrere a cibi più ricchi di grassi: alimenti secchi con almeno il 16% di grasso e umidi con almeno il 6%.
La cuccia dovrà essere ben riparata e possibilmente in materiale coibentato in modo da mantenere il calore senza disperderlo. Esistono in commercio anche cucce riscaldabili.
Se il cane vive in appartamento d’inverno non ha problemi perché le temperature sono molto vicine alla zona di neutralità termica. Quando viene portato a passeggio fuori casa se è in movimento non soffre il freddo perché con l’attività fisica produce calore. I cani con pelo lungo o medio (Yorkshire Terrier, Shi-Tzu…), pelo corto e duro (Pastore Tedesco, Labrador, Husky),  pelo duro (Westie, Scottish Terrier…) e in generale  cani che vivono la maggior parte del tempo fuori casa non hanno bisogno di indossare il cappottino. Per i cani a pelo corto o quelli più magri non protetti da grasso cutaneo e sottopelo, cuccioli che affrontano la crescita durante il periodo invernale e anziani che iniziano ad avere dolori osteoarticolari  è consigliabile mettere un cappottino.

L’acquisto giusto

Nell’acquisto del cappottino è bene evitare di farsi abbagliare da modelli stravaganti, alla moda ma inutili. Meglio ricordare che il capo deve:
essere lavabile con fodera spazzolabile: il cane infatti deve poter giocare, correre, rotolarsi e sporcarsi
essere caldo e mantenere calore nelle parti più esposte come pancia e schiena;
avere ganci comodi e regolabili montati su robuste fettucce in nylon.