Scegliere i rivestimenti per pareti e pavimenti

Per abbinare materiali diversi con il massimo risultato è necessario pensare non soltanto ai risultati estetici ma anche agli aspetti tecnici.

Scegliere i rivestimenti per pareti e pavimenti

Per zona lavabo e doccia, alcune ambientazioni mettono a confronto il risultato di accostamenti diversi. Evidenziando il valore estetico dei materiali e considerando alcuni aspetti tecnici.

Legno + ceramica

Garantire un supporto versatile
Spesso proposto in cucina, questo abbinamento, è una soluzione estetica di grande impatto anche per il pavimento del bagno: quando non si vuole rinunciare al legno in questo ambiente ma si desidera maggiore praticità intorno alla zona del lavabo. Per avere un buon risultato nel tempo è necessario realizzare il sottofondo con un prodotto adatto. È consigliabile un massetto premiscelato ad asciugatura rapida; infatti uno tradizionale, seppure idoneo alla ceramica, potrebbe provocare problemi al parquet perché questo ha tendenza ad assorbirne l’umidità. Perché il parquet posato in bagno mantenga le sue caratteristiche nel tempo, bisogna scegliere una specie resistente all’umidità, come il teak, che è inalterabile con gli sbalzi termici.

 

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Pittura + gres

Calcolare prima gli spessori: si può ottenere una superficie uniforme anche coordinando due prodotti così diversi e senza l’ausilio di profili di stacco. Il trucco è utilizzare per il gres lastre o piastrelle di spessore ridotto. Esistono anche di soli 3 millimetri, una misura che corrisponde circa a due/tre mani di pittura. Bisogna considerare, infatti, che prima di applicare la tinteggiatura (almeno in due strati), in genere è necessario stendere del fissativo a solvente, trasparente o pigmentato, soprattutto se si tratta di supporti assorbenti. Se si opta per questo tipo di finitura in bagno è indispensabile scegliere un prodotto traspirante e idrorepellente. Si assicura così alla muratura una protezione adeguata.

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Mosaico + resina

Realizzare giunti regolari: L’attenzione va posta ai punti di contatto tra i due rivestimenti per ottenere continuità: sinonimo di tenuta oltre che di estetica. Va previsto un giunto uguale alla distanza fissata tra le singole tessere. Questa stessa misura va mantenuta anche nell’accostamento dei fogli di mosaico, a mano a mano che si procede con la posa. Si otterranno così fughe costanti su tutta la superficie, che vengono poi riempite con sigillante specifico. Serve attenzione anche nell’applicazione della resina, perché il supporto per il mosaico – se questo è di vetro – deve essere di colore bianco, come pure il collante. La possibilità di posare il mosaico come se si trattasse di piastrelle, grazie alle tessere che vengono fornite applicate su carta o rete, permette di ridurre i tempi di lavorazione e di ottenere una composizione regolare e perfettamente allineata.

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Pietra + ceramica

Avere uniformità di superficie: per assicurarsi prestazioni tecniche omogenee, in termini di resistenza e impermeabilità, alla ceramica conviene affiancare il granito, con una grande resa estetica. Si tratta infatti di una pietra naturale caratterizzata da una superficie a grana compatta: l’assenza di pori fa sì che non venga intaccata nemmeno dalle sostanze aggressive (come quelle contenute in alcuni detergenti) e che non sia penetrabile dall’acqua. In questo modo il suo aspetto peculiare, grazie alla tipica “puntinatura”, resta inalterato nel tempo. Viene semplificata anche la manutenzione, che non richiede particolari attenzioni. Il granito presenta vantaggi anche per quanto riguarda il peso specifico, che è contenuto. Questo consente di utilizzare lastre di 1,5/2 cm di spessore senza gravare eccessivamente sul supporto.

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Prima l’arredamento o il rivestimento di pareti e pavimento?

Talvolta dall’uno dipende l’altro, ma in ogni caso è necessario che tutti gli elementi si accordino per colore e stile:
Una tinta intensa e una forma particolare mettono in risalto il lavabo, che diventa protagonista del bagno. E con l’aiuto delle finiture se ne valorizza la presenza.
– Una zona doccia d’impatto è quella che punta sul design lineare e che evidenzia il pregio dei materiali utilizzati. Integrandosi perfettamente con le finiture applicate sui muri e a terra.

Risultato previsto
Oltre alle ambientazioni proposte sui cataloghi, da alcuni rivenditori vengono realizzate anche visualizzazioni verosimili che aiutano a comprendere meglio l’effetto finale. È frequente poi che siano predisposti schemi geometrici per calcolare le quantità di rivestimenti.

Riproduzioni fedeli
Soggetti artistici ma anche texture di altri materiali: grazie alla stampa digitale e a inchiostri e smalti ceramici (resistenti ed efficaci), le piastrelle presentano una definizione delle superfici altamente dettagliata, per decorare in modo originale.

Un po’ di scorta
Quando si conclude l’ordine di acquisto delle piastrelle, conviene prevederne una percentuale in più (circa 1-2 mq) rispetto alla necessità, per far fronte a scarti, sfridi e sostituzioni.

Sovrapposizioni
Un tempo sconsigliata, l’applicazione di un rivestimento su uno esistente può essere presa in considerazione con maggiori garanzie di riuscita, grazie a spessori sottili e formulazioni innovative.

Se è irregolare
I fogli, di carta o rete, su cui sono montate le tessere dei mosaici sono flessibili e questo permette di rivestire con estrema semplicità anche le superfici curve o con spigoli. Per lo stesso motivo è opportuno utilizzare un collante di consistenza adeguata.

Quale destinazione
La scelta del rivestimento è correlata alla superficie su cui va applicato. Bisogna sempre specificare se si tratta di pareti o pavimento, perché le caratteristiche sono differenti: a terra, ad esempio, occorre anche resistenza alle sollecitazioni meccaniche.

Marchio di garanzia
È quello CE, obbligatorio per la circolazione dei prodotti nei Paesi dell’Unione Europea a tutela del consumatore. Apposto su tutte le confezioni di piastrelle in ceramica, rappresenta un’autocertificazione che il materiale possiede i requisiti richiesti dalla normativa vigente.

  • Ambientazioni: progetti dell’architetto Ornella Musilli, www.libera-design.it