Acquario in casa, la magia del mondo sommerso

L'acquario in casa non si può improvvisare: i pesci sono animali delicati e vogliono un habitat il più possibile vicino a quello naturale. Bisogna conoscere tutte le regole fondamentali.

Roberta Marino
A cura di Roberta Marino
Pubblicato il 06/10/2018 Aggiornato il 06/10/2018
acquario in casa

In natura, nei laghi, nel mare o nei fiumi, i pesci convivono senza problemi trovandosi nel loro habitat. Nel ricostituire un ambiente artificiale come l’ acquario in casa, quindi, è necessario tenere in considerazione molti fattori: le dimensioni della vasca e dei pesci, la qualità e la quantità di acqua, i filtri, i tipi di pesci, l’alimentazione, le piante, i fondali e la manutenzione. I neofiti dovrebbero, pertanto, farsi guidare da un esperto di acquari (e non semplicemente un negoziante), consultare siti e manuali, iniziare con qualcosa di non troppo impegnativo.

La vasca

Le dimensioni 

Devono essere adeguate per contenere l’acqua necessaria in base al tipo e numero di pesci che si pensa di inserire, oltre a ulteriore spazio per alghe e altre decorazioni. Si tenga presente che tanto più l’acquario è grande quanto meno saranno frequenti la manutenzione, i possibili errori, l’accumulo di sostanze inquinanti. In linea di massima una vasca da 200 litri potrebbe essere considerata una misura standard soprattutto per un principiante: in ogni caso, mai cominciare con meno di 40 l d’acqua. Importante ricordare che la vasca per l’acquario in casa non deve essere mai più alta che larga e la dimensione minima è di 80x40x50 di altezza.

A un determinato volume della vasca corrisponde un certo numero di suoi abitanti: se il limite viene superato si rischia la morte dei pesci e di tutte le piante contenute nell’acquario.

In linea di massima:

  • un pesce lungo da 2 a 3 cm ha bisogno di 3 litri d’acqua circa
  • un pesce lungo da 3 a 5 cm, di 5-7 litri d’acqua
  • un pesce lungo da 5 a 8 cm necessita di circa 7-10 litri d’acqua
  • oltre 8 cm richiede almeno 10-12 litri d’acqua.

Tra le variabili da tenere in considerazione anche il tipo di pesci ospitati: quelli molto vivaci o territoriali hanno bisogno di uno spazio a volte anche molto superiore (ad esempio i “Ciclidi” richiedono ben 100 litri d’acqua a “ testa”!)

Dove posizionarla: la collocazione

La scelta del luogo ideale dove collocare l’acquario in casa non può essere casuale o solo legata all’estetica dell’arredamento. La zona prescelta deve essere a temperatura costante, lontano da fonti di calore, senza luce eccessiva o diretta: troppo sole, infatti, favorisce la crescita di alghe mentre tenerlo sotto un ventilatore può compromettere la temperatura dell’acqua. La collocazione scelta dovrà essere (salvo emergenze) definitiva.

I pesci da inserire

Sulla base del tipo di acquario in casa, del tempo e dello spazio a disposizione si dovrà scegliere, di conseguenza, il tipo e il numero di pesci da inserire. Se si è alla prima esperienza con un acquario si può optare per i “guppy“.

È bene che i neofiti non scelgano esemplari seppur molto belli ma che difficili da gestire quali:

  • Scalari: in quanto tendono a crescere molto e sono aggressivi tra loro
  • Discus: sono molto delicati, necessitano di vasche di almeno 120 litri
  • Pesci elefante: delicatissimi, sono adatti solo per esperti
  • Astronotus ocellatus (Oscar): si tratta di un pesce molto aggressivo, carnivoro, predatore e territoriale che non accetta la presenza di altri pesci se non in vasche di dimensioni enormi (almeno 350 litri) e con molti nascondigli
  • Aequidens revolatus: ha problemi di convivenza con altri pesci, diventa aggressivo durante il periodo della riproduzione e cresce molto in dimensioni
  • Neon: è un pesce molto apprezzato per la bellezza dei suoi colori, ha però bisogno di cure particolari e predilige le acque tenere
Le attrezzature fondamentali…

Per il buon funzionamento di un acquario in casa è indispensabile munirsi di alcune attrezzature nei negozi specializzati:

  • il filtro per eliminare le sostanze inquinanti. Può essere interno alla vasca, esterno o a zaino (appeso). Esistono tre tipi di filtro:
  1. meccanico> in lana di perlon o spugna sintetica che trattiene le particelle di sporco più grossolane
  2. biologico> i cui microrganismi e batteri depurano l’acqua dai composti tossici (nitriti, nitrati)
  3. chimico-assorbente> costituito da resine sintetiche o carbone attivo per sottrarre le sostanze tossiche dall’acqua
  • la pompa per l’acqua attiva 24 ore su 24, è composta da un involucro plastico che racchiude un avvolgimento elettrico isolato dall’acqua ermeticamente.
  • il termoriscaldatore serve a mantenere stabile la temperatura dell’acqua (l’ideale è intorno ai 24-26 °C). Generalmente ha la forma di provetta più o meno lunga.
  • l’impianto illuminante che garantisce la luce (e quindi il benessere) per piante e alghe, per i minuscoli microrganismi e i pesci stessi. Va lasciato acceso per un minimo di 8 ore fino a un massimo di 10-12. La tipologia di luce più adatta è costituita dai tubi fluorescenti che devono avere un’intensità di luce sempre al massimo. In commercio si trovano anche lampade al vapore di mercurio (HQL) che hanno costi più elevati e resa luminosa inferiore ma maggiore durata.

…e quelle opzionali

  • l’aeratore: un tubicino al quale viene collegato un diffusore d’aria chiamato pietra porosa. Viene utilizzato per ossigenare e creare un effetto estetico.
  • il distributore automatico di mangime: collegato a un timer, è molto utile quando ci si assenta da casa.
  • decorazioni come rocce, ghiaia ecc.. preferibilmente naturali per il fondo della vasca con una granulometria di 2-3 mm in modo che formi uno strato massimo di 6-7 cm.
Le piante, molto più che decorazioni

Una regola “aurea” prevede che in un acquario in casa almeno il 60-70% della superficie sia coperta di vegetazione. La presenza delle piante non è semplicemente a scopo estetico: rappresentano alleate vitali dei pesci in quanto limitano l’inquinamento dell’acqua, assorbono le sostanze nocive come i nitrati e trasformano l’anidride carbonica in ossigeno attraverso la fotosintesi. È importante averne cura come per i pesci e prediligere un terriccio fertilizzato.

La scelta come sempre è personale e può variare tra:

  • Anubias barteri: arriva a 10 cm di altezza
  • Cabomba caroliniana: a stelo
  • Echinodorus tenellus: chiamata anche “praticello” poiché forma una sorta di “tappeto erboso”
  • Elodea: a fusto lungo
  • Higrophila difformis: cresce molto velocemente
  • Rotala macrandra: dai colori variopinti, ha bisogno di molta luce
  • Vallisneria spiralis: misura dai 25 ai 50 cm e per questo è adatta a vasche alte
Acqua del rubinetto, ma occhio ai valori

La cosa più importante per il benessere degli abitanti dell’acquario in casa (fauna e flora) è l’acqua naturalmente.

Anche se è possibile utilizzare l’acqua potabile, è necessario che sia sempre cristallina e ben filtrata, senza cloro e cloramine che devono essere eliminate mediante biocondizionatori decloratori.

Ogni settimana è importantissimo poi verificare i valori dell’acqua presente nella vasca, attraverso test a base di reagenti liquidi o in strisce, relativamente a nitriti e nitrati che, tendenzialmente, devono essere assenti o molto bassi: viceversa l’acquario non funziona in maniera regolare.

I nitriti (NO2) sono composti particolarmente tossici causati da una trasformazione da parte dei batteri degli escrementi e dei residui organici presenti in acquario. I nitriti in eccesso si eliminano con i cambi di acqua (priva di cloro e alla stessa temperatura dell’acquario) e con enzimi e batteri.

I nitrati (NO3) rappresentano l’ultimo stadio di ossidazione dell’azoto e solo in minima parte vengono utilizzati dalle piante acquatiche. Per quanto meno pericolosi dei nitriti, se accumulati possono dare fastidio ai pesci e causare alghe infestanti. Vanno, quindi, tenuti sotto controllo con cambi regolari dell’acqua (del 10% se la concentrazione è compresa tra 25 e 50mg/litro), resine sintetiche che si mettono all’interno del filtro, o con piante a crescita rapida che si nutrono di nitrati come il Ceratophyllum o il Myriophyllum.

Occorre effettuare anche il controllo de pH, il cui valore (da 1 a 14) rivela se l’acqua è acida (1-7) o alcalina (7-14). Il pH ottimale deve essere mantenuto stabile sui valori ideali per ogni specie di pesci e di piante: in genere tra 5.5 e 8.5

Infine il controllo della durezza dell’acqua, che misura la concentrazione di sali disciolti nell’acqua. La durezza si divide in:

  • totale o permanente (GH): che valita tutti i minerali (sali di calcio e magnesio). Il valore ideale medio per i pesci dell’acquario va dai 6° ai 10° GH
  • temporanea (KH): relativa al contenuto di bicarbonati ossia l’alcalinità. Un KH compreso tra 4 e 8 è compatibile con la maggior parte dei pesci tropicali.

Per correggerle la durezza si usano acqua demineralizzata o sali specifici.

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