La doccia: come scegliere il modello adatto

Scegliere la doccia significa fondamentalmente abbinare tre elementi distinti: il piatto, la chiusura/box e la rubinetteria. Dando per scontato che a parete si sia già deciso per piastrelle o pannellature particolari.

Monica Mattiacci
A cura di Monica Mattiacci
Pubblicato il 22/09/2019 Aggiornato il 22/09/2019
La doccia: come scegliere il modello adatto

La doccia va scelta tenendo conto dell’ampiezza del bagno e delle esigenze personali. La prima cosa da valutare è il piatto, perché è vincolato allo spazio. Poi si passa al box doccia, che segue la forma del piatto e la cui apertura dipende dai centimetri liberi davanti e ai lati. Infine tocca al soffione, a parete o a soffitto secondo le dimensioni della doccia.

La scelta del piatto doccia

Bisogna decidere a priori il posto della doccia nel bagno, verificare quale sagoma deve avere (quadrata, rettangolare, rotonda, angolare a semicerchio o pentagonale) e calcolare l’ingombro a terra, tenendo conto che per casi difficili o spazi irregolari si può ricorrere a modelli in acrilico che si tagliano a misura, anche direttamente in opera. Diverse anche le altezze : si consideri che quanto più il bordo è ridotto, tanto più ampio è il foro di scarico, per garantire il rapido deflusso dell’acqua. Sono tre le tipologie di installazione di un piatto doccia, cui corrispondono altrettanti versioni di modelli. Solo alcuni di questi possono essere posati indifferentemente in uno o nell’altro modo.

  • Da appoggio: è quello tradizionale; rialzato rispetto alla quota di terra, forma una sorta di gradino per poi riabbassarsi all’interno.
  • A incasso: parzialmente inserito nel massetto, questo tipo di piatto ha un bordo molto sottile ma non impercettibile.
  • A filo pavimento: il risultato è un piatto la cui superficie è continua con quella del pavimento ed è allo stesso livello.
Quale box doccia installare

Per il box doccia, a una o più ante, le modalità di apertura sono: a battente (verso l’esterno per sicurezza), scorrevole oppure a libro (quest’ultima verso l’interno). L’accesso è comodo in tutti i casi; ma va detto che le ante a libro riducono leggermente il passaggio perché si raccolgono lateralmente. In ogni caso servono misure esatte. Se l’altezza è in genere standard di 195/200 cm, per procedere con l’ordine di acquisto occorre fornire le dimensioni necessarie, che vanno calcolate solo dopo aver installato il piatto e rivestito la parete. Se sono richieste le misure interne, si deve rilevare la distanza dal muro al primo appoggio utile sul bordo del piatto (e non all’interno del “bacino”); se invece servono quelle esterne, la distanza è quella fino all’ultimo punto di appoggio sul bordo. Quando poi il piatto è a filo pavimento, la misura da comunicare è quella dell’ingombro totale del piatto. In tutti i casi conviene fornire al rivenditore del box il disegno tecnico del piatto installato.

Asta con doccetta o soffione fisso

Le tipologie principali sono: la doccetta con tubo flessibile, la più classica; si aggancia a parete con l’ausilio dell’asta ed è collegata al miscelatore. Il soffione invece è un elemento singolo e fisso che si applica a parete o a soffitto a seconda del modello. Talvolta quelli del secondo tipo necessitano di un controsoffitto, perché occorre un vano tecnico dove alloggiare le componenti. La maggior parte può funzionare con una pressione dell’acqua variabile da 0,5 a 5 bar. Esistono a 1 getto (a pioggia), a 2 getti (in più c’è quello a cascata) e a 3 getti (si aggiungono quelli rotanti). Ormai, quasi tutti i soffioni e le doccette sono caratterizzati da un rivestimento in silicone degli ugelli che semplifica la rimozione del calcare accumulato; e spesso i singoli ugelli sono alimentati in modo indipendente l’uno dall’altro per garantire un flusso uniforme.

Consigli per la posa

Perché la doccia sia sempre un momento di piacevole relax bisogna fare attenzione a una serie di particolari. L’altezza giusta per il soffione è 200-210 cm dal piatto doccia. Eventuali variazioni sono da comunicare all’installatore in fase di posa. Il tipo di soffione deve essere valutato in base all’ampiezza della cabina, ma anche in funzione delle esigenze di chi lo utilizza. Quelli grandi, a soffitto o a parete con braccio molto sporgente (più di 55 cm) richiedono un box ampio e spazioso per poter esprimere appieno le loro potenzialità. Per situazioni più usuali (box da 80 x 80 cm) sono consigliabili le tipiche aste fisse con doccette regolabili in altezza, che oggi offrono getti diversificati; ma anche le nuove colonne con soffione fisso, che spesso sono accessoriate da ulteriore doccetta proprio per soddisfare ogni esigenza di altezza. In tutti i casi gli attacchi all’impianto idrico sono standard (perché regolati da norme). Quello che varia è la modalità: a incasso, nel muro o fuori parete.

 

Gallery

Diverse soluzioni doccia di Relax – Scopri di più: www.relaxsrl.com

  • Doccia in nicchia Kubik B1 di Relax
  • Doccia semicircolare di Relax
  • Doccia angolare di Relax
  • Doccia Relax a centro-parete
  • Doccia Walk-in, di Relax
Se una parete del vostro bagno ve lo consente, oppure avete realizzato un divisorio a formare uno spazio separato dal resto della stanza, la soluzione della cabina doccia per nicchia fa al caso vostro. Potete scegliere per il box doccia tra modelli scorrevoli, battente, soffietto, walk in, a una o due ante. da personalizzare con le finiture di profili e vetri.
Le cabine doccia ad angolo sono la tipologia più frequente, in quanto i box doccia angolari risultano ancora essere tra i più acquistati e diffusi. Se ne possono trovare con chiusura scorrevole, battente o con apertura a soffietto.
Se il vostro bagno è di dimensioni ridotte, il box doccia semicircolare è quello che occupa meno spazio nelle misure più contenute. Si può chiudere con battente, scorrevole a una o due ante. Anche il piatti doccia deve avere angolo arrotondato, i raggi di stondatura più comuni sono 38 e 55 centimetri.
Le cabine doccia centro parete sono indicate per bagni lunghi, in cui i sanitari sono installati tutti su un lato. In ambienti di dimensioni generose, possono essere però valorizzati al meglio.
La parete doccia walk in è in genere costituita da una semplice parete in vetro con supporti minimali, ma vi possono essere composizioni più ricche di dettagli. Alcuni box doccia walk in possono trasformarsi, aggiungendo dei complementi anche in un secondo momento.
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