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Negli anni Settanta la casa rifletteva il desiderio di sperimentare che attraversava il design e il costume: colori decisi, forme insolite, materiali nuovi e oggetti quotidiani reinterpretati con maggiore libertà.
Anche il bagno, già da qualche anno al centro dell’attenzione di architetti e designer, diventava terreno di ricerca, non soltanto per sanitari e arredi, ma anche per i complementi e i dettagli. Erano anni di grande fermento creativo, in cui persino un rubinetto poteva rompere gli schemi e diventare protagonista.
È in questo clima che nasce una delle collezioni più originali della rubinetteria italiana.
I Balocchi: la nascita di un’icona della rubinetteria
Cinquant’anni fa i giovani architetti Paolo Pedrizzetti e Davide Mercatali idearono rubinetti inusuali, dando vita alla collezione I Balocchi, il cui nome evocava un immaginario pop allora ancora sconosciuto nel mondo della rubinetteria.
Ritenendo il progetto troppo fuori dagli schemi, i due designer lo presentarono ai fratelli Fantini dopo aver mostrato prima alcune soluzioni più vicine alla produzione esistente. Fu invece proprio quel disegno originale e diverso a catturare l’attenzione di Giovanni Fantini: stupito dalle sue forme inedite, comprese subito di trovarsi davanti a qualcosa di nuovo, anche nella scelta del colore, un elemento allora inusuale. Così, alla presentazione in fiera, scelse di eliminare tutto il resto, puntando solo su quel modello.
«Oggi ai designer viene dato spesso un briefing preciso», spiega Daniela Fantini, CEO dell’azienda Fratelli Fantini SPA e rappresentante della seconda generazione del marchio, fondato nel 1947 da suo padre Giovanni e suo zio. «Ma quel giorno la scintilla si accese in modo del tutto opposto. Sono due modi diversi di lavorare: amo pensare a questa storia proprio per la sua spontaneità».
Quell’intuizione e quello sguardo visionario, insieme alla visibilità mediatica e al successo di pubblico, contribuirono a posizionare I Balocchi tra i prodotti più innovativi mai apparsi sul mercato dei rubinetti.
L’ispirazione alla Pop Art e al mondo dei cartoon
Nel 1976, l’animo ludico de I Balocchi si era sviluppato immaginando personaggi Disney, come Pippo o Topolino, davanti a un monocomando. Un’intuizione semplice con cui i designer si ispirarono al mondo dei cartoon e a quello della Pop Art che, al tempo, furoreggiava grazie all’arte nata nella Factory di Andy Warhol, che trasformava dettagli ingigantiti in elementi simbolici.
Il progetto si tradusse anche in una palette di colori decisi e totalmente coprenti (giallo, rosso e arancio, ma anche bianco, nero e marrone), che divenne l’alfabeto per quei rubinetti giocattolo presentati a Milano con un allestimento, curato da Mercatali e Pedrizzetti, dal titolo “Il Paese dei Balocchi”, in omaggio a Collodi e al suo Pinocchio.
Fu solo l’inizio di una serie di collezioni che posizionarono Fantini fra le Fabbriche del Design Italiano, abili nel creare un’identità precisa e inconfondibile.
Una collezione che continua a evolversi: le nuove finiture Biscotto e Cioccolato
I Balocchi soddisfano ancora il lato giocoso in ognuno di noi e rappresentano una collezione fondamentale, che negli anni ha sostenuto l’importante progetto “100 Fontane Fantini for Africa”, fortemente voluto e finanziato da Daniela Fantini per supportare la costruzione di un acquedotto in Burundi, permettendo l’accesso ad acqua pulita a oltre 25mila persone.
In occasione del cinquantesimo anniversario, la collezione si arricchisce di due nuove tonalità opache: Biscotto e Cioccolato. Sono disponibili per I Balocchi nelle versioni gruppo lavabo tre fori, gruppo lavabo monoforo e gruppo lavabo da parete.








































