Bulldog inglese: cane brutto? No, bellissimo

Roberta Marino
A cura di Roberta Marino
Pubblicato il 31/08/2016 Aggiornato il 31/08/2016

Simpatico attaccabrighe, il bulldog inglese ha un triste passato di violenza e sfruttamento. Negli ultimi anni, invece, la sua razza è stata rivalutata come "cane da compagnia": in effetti si rivela un ottimo compagno di giochi, affettuoso ed estremamente devoto.

Bulldog inglese: cane brutto? No, bellissimo
Il cane-toro: un antico guerriero

Coraggioso, forte, con un’alta resistenza al dolore, ostinato, testardo e temerario. Nel suo corpo è rinchiusa una forza enorme in rapporto alla piccola taglia e una tale possente muscolatura che, unita al morso di straordinario vigore, fanno del bulldog un avversario temibile per qualsiasi nemico. La traduzione letterale del nome è esattamente “cane-toro” e non a caso. Verso la fine dell’Ottocento questi poveri animali venivano sfruttati nelle arene della Gran Bretagna per combattere con i tori in spettacoli sanguinosi. Una triste tradizione che ha origine in un passato ancora più remoto quando i molossi, gli antichi “Mastini asiatici” venivano fatti combattere a Roma contro gli schiavi e le bestie feroci.
In ogni caso è fuori di dubbio che l’origine del Bulldog inglese e la sua selezione siano strettamente legate ai combattimenti fra cani e tori (chiamati bull baitings). Anche nel Medio Evo questo spettacolo violento venne annoverato tra i divertimenti più apprezzati fino ad elevarlo a prove sportive. Solo nel 1632, tuttavia, comparve per la prima volta il termine Bulldog mentre nel 1835 il Parlamento britannico vietò il bull baiting anche se questo sport non scomparve totalmente dalle contee più distanti da Londra prima della fine del XIX secolo. Così l’allevamento del Bulldog fu a poco a poco abbandonato: a metà del XIX secolo il Bulldog era in via di estinzione. Poi all’esposizione di Birmingham nel 1860 e in seguito a Londra, furono presentati per la prima volta alcuni esemplari: un successo che spinse allevatori e amatori del Bulldog a fondare un club nel 1864. Oggi questa razza è abbastanza nota e apprezzata in tutto il mondo come cane da compagnia. Negli Stati Uniti ne è stata creata un’altra molto simile chiamata “American Bulldog”.

Taglia piccola, grande forza

Qualcuno l’ha definito addirittura un “paradosso” o il “brutto-bellissimo”: visto di fronte, infatti, il bulldog appare basso sugli arti, largo, con anteriore fornito di zampe corte ma possenti e muscolose, lievemente angolate verso l’esterno con una massa muscolare molto sviluppata. Il posteriore, invece, è più stretto, con arti di lunghezza superiore rispetto all’anteriore. La testa è molto larga, tipicamente brachicefala, con canna nasale molto corta (punto debole della razza) e una mandibola che sporge oltre la mascella altrettanto forte. Il suo aspetto è, quindi, tarchiato, ma largo possente e compatto. Il peso è per i maschi di 25 Kg, per le femmine 22,7 Kg.

Pacifico e tollerante a dispetto del suo passato

Coraggioso, ostinato e ben consapevole della sua forza: tuttavia, nonostante la pessima nomea dovuta al suo passato, il carattere del Bulldog è tutt’altro che bellicoso. Il suo spirito di lottatore riemerge solo occasionalmente e per difendere le persone a lui care da possibili minacce o pericoli. Per il resto il bulldog manifesta una profonda delicatezza d’animo in particolare con i bambini con i quali è un compagno di giochi estremamente paziente al punto da essere stato definito in Inghilterra cane “balia” e che all’occasione si improvvisa anche un po’ “clown”.
Il bulldog inglese è un animale da compagnia intelligente, affettuoso, coccolone preferisce la vita tranquilla sonnecchiando (e russando rumorosamente!) pigramente accanto al resto della famiglia sul divano. Il rischio, anzi, è che diventi troppo pigro e va quindi stimolato (senza esagerare!) alle passeggiate e al movimento. Calmo, insensibile agli schiamazzi degli altri cani non è mai rumoroso, abbaia poco e solo a ragion veduta.

Un respiro delicato che teme il caldo

Il punto debole del bulldog è il suo naso. Essendo, infatti, un cane brachicefalo ha la canna nasale corta e tende a soffrire di problemi respiratori. Soprattutto se il clima è caldo ed è affannato (anche per la sua stazza pesante) un bulldog emette rumori di respirazione: questo è dovuto al fatto che, avendo un muso molto corto, la parte finale del palato più molle della parte iniziale vibra sonoramente, anche durante il sonno. Durante la stagione estiva, quindi, va tenuto particolarmente sotto controllo limitando l’attività fisica e non sottoponendolo a sforzi particolarmente intensi. Evitare che si ecciti esageratamente e, soprattutto, che si esponga al calore, suo nemico principale, contro il quale è assolutamente disarmato e che può essere letale.
Anche il pelo va tenuto sotto controllo: dato che il bulldog inglese ha delle pieghe sulla pelle, specialmente sul muso e attorno alle labbra, è buona norma lavare delicatamente e asciugare accuratamente queste zone almeno ogni due giorni, ma anche più spesso.