Birdwatching: l’arte di osservare gli uccelli

Un occhio rivolto al cielo, un altro: in ogni stagione gli uccelli offrono allo sguardo più attento uno spettacolo meraviglioso. Il loro volo, il piumaggio variopinto, le migrazioni sono solo alcuni degli aspetti che si possono scoprire con il birdwatching, attività adatta a tutti.

Roberta Marino
A cura di Roberta Marino
Pubblicato il 01/10/2019 Aggiornato il 01/10/2019
Birdwatching: l’arte di osservare gli uccelli

Gli antichi lo chiamavano “aves specere”: si trattava dell’osservazione del volo degli uccelli per scopi divinatori. A partire dal XX secolo, però, si è iniziato a parlare di birdwatching: un termine inglese adottato a livello internazionale che designa l’osservazione degli uccelli libertà, senza interferire con i ritmi e i cicli naturali ma solo per il piacere di contemplare la bellezza di questi animali. Un modo per imparare a conoscere questi compagni di viaggio, il loro ruolo di indicatori ambientali e le loro esigenze e al quale possono accedere tutte le persone: dai più piccoli agli anziani, dai naturalisti o gli studiosi ai semplici appassionati. Il birdwatching è un’esperienza che si può vivere in ogni parte del mondo, con una gita fuori porta o durante le vacanze: non esiste, infatti, praticamente ambiente (ad esclusione dell’Artide e dei deserti più desolati) che sia privo in assoluto della presenza di uccelli. Dalla campagna alla città, ogni luogo è popolato da numerose specie di uccelli che si alternano nelle varie stagioni: e l’Italia, grazie alla grande varietà di ambienti naturali, possiede una fauna ricca (ben 530 specie!) ed estremamente differenziata. Un patrimonio di biodiversità che si può percorrere e scoprire nei luoghi più disparati: dalle cime innevate con ghiacciai alle coste rocciose e sabbiose, dai boschi delle Alpi alle lagune costiere.

Bastano un binocolo e tanto amore per la natura

Per fare birdwatching non servono strumenti o attrezzature costose. È sufficiente avere a disposizione un binocolo e una guida al riconoscimento da campo: con una spesa di circa 100 euro si possono già iniziare a fare i primi passi per osservare gli uccelli. Ecco quindi come attrezzare lo zaino per una passeggiata alla scoperta del mondo al di là delle nuvole:

Binocolo> non deve essere né troppo pesante né troppo grande, soprattutto per i birwatchers più giovani. Per orientarsi nella scelta bisogna tenere presente che su ogni binocolo sono indicati, a seconda di casi: 8×30 – 10×50 – 10×42 che indicano, rispettivamente: il primo il numero degli ingrandimenti (8 o 10), il secondo il diametro della lente frontale del binocolo e quindi è un indicatore di quanta luce entra e quanto è luminosa l’immagine. Dividendo il numero del diametro per l’ingrandimento si ottiene l‘indice di luminosità. Solitamente gli ornitologi e i birdwatchers utilizzano binocoli che vanno da 7 a 10 ingrandimenti: con l’aumentare del numero degli ingrandimenti, infatti, il binocolo diventa meno maneggevole e l’immagine è meno stabile. In generale per fare birdwatching, i binocoli adatti sono quelli che vanno dagli 8×40 fino ai 10×50: in ogni caso, prima dell’acquisto è sempre meglio provarlo per valutare la maneggevolezza.

Guida di campo> la scelta deve essere effettuata sulla base di due fattori: uno riguarda la qualità dei disegni (ben fatti e soprattutto rispondenti al vero per aiutare l’identificazione sul campo degli uccelli) da preferire alle fotografie, l’altro è relativo ai testi, che devono essere altrettanto ben curati e approfonditi, meglio se accompagnati da una cartina che riporta le varie specie nei diversi periodi dell’anno. Prima di partire per un’escursione, infatti, è sempre meglio conoscere la distribuzione geografica e stagionale delle specie che frequentano la zona che si intende visitare. Una buona guida di partenza può essere quella che riporta una classificazione degli uccelli presenti in Europa.

Abbigliamento> come per ogni escursione che si rispetti si dovrà optare per un abbigliamento comodo, con scarpe da trekking meglio se chiuse, cappellino e giacca impermeabile per ogni evenienza. L’importante, però, è di prediligere colori neutri, che ben si mimetizzano con la natura (es. verde muschio, beige, sabbia) evitando tonalità accese per non spaventare gli animali e per non rendersi troppo riconoscibili.

Ad ogni stagione, la sua migrazione

In Italia trovano riparo moltissime specie di uccelli. Di queste, circa 250 sono nidificanti, ma a loro si aggiungono gli uccelli che trascorrono la stagione invernale nel Paese per poi tornare a riprodursi, appunto, nel nord Europa, oltre alle centinaia di specie migratrici che attraversano l’Italia due volte l’anno: milioni di uccelli che in primavera e in estate percorrono le coste, gli stretti e i valichi montani per raggiungere le aree di riproduzione europee.

In ogni stagione, quindi, qualsiasi appassionato birdwatcher può organizzare un’escursione alla scoperta della natura con la semplice accortezza, però, di verificare anticipatamente dove e quando potrà osservare le diverse specie di uccelli. Nel corso di tutto l’anno in Italia si possono avvistare specie come la capinera, il merlo, il cardellino e il verdone che iniziano a riprodursi già a febbraio.

Primavera

Con l’arrivo della stagione più mite tornano i primi migratori. A marzo si possono avvistare il biancone (una piccola aquila), le marzaiole (anatre, appunto, nel mese di marzo) le prime upupe dall’Africa, per poi proseguire ad aprile con rondini, rondoni, cicogne bianche, albanelle minori. Passeggiando nei boschi in montagna si possono sentire i primi richiami dei picchi che tamburellano sui tronchi. Infine, per chi ha la fortuna di recarsi in Sicilia a maggio, sullo stretto di Messina si può ammirare il passaggio di moltissime specie che attraversano questo tratto di mare: falchi pecchiaioli, albanelle minori e molte altre sotto il costante controllo di associazioni a tutela degli animali.

Estate

Già con le prime giornate assolate i migratori sono impegnati nella piena riproduzione, mentre uccelli stanziali come le cince e i merli hanno deposto le successive covate. A luglio, per poter osservare gli uccelli si dovranno raggiungere alte quote: merli dal collare o gracchi, sono ancora intenti nella riproduzione, mentre i piccoli delle aquile reali iniziano a spiccare i primi voli. Tra fine luglio e agosto inizia il periodo più calmo ed è possibile scorgere gli uccelli solo la mattina presto o il tardo pomeriggio prevalentemente nelle zone costiere del mediterraneo: limicoli, uccelli di palude, che iniziano a spostarsi verso l’Africa oppure sterne e gabbiani. In generale nel culmine della stagione estiva è meno facile praticare birdwatching e si dovrà attendere le prime partenze in autunno.

Autunno

Con settembre partono molti migratori: rondini, balestrucci che si dirigono verso l’Africa insieme alle cicogne e a diversi rapaci. C’è una specie che però è ancora intenta nel suo ciclo riproduttivo ed è il falco della regina: è un piccolo falco che nidifica nelle isole del Mediterraneo in colonie poste lungo le migrazioni in modo da poter sfruttare i passeriformi migratori che attraversano il Mediterraneo. Questi rapaci poi passeranno l’inverno interamente nell’isola del Madagascar, a sud dell’Africa.

Inverno

Sembra impossibile ma anche nei mesi da novembre a gennaio-febbraio si possono osservare molte specie di uccelli: quelle artiche che dal nord Europa scendono nel Mediterraneo, come strolaghe, stercorari, sule che arrivano fino alle coste oppure anatre, folaghe e cormorani che trovano risparo in paludi e laghi durante i mesi più freddi. Nei campi invece, si possono ammirare interi stormi di pavoncelle e pivieri dorati.

In alcuni casi a gennaio nelle vallate delle Alpi si può avvertire il profondo richiamo del gufo reale che inizia il periodo riproduttivo, così come l‘allocco e la civetta, due specie stanziali. I birdwatchers più fortunati potranno perfino scorgere qualche esemplare di aquila anatraia maggiore o il beccofrusone che proprio nei mesi più freddi arrivano in Italia per trascorrere l’inverno.

Nelle fredde notti si sente il canto dell’allocco e della civetta che sono due specie stanziali, che vivono cioè costantemente nel loro territorio, e cominciano anche loro la loro attività di riproduzione molto presto.

Da Nord a Sud, sempre con lo sguardo al cielo

In un parco, un giardino o anche solo affacciati alla finestra di casa: le occasioni per praticare birwatching sono innumerevoli e, spesso, inaspettate. Se, poi, oltre alla semplice osservazione casuale si vuole approcciare una conoscenza più approfondita, ci si può spingere con una piccola escursione o un vero e proprio viaggio verso una delle tante Riserve naturali e le Oasi sparse in tutto il Paese, in ogni regione d’Italia. Ecco alcune proposte.

Al Nord

La foresta del Tarvisio> al confine con la Slovenia sulle Alpi in Friuli Venezia Giulia. Su una superficie di circa 26 mila ettari si potranno osservare specie di rapaci diurni e notturni tra cui il Grifone, l’Astore, l’Aquila reale, la Civetta capogrosso, la Civetta nana e di altri uccelli quali Gallo cedrone, Gallo forcello, Pernice bianca, Francolino di monte, Picchio nero, Picchio cenerino e Picchio tridattilo.

Parco Nazionale del Gran Paradiso> le montagne piemontesi di questo Parco sono la dimora di molti rapaci tra cui la maestosa aquila reale e il gipeto, che è finalmente tornato a sorvolare le Alpi, grazie a un lungo e complesso programma di reintroduzione. Gli appassionati di birdwatching potranno anche ammirare anche galliformi come la coturnice, il fagiano di monte e la pernice bianca, oltre a passeriformi quali il codirosso spazzacamino e poi beccafico, gracchi, fringuelli e zigoli.

Delta del Po> si tratta di una zona di importanza internazionale al confine tra Emilia Romagna e Veneto: un’area umida ricchissima di specie stanziali e migratorie (ben 300 specie di uccelli, tra nidificanti e svernanti) talmente rinomata tra gli appassionati che ogni anno, tra aprile e maggio, proprio qui si tiene la fiera internazionale del birdwatching e del turismo, con annessi concorsi fotografici per amatori e professionisti. In qualsiasi stagione è possibile osservare moltissime specie di uccelli, tra cui il meraviglioso Fenicottero, la Spatola, l’Airone rosso, il Tarabusino, varie specie di Gabbiani, il Cavaliere d’Italia, la Beccaccia di mare, il Falco di palude e tanti altri ancora. Anche in inverno sono presenti l’Oca selvatica e l’Oca lombardella.

Al Centro

Oasi Lipu Massaciuccoli> sull’omonimo Lago, questa Oasi Toscana ospita nel suo vasto canneto moltissimi uccelli: in inverno, lo Svasso maggiore, il Cormorano, l’Airone cenerino, la Garzetta, l’Airone guardabuoi e centinaia di anatre. In primavera qui migrano limicoli e le diverse specie di Mignattino. Nell’oasi nidificano anche l’Airone rosso, il Tarabuso, il Falco di palude, il Cavaliere d’Italia e diverse specie di passeriformi.

Parco Nazionale d’Abruzzo> la sua fama lo precede. Si tratta, infatti, di una delle aree naturalistiche storicamente più importanti d’Italia popolata da orsi, lupi e cervi. Molti ignorano però anche la notevole presenza di uccelli di ogni specie e non sempre facili da avvistare come Gufo reale, Aquila reale, Astore, Falco pellegrino o le tipiche specie montane quali Coturnice, Picchio dorso bianco, Merlo acquaiolo, Fringuello alpino, solo per citarne alcune. In totale si contano 230 specie di uccelli, tra i quali sono degni di nota anche la cicogna bianca e il picchio di Lilfor.

Monti della Tolfa> in collina, a due passi dal mare e da Roma, ospita numerose specie di rapaci: Nibbio reale, Nibbio bruno, Albanella minore, Biancone, Poiana, Falco pecchiaiolo, Lodolaio, Lanario, Falco pellegrino. Durante il periodo riproduttivo, invece, si possono scorgere altri uccelli come la Ghiandaia marina, il Cuculo dal ciuffo, l’Upupa, lo Zigolo capinero, la Tottavilla e molte altre specie tipiche della macchia mediterranea.

Sud e isole

Saline di Margherita di Savoia> situata in Puglia, è una delle più importanti zone umide del sud Italia, che attira birwatchers in ogni stagione dell’anno. In autunno e in inverno, infatti, sono presenti le anatre, che arrivano dal nord mentre durante le migrazioni possono essere osservati migliaia di limicoli (Combattente, Pittima reale, Chiurlo) oltre a varie specie di rapaci, sterne e mignattini. Infine qui si riproducono Cavaliere d’Italia, Avocetta, Fraticello, Gabbiano roseo.

Stretto di Messina, isola di Linosa, Saline di Priolo> lo Stretto è da sempre un nodo cruciale di passaggio per la migrazione: ogni primavera (da aprile fino alla seconda metà di maggio) circa 40 mila rapaci e centinaia di cicogne si possono scorgere mentre migrano verso le aree riproduttive nel nord Europa. Basti pensare che si contano ben 30 mila esemplari solo di Falco pecchiaiolo, e poi anche Falco di palude, Nibbio bruno, Albanella minore, Falco cuculo, Gheppio, Lodolaio, Grillaio, Poiana, Aquila minore, Falco pescatore e il rarissimo Capovaccaio. Uno spettacolo della natura anche le meravigliose Cicogne bianche e nere. Sempre in Sicilia merita un cenno sicuramente anche l’isola di Linosa nella quale si trova la seconda colonia mediterranea di Berta maggiore: il periodo ideale per osservarle è tra maggio e agosto, al tramonto, quando gli adulti sostano in mare in gruppo in attesa dell’oscurità per entrare in colonia.

Infine non si può dimenticare la riserva Lipu delle Saline di Priolo, ancora in Sicilia, che nel 2008 è stata premiata come “Oasi più bella d’Italia” da EBN, la più grande associazione italiana di birdwatching. Qui, infatti, si avvista circa il 40% delle specie di uccelli che vivono e transitano in Italia tra cui i fenicotteri rosa, i limicoli migratori, come il corriere grosso, il gambecchio, l’avocetta e la beccaccia di mare, mentre nella tarda estate si possono ammirare ardeidi come la garzetta ed altri aironi. In inverno qui sostano gli anatidi: volpoca, moriglione e talvolta anche il cigno.

Oasi Lipu Carloforte> nella splendida e selvaggia Sardegna, l’Oasi rappresenta un importante luogo di sosta e nidificazione per moltissime specie di uccelli, tra cui il Falco della regina, simbolo del luogo e attrazione per tanti birdwatchers: sono circa 100 le coppie di esemplari di falco che nidificano sulle scogliere, a picco sul mare. Osservarli è una delle esperienze più coinvolgenti che si possano vivere per gli amanti del birdwatching. Oltre ai falchi sono presenti anche altre specie di rapaci: gheppi, poiane e falchi pellegrini. Di grande interesse poi il raro gabbiano corso, caratterizzato da un becco rosso intenso con apice giallo e nero e zampe olivastre.

Per ulteriori info e altre zone di avvistamento

http://www.lipu.it/dove-fare-birdwatching-in-italia

 

 

 

 

 

 

 

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