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Progettare un bagno significa trovare il giusto equilibrio tra colori, materiali, superfici e funzionalità. Ma prima di arrivare alla scelta dei singoli prodotti e delle finiture, è importante definire una direzione progettuale precisa: capire quale atmosfera si vuole creare, quali materiali possono dialogare tra loro e quale rapporto stabilire tra superfici, colori e dettagli.
In questo senso, la moodboard è uno strumento molto utile perché consente di visualizzare il progetto nel suo insieme e di verificare in anticipo se le diverse scelte risultano davvero coerenti.
Non è quindi soltanto una raccolta di immagini d’ispirazione: una moodboard ben costruita può diventare una vera e propria guida durante la progettazione. Permette di accostare campioni di materiali, colori e finiture, confrontare soluzioni diverse e soprattutto evitare che ogni elemento venga scelto singolarmente, senza considerare l’effetto finale.
Nel bagno, dove devono convivere ceramiche, rivestimenti, rubinetteria, mobili, tessili e accessori, questo passaggio aiuta a costruire un ambiente armonioso ma non necessariamente uniforme.
Il punto di partenza non deve essere per forza un’immagine di un bagno già realizzato. Può essere un colore, una fotografia, un paesaggio, una texture, un tessuto o anche un ricordo: qualsiasi elemento capace di suggerire una sensazione e definire il carattere che si vuole dare allo spazio. Da questa prima suggestione si può poi procedere per selezioni successive, fino ad arrivare a una palette e a un insieme di materiali realmente utilizzabili nel progetto.
Per la designer Gesa Hansen, che da anni collabora con Villeroy & Boch nello sviluppo di progetti bagno e ha creato diversi concept cromatici, tutto parte dalla moodboard, una guida visiva che aiuta “a selezionare i colori, combinare i materiali e rispondere alla domanda più importante: come trasformare il bagno in uno spazio davvero personale?».
«La moodboard è la chiave per un bagno che non sia soltanto funzionale, ma anche capace di emozionare. Quando tutti gli elementi si armonizzano tra loro, nasce uno spazio davvero personale», spiega Gesa Hansen.

La designer Gesa Hansen da anni collabora con Villeroy & Boch e ha sviluppato diversi concept cromatici. Sullo sfondo una moodbord creata da lei. Foto Nathalie Mohadjer
Cinque consigli per creare una moodboard personale
Sono cinque i consigli e i passaggi da seguire secondo la designer Gesa Hansen, per creare una moodboard che porti a progettare un bagno personale oltre che funzionale.
- Partire dalle emozioni, raccogliendo immagini, ricordi e suggestioni che raccontino una storia personale.
- Conoscere materiali, colori e finiture, per scegliere con consapevolezza le soluzioni più adatte.
- Definire un concept chiaro, individuando una palette e poche parole chiave che guidino il progetto.
- Selezionare con rigore, eliminando tutto ciò che non contribuisce all’armonia dell’insieme.
- Verificare il progetto nella realtà, osservando campioni e materiali in diverse condizioni di luce prima della realizzazione.
Iniziare dalle proprie sensazioni
Gesa Hansen non parte dai prodotti, ma dalle emozioni, in grado di rendere il bagno personale. «Cerco immagini capaci di suscitare una sensazione. Non devono necessariamente essere legate al bagno. Può trattarsi di una combinazione di colori che richiama un viaggio, di una texture particolare o dell’illustrazione di un vecchio libro».
Un altro consiglio, spesso sottovalutato, è quello di costruire la moodboard insieme. Il bagno è uno spazio vissuto quotidianamente da tutti i membri della famiglia, dove ciascuno porta i propri ricordi, le proprie preferenze cromatiche e le proprie esperienze. È proprio dall’incontro di queste diverse sensibilità che nasce il carattere unico di uno spazio condiviso.

Il bagno è uno degli ambienti più condivisi della casa e deve rispecchiare le esigenze e la personalità di chi lo vive ogni giorno. Quindi Gesa Hansen raccoglie sulla moodboard le idee e le preferenze di tutta la famiglia. foto Nathalie Mohadjer
Raccogliere consapevolmente i materiali e familiarizzare con le opzioni disponibili
Prima di combinare tutti gli elementi è importante avere una visione d’insieme. Quali colori, finiture e forme sono disponibili? Meglio una doccia a filo pavimento, una vasca freestanding o una soluzione a incasso? Conoscere le diverse opzioni aiuta a fare scelte più consapevoli e coerenti.
Gesa Hansen dispone fisicamente tutti i campioni su uno sfondo neutro per creare la moodboard. Il materiale principale è al centro, circondato da palette cromatiche, materiali a contrasto, campioni di tessuto e immagini di riferimento. Osservati in diverse condizioni di luce, gli elementi rivelano subito se tonalità, superfici e forme dialogano tra loro in armonia.
Sono spesso i contrasti a dare carattere a un ambiente: ceramiche lisce accostate a superfici materiche, finiture opache e lucide, legni dai toni caldi e materiali più freddi come il cemento. Anche i tessuti svolgono un ruolo fondamentale. «Spugna, lino, tessuti waffle: se gli asciugamani non dialogano con la palette cromatica, qualcosa sembrerà fuori posto, anche se non è immediatamente evidente il motivo», spiega la designer.
Stesso metodo per le finiture metalliche: rubinetteria, maniglie e accessori dovrebbero essere considerati nel loro insieme, senza seguire regole troppo rigide. L’abbinamento di diverse tonalità metalliche può creare effetti interessanti e aggiungere profondità al progetto. Da non dimenticare gli specchi, essenziali per definire l’atmosfera dello spazio.
Sviluppare un concept chiaro
Tonalità terrose per un’atmosfera rilassante ispirata alle spa? Un blu-grigio freddo per un look urbano? Verde intenso o terracotta per introdurre un accento cromatico deciso? L’immagine da cui nasce l’ispirazione (una fotografia di viaggio, un elemento naturale o un’illustrazione) spesso contiene gli elementi chiave che guideranno il progetto.
Gesa Hansen consiglia di individuare da tre a cinque parole chiave, come “caldo”, “luminoso” o “ad alto contrasto”, da utilizzare come riferimento per tutte le decisioni successive. «A volte, durante il processo progettuale, la palette cromatica evolve in una direzione inaspettata, ma perfettamente armoniosa», racconta.
Per la collezione Artis di Villeroy & Boch, Gesa Hansen ha sviluppato un articolato concept cromatico che spazia dal delicato Almond al profondo verde acqua, fino all’intenso Nightfall e all’essenziale Pure Black. Si tratta di una palette cromatica che dimostra come la ceramica colorata possa ampliare le possibilità espressive del progetto bagno.
Chi ha una visione chiara può permettersi di osare. Nel design contemporaneo, il colore della ceramica (lavabi e sanitari) è diventato uno strumento progettuale importante tanto quanto il bianco. Il bianco rimane una scelta intramontabile, ma è oggi solo una delle molte possibilità disponibili.

Il bagno di Gesa Hansen dimostra come una moodboard ben costruita possa tradursi in un progetto armonioso. Predomina il bianco e i toni neutri. Lavabo Hommage e rubinetteria Dawn, entrambi Villeroy & Boch. foto Nathalie Mohadjer
Effettuare una revisione rigorosa
Dopo aver raccolto i materiali è necessario fare una selezione, fase che per Gesa Hansen è il passaggio più importante. Non tutto ciò che piace deve essere inserito nella moodboard. Ogni elemento va esaminato con attenzione e bisogna chiedersi se contribuisce alla narrazione dello spazio o la rende meno chiara. Tutto ciò che non valorizza la palette cromatica o non è in sintonia con il concept va eliminato, per quanto possa essere bello preso singolarmente.
«Per un progetto sviluppato per un hotel, sulla board avevo inizialmente 60 elementi, ma alla fine ne sono rimasti 15. Ed erano proprio quelli a raccontare la storia con chiarezza». L’obiettivo è arrivare a una selezione di 10-20 elementi significativi che costruiscano un quadro coerente e utilizzabile.
La designer consiglia di osservare la moodboard per diversi giorni, ponendosi alcune domande chiave: esiste un filo conduttore chiaro? I materiali dialogano tra loro? Il contrasto è sufficiente a rendere lo spazio interessante?

Nella moodboard materiali e colori vanno abbinati in modo coerente a definire il concept del progetto. Foto Nathalie Mohadjer
Dalla moodboard alla realizzazione
Una buona moodboard deve funzionare anche nella realtà, quindi è importante ordinare i materiali selezionati sotto forma di campioni e osservarli a casa in diverse condizioni di luce. Ciò che in showroom appare caldo e accogliente può assumere una tonalità più fredda o grigiastra sotto una diversa luce. È consigliabile annotare i prodotti scelti per ciascun materiale, con nome del prodotto, produttore e codice articolo.
Strumento utile è anche il planner online per il bagno di Villeroy & Boch, dove si possono testare virtualmente proporzioni, layout e combinazioni cromatiche. In alternativa, è possibile usufruire della videoconsulenza con gli esperti bagno del’azienda, per verificare la fattibilità della moodboard e ricevere un supporto professionale al progetto.
«Una moodboard ben realizzata è uno strumento di comunicazione prezioso per progettisti, piastrellisti e installatori, perché permette di risparmiare tempo ed evitare incomprensioni», spiega Gesa Hansen.

Materiali e campioni vanno ordinati a casa per verificare con diverse luci che nella moodboard si abbinino in modo coerente. foto Nathalie Mohadjer




































