Cane e gatto: a casa da soli per il fine settimana

Nessuno vorrebbe mai rinunciare alla compagnia del proprio amico a quattro zampe. Quando, però, il distacco si limita al massimo a un paio di giorni, per lui è più stressante il viaggio e il cambiamento forzato. In questi casi, quindi, meglio che resti a casa da solo, purché ben accudito.
Roberta Marino
A cura di Roberta Marino
Pubblicato il 23/06/2020 Aggiornato il 24/06/2020
Cane e gatto: a casa da soli per il fine settimana

La bella stagione è iniziata e la voglia di una gita fuori porta spesso non si limita a qualche ora in campagna. Questo, però, può diventare un problema per chi vive con un cane o un gatto: le passeggiate, la pappa, le coccole, la pulizia, come possono essere garantite se ci si allontana da casa per più di un giorno? 
Se nella maggior parte dei casi l’ideale è portare con sé il proprio animale cercando una struttura che sia disponibile ad accoglierlo, come un agriturismo, un appartamento o alberghi che accettano animali, qualche volta questa opzione può risultare impossibile o perfino sconsigliata. 
Per un cane o un gatto (soprattutto, così abitudinario), è necessario un certo periodo di tempo per adattarsi a un nuovo ambiente e due o tre giorni non sono sicuramente sufficienti. Anche il viaggio, poi, può rappresentare una fonte di stress per le ore trascorse in auto al chiuso in un kennel o un trasportino o, peggio ancora, nella stiva di un aereo. 
Ecco allora che si possono valutare diverse opzioni: ci si può affidare all’aiuto di un dog/cat sitter o di un amico disponibile che se ne prenda cura oppure, ancora, cercare una pensione valida avendo cura di verificare per tempo che sia buon livello. In qualsiasi caso al proprio animale non dovranno mai mancare cibo, acqua fresca, lettiera pulita per il gatto, passeggiate per il cane e, non da meno, coccole, giochi e attenzioni.

Il gatto: a casa ma ben accudito

Il gatto viene definito solitamente un animale solitario: tuttavia, per quanto più indipendente e autonomo rispetto al cane,  ha comunque bisogno di cure e attenzioni esattamente come qualsiasi altro animale. Ecco perché non è affatto consigliabile lasciare per troppo tempo il gatto da solo in casa, anche se in compagnia di altri suoi simili. 
L’ideale è affidarsi a una persona di fiducia (un amico, un vicino, un cat sitter) al qualche fornire una copia delle chiavi casa in modo che possa somministrare cibo e acqua freschi, cambiare la lettiera, e fare qualche coccola, facendo in modo che il micio risenta il meno possibile del distacco forzato, mantenendo le sue abitudini quotidiane. Ciononostante è importante che il gatto conosca già la persona prescelta: animale diffidente ed estremamente sensibile, ha bisogno di tempo per fare “amicizia” e avere fiducia in un estraneo, in particolar modo se questa persona varca la soglia di casa, il suo territorio per eccellenza. Per questa ragione, quindi, la conoscenza dovrà avvenire in modo graduale, sia che si tratti di un amico che offra un aiuto in emergenza sia che si tratti di un pet sitter esperto, avendo cura di informarlo sulle abitudini dell’animale da tutti i punti di vista, caratteriali e alimentari per non far mancare mai il cibo preferito e le cure adeguate.
Meglio evitare, invece, di  far trasferire il micio direttamente nell’abitazione della persona che se ne prenderà cura: perdere il riferimento del proprio territorio domestico, definito anche da marcature di vario tipo, può essere per il gatto ancora più destabilizzante che restare da solo nella propria casa. 
Quindi è preferibile che la scelta ricada o nel lasciarlo a casa con un accudimento temporaneo o, se proprio non si può agire diversamente, nel portarlo con sé per il week-end dove, perlomeno, avrà accanto persone famigliari pur in un ambiente del tutto sconosciuto.

Se resta da solo 

Lasciare il gatto a casa da solo è comunque una soluzione che va presa in considerazione solo se si fosse impossibilitati a trovare una persona disponibile ad accudire l’animale o, in caso di emergenza, se dovesse esserci qualche intoppo per la persona stessa preposta.
Se il gatto resta a casa, per garantirgli in maggior comfort possibile nelle lunghe ore trascorse in solitudine ci si potrà organizzare con: 
un dispenser di acqua per gatti a serbatoio> avendo cura di valutare la capienza in base alla durata dell’assenza o ancora utilizzare un dosatore a fontana con flusso continuo di acqua. 
un dosatore automatico di cibo> ne esistono con il timer che si aprono a determinati orari (con apertura programmabile per un certo numero di pasti) oppure semplici dosatori ad elevata capienza che riescono a contenere quantità elevate di croccantini in modo da rilasciarne ogni volta che il gatto va alla ciotola.
Esistono anche distributori che combinano l’erogazione di acqua e cibo per facilitare il giusto dosaggio delle crocchette e avere costantemente acqua fresca nella ciotola. Viceversa lasciare in giro per la casa mucchietti di croccantini è controproducente e potrebbe comunque far restare il micio affamato.
Prima di partire, inoltre, è importante verificare che il micio non corra pericoli durante l’assenza: quindi chiudere ermeticamente  finestre, armadi e non lasciare in giro oggetti pericolosi.  Infine, per fare in modo non si annoi e si senta solo sarà opportuno garantirli passatempi di vario tipo come topini finti, palline che suonano, tiragraffi, scaffali, tunnel, ripiani anche fai da te, dove possa arrampicarsi o  nascondersi. 
Tra le altre cose da prendere in considerazione e da lasciare a disposizione del micio durante l’assenza: 
Catnip (Nepeta Cataria)> volgarmente conosciuta come “erba gatta”, da non confondere con quella che si mangia, e che fa letteralmente impazzire i mici. 
Feromoni appaganti> aiutano i gatti nei momenti di cambiamento o di stress o, comunque, per tranquillizzare. Sono venditi sotto forma di diffusori o spray (es. Feliway) e hanno un effetto calmante e rassicurante.
Erba coltivata> per evitare che si accanisca sulle piante di casa per noia o curiosità, si può acquistare erba apposita per gatti fresca o germogliata o semplicemente da seminare e farla crescere.

Il cane: la compagnia è necessaria

Diversamente dal gatto, il cane è un animale estremamente sociale e  più di tutti gli altri ha bisogno di compagnia di altri simili per giocare e socializzare e dell’uomo  che è il suo riferimento come “capobranco”. Il cane, infatti, è un animale da branco: questo significa che non ama affatto stare da solo e l’isolamento può causare stress e patologie di vario tipo manifestando comportamenti caratteristici dell’ansia da separazione, causando danni in casa e magari abbaiando insistentemente per richiamare il proprietario. 
Capita, però, di essere costretti ad allontanarsi anche per un tempo ulteriore, per lavoro o per piacere, e proprio il cane, soprattutto se di taglia media o grande, non viene visto di buon occhio in alberghi o alloggi di vacanza. Per non parlare, poi, dello stress del viaggio che, per molti cani (in particolare cuccioli o anziani), è davvero un’esperienza sgradevole.
Una buona soluzione per garantirgli una compagnia, è procurargli un suo simile, un altro cane, o magari anche un gatto se non ci sono problemi di convivenza.
In ogni caso è necessaria la presenza, anche saltuaria, di un dog sitter, di famiglia o professionista: il cane non ha solo bisogno di cibo ma anche di passeggiate per i bisogni e, in particolar modo, di gioco, interazione, attività fisica. 

Il dog sitter

La persona che si occuperà del cane dovrà farsi conoscere progressivamente, acquistando poco per volta la fiducia dell’animale: diverse settimane prima della partenza, quindi, dovrà fare visita alla famiglia, accompagnare il proprietario nel corso delle passeggiate (conoscendo anche gli altri cani di zona con cui normalmente gioca e si incontra), prendere nota di tutte le abitudini in tema di gioco, di pappa, di uscite, di giochi e luoghi preferiti e interagire poco per volta con il cane stesso. 
Un’altra soluzione può essere quella di far accogliere il cane nella casa della persona che se ne occuperà, in una sorta di “pensione a domicilio”: sicuramente più pratica per il dog-sitter, questa opzione prevede comunque un periodo di adattamento del cane al nuovo ambiente che, in due o tre giorni soltanto, può non essere sempre fattibile.
Per quanto riguarda il cibo, durante l’assenza,  sarà cura del dog sitter fornire la pappa preferita e cambiare spesso l’acqua nella ciotola, magari al rientro dalla passeggiata.

Se proprio deve restare da solo 

Se c’è qualche problema e non si trova un dog sitter si può provare a lasciare il cane da solo in casa. 
Per quel che riguarda il cibo in questo caso è sempre meglio optare per le crocchette che tendono a deteriorarsi meno e a richiamare meno insetti: al pari del gatto si può utilizzare un dispenser con timer ad esempio (il cane di solito mangia a orari regolari anche se con pasti più abbondanti del gatto) e lasciare una o più ciotole di acqua fresca in casa o in giardino.
Ovviamente è fondamentale che il cane abbia a disposizione anche molti giochi di vario tipo, soprattutto quelli cosiddetti “intelligenti” che lo tengono impegnato e stimolano il suo ingegno, come il Kong nelle sue infinite e sempre nuove varianti o quelli di attivazione mentale. Il Kong, in particolare, è l’intrattenimento ideale per il cane da solo che soffre di ansia da separazione, in quanto aiuta a rilassarsi e a distrarsi e può essere riempito con gustosi bocconcini, senza il rischio che si rompa o possa essere ingerito.
Oltre ai giochi per distrarsi è importante che il cane non vada in ansia. Per questa ragione, al di là di tutte le precauzioni che si possono prendere, è possibile ricorrere a diffusori “tranquillizzanti” a base di feromoni appaganti D.A.P  per il cane, che controllano lo stress.
Durante la bella stagione, se si dispone di un terrazzo o anche di un balcone, si può lasciare libero accesso al cane in modo che possa stare fuori all’aria aperta guardandosi intorno. Due le condizioni, però: che abbia un riparo all’ombra garantito e possibilità di rientrare in casa e, non ultimo, che non faccia danni o disturbi il vicinato.
Il giardino, invece, può rappresentare un’arma a doppio taglio: per quanto possa offrire al cane la possibilità di fare i bisogni liberamente senza la necessità di una passeggiata e di interagire con l’esterno, di muoversi, non può sostituire affatto la presenza di un contatto, di compagnia, di gioco che per lui sono di vitale importanza. 
Se si ha la fortuna di avere un giardino, però, si può lasciare qualche ora fuori in modo che si svaghi, tenendo presente che, comunque, la noia è sempre in agguato e, di conseguenza, anche i danni.  Per questa ragione può essere utile predisporre  giochi-dispenser di cibo in modo che possa ingannare il tempo senza annoiarsi e, se lo spazio lo consente, procurarsi una piccola piscina dove rinfrescarsi.
Anche per il cane in giardino, poi, è bene allestire distributori di cibo automatici di crocchette e di acqua, tassativamente tenuti all’ombra in un luogo riparato e protetto dal caldo e da sole eccessivi.

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