Ricavare due bagni da uno, con doccia passante. Progetto e foto

Scopo del progetto è ricavare due bagni da uno, in un locale di 8 mq, con una divisione dello spazio a disposizione fruibile e originale.

Giovanna Strino
A cura di Giovanna Strino
Pubblicato il 04/09/2018 Aggiornato il 04/09/2018
progetto ricavare due bagni da uno

Nel progetto che vi presentiamo, che ha permesso di ricavare due bagni da uno, la doccia passante è il fulcro dell’intervento. Un plus, benché easy e informale, che lo rende interessante e lo differenzia dalle solite soluzioni sviluppate su questa tema. Il vano doccia (meno di 1 mq), chiuso sui due lati da porte scorrevoli, è accessibile da entrambi i bagni, dettaglio tutt’altro che banale poiché comporta molti vantaggi, come per esempio la luminosità del locale rimasto senza finestra.

pianta-bagni

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Dalla camera – Si è preferito destinare la porzione più ampia (circa 4 mq, esclusa la doccia) al bagno privato, completo di tutti gli elementi.

 
bagno2

Dal corridoio – Poco più di 3 mq (esclusa la doccia) per il bagno in più. Mantiene l’accesso ma con una nuova porta rototraslante.

 

Per quanto riguarda i lavori murari, la realizzazione del progetto è stata di facile esecuzione poiché si è trattato di costruire all’interno del locale solo delle spallette, a definizione del box doccia centrale e delle nicchie/contenitori. Unica demolizione: il vano porta per l’accesso diretto dalla camera da letto matrimoniale. Più impegnativo l’aspetto tecnico dell’intervento, che ha richiesto la totale rimozione di tutti i rivestimenti e delle tubazioni dell’impianto idrico-sanitario esistenti. Si è provveduto poi alla posa del nuovo circuito di carico e scarico dell’acqua, con la creazione di cinque punti, più gli attacchi dei due vasi igienici (entrambi correttamente connessi alla braga). Modificati e adattati al nuovo assetto anche l’impianto elettrico e quello di riscaldamento, con l’aggiunta di altri collegamenti.

Ricavare due bagni da uno: 5 cose da sapere per avere un bagno in più

1. Che venga ricavato dal frazionamento di uno già esistente (come in questo caso) o sia realizzato in un nuovo locale creato ad hoc, il secondo servizio va progettato seguendo le norme contenute nel Regolamento edilizio del Comune. Per questo motivo non esiste una regola valida in tutte le località perché si riscontrano differenze (anche notevoli) sul territorio nazionale.

2. In molte zone d’Italia sono previste eccezioni (rispetto ai requisiti fissati per il bagno principale della casa) quando si tratta del secondo. Per esempio sono ammesse dimensioni più contenute e, ormai dappertutto, l’aerazione attivata. Talvolta si può fare a meno del bidet.

3. Il secondo, se ricavato vicino a quello principale, ne può sfruttare gli impianti, semplificando i lavori, con conseguente risparmio di tempo (e denaro) nella ristrutturazione.

4. Uno dei vincoli nella realizzazione di un locale di servizio in più è il collegamento del nuovo wc alla colonna di scarico esistente (in una casa ve ne è generalmente una sola). Tanto più ci si allontana da questa, infatti, quanto più servirebbe rialzare la quota di pavimento per posizionare il tubo di connessione con la corretta pendenza (1%).

5. L’aggiunta di un bagno, che valorizza la casa e ne incrementa il valore, è una modifica che va regolamentata: prima di iniziare i lavori con una pratica comunale, e al termine con un aggiornamento della pianta depositata al Catasto.

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Con doppio ingresso: all’interno e all’esterno, compreso il piatto doccia in muratura con scarico laterale, il volume della doccia è rifinito come tutte le pareti dei due ambienti, con le quali si integra perfettamente. È però costruito con materiali diversi: muratura, da un lato – dove serviva realizzare delle nicchie; pannelli in multistrato marino, dall’altro (dove c’è il soffione) – dove era richiesta solo una semplice separazione. È a questi ultimi che si sovrappongono le due lastre scorrevoli di chiusura, in vetro acidato. L’altezza ribassata riporta il box alle giuste proporzioni e permette di sfruttare lo spazio restante in alto per un ripostiglio in quota.

Bagno 1: en suite (bagno in camera), con dettagli di tendenza

vasca

Protagonista la vasca: ampia da 180 x 80 cm è La Belle in Quaryl® di Villeroy & Boch (www.villeroy-boch.it), in versione da incasso, posata nel senso della larghezza del locale. Di qualche cm più lunga dello spazio disponibile, è bastato ridurre leggermente lo spessore della parete per installarla. Sfrutta il sottofinestra che, prolungando la struttura di sostegno, è stato trasformato in piano d’appoggio, anche per la rubinetteria.

Faretti dedicati per la zona lavabo, una luce generale, fonti luminose d’atmosfera per valorizzare la vasca. In bagno l’illuminazione è un mix che pone l’accento sulle diverse aree funzionali.

Materiali: azulejos, ieri e oggi
Eleganti e di antica memoria, ma attualizzati nei decori e nelle tinte, i rivestimenti di vasca e pavimento sono della collezione Azulej di Mutina, www.mutina.it (design Patricia Urquiola). In gres porcellanato smaltato, le piastrelle sono realizzate con il sistema “in digitale a freddo”, che consente di decorare in modo diverso e indipendente durante il medesimo ciclo produttivo, per ottenere mix di pattern. Il termine azulejos risale al Trecento quando, in Spagna e in Portogallo, indicava le mattonelle di terracotta con disegni geometrici, ricoperte con smalto opaco. L’evoluzione italiana, a partire dal ‘400, sono le maioliche mediterranee.

lavandino-specchio

Nicchie a incastro: Gli indispensabili vani per contenere sono stati ricavati di fianco alla doccia, disponendo le spallette in muratura in modo da ottenere delle nicchie, all’interno del box passante e all’esterno, dal lato del bagno. Come base per il lavabo, invece che per un mobile, si è potuto optare per un top sospeso, più adatto allo stile e alle dimensioni dell’ambiente. Alcuni di questi vani sono stati chiusi con ante laccate, mentre quelli a giorno sono stati ripartiti con ripiani sempre laccati. Ma sono molti altri i dettagli che entrano in gioco nella definizione estetica del bagno, come la rubinetteria e la placca con i comandi di risciacquo del wc che, in metallo cromato e allineati a parete, hanno valenza decorativa.

bidet

Totalmente a scomparsa: Il collegamento alla camera avviene tramite una nuova apertura, con pannello filomuro, cioè senza profili, a scomparsa nella parete. Tutto grazie al controtelaio Essential
di Scrigno (www.scrigno.it).

1. Ante per controsoffitto,
2. Faretto,
3. Porta doccia,
4. Anta laccata,
5. Vani a giorno,
6 Anta a ribalta (contenitore biancheria)

CON RIPOSTIGLIO SOSPESO Il ribassamento in cartongesso del plafone si estende ai lati oltre il box doccia, facendo ricavare un capiente volume per contenere, chiuso con ante. 1. Ante per controsoffitto, 2. Faretto, 3. Porta doccia, 4. Anta laccata, 5. Vani a giorno,6 Anta a ribalta (contenitore biancheria)

1. Finestra,
2. Specchio con bordo contenitore
3. Lavabo sul top
4. Bidet

VOLUMI TECNICI Lungo la parete del lavabo corre un controsoffitto che delinea un aggetto, utile per l’incasso dei faretti. Segna anche lo stacco tra le due finiture applicate alle pareti. 1. Finestra, 2. Specchio con bordo contenitore, 3. Lavabo sul top, 4. Bidet,

Ricavare due bagni da uno – Progetto bagno 2: Minimal ed essenziale solo in apparenza

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La muratura disegna nicchie per contenere anche dal lato del secondo bagno. Per quanto piccole, sono di grande utilità: in parte restano a giorno, in parte risultano chiuse con l’anta laccata color verde petrolio e formano una composizione di pieni e vuoti che vivacizza e alleggerisce visivamente la parete.

Il vetro acidato è una soluzione per le porte del bagno. Elegante e di gusto versatile, il materiale così trattato può fare da schermo, pur non venendo meno nella sua principale caratteristica, quella di favorire la luminosità.

Materiali: effetto cemento
Le pareti dei bagni (fino a 226 cm da terra) e tutto il box doccia sono state rivestite con un rasante decorativo, costituito da cementi speciali, resine e additivi (Dekora Finitura di Phoenix, www.phoenix-edilizia.com). In opera, a questo premiscelato in polvere si aggiunge acqua (e il pigmento, se si desidera dare colore), ottenendo un impasto cremoso, facile da applicare (anche a pavimento). Il risultato è una finitura di alto valore, protettiva e resistente anche all’acqua e al calpestio. La particolare texture si presta ad abbinamenti di stile differenti. Per esempio, con i raffinati azulejos in nuance forma un mix elegante.

doccia

Nei tre ambienti che si susseguono (bagno 1, vano doccia e bagno 2) il soffitto segue un andamento incostante. Mentre nel primo l’altezza è lasciata a 304 cm, come in origine, ribassamenti a quote diverse sono invece previsti negli altri due. Il vano doccia è alto 210 cm (poco più di quelli di produzione, in vetro) e, sopra, vi è ricavato un ripostiglio. Anche nel bagno 2, infine, un controsoffitto riduce l’altezza a 240 cm e definisce un secondo volume per contenere, accessibile da un’apertura a ribalta posta al centro.

L’ampia doccia è dotata di getti diversificati, tutti comandati dal medesimo miscelatore a tre vie. Due i soffioni: uno ampio e fisso, a soffitto, incassato nel ribassamento; uno a parete su asta saliscendi. A questi si aggiunge un doccino separato.

A PORTATA DI MANO
Anche per il box doccia è stata adottata la soluzione delle nicchie per contenere. Qui i ripiani, però, sono in vetro, adatti al contatto con l’acqua.

1. Scaldasalviette,
2. Wc,
3. Nicchie,
4. Doccia,
5. Anta a ribalta (contenitore biancheria),
6. Wc,
7. Lavabo su top,
8. Vasca

1. Scaldasalviette, 2. Wc, 3. Nicchie, 4. Doccia, 5. Anta a ribalta (contenitore biancheria), 6. Wc, 7. Lavabo su top, 8. Vasca

1. Retro del ripostiglio sospeso,
2. Porta doccia,
3. Anta laccata,
4. Lavabo con base sospesa

TUTTO CALCOLATO! Circa 70 cm distanziano wc e lavabo posti di fronte: ne bastano 10 meno. Mentre l’ingresso alla doccia è largo 60 cm. 1. Retro del ripostiglio sospeso, 2. Porta doccia, 3. Anta laccata, 4. Lavabo con base sospesa

Progetto: arch. Cinzia Galimberti, Milano, galimberti14@gmail.com
Foto: Cristina Fiorentini

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