Rinnovare completamente l’immagine di un bagno non significa necessariamente demolirlo fino alle murature.
Il primo passaggio progettuale è valutare che cosa può essere mantenuto e che cosa, invece, conviene modificare: se la distribuzione è funzionale, per esempio, si possono evitare interventi murari importanti e concentrare le risorse sulle superfici, sull’illuminazione, sui colori e sugli elementi d’arredo, adeguando gli impianti solo dove necessario.
È la strategia adottata in questo bagno di 5,5 mq, dove il progetto ha mantenuto il box doccia e le strutture in muratura esistenti, mentre ha modificato sanitari, punti luce e scarichi e ha eliminato il controsoffitto che comprimeva il volume.
Pavimento posato sopra quello esistente, resina sulle vecchie piastrelle, nuova palette cromatica e arredi su misura hanno poi contribuito a trasformare radicalmente la percezione dell’ambiente. Un esempio concreto di come, anche in un bagno datato, una progettazione mirata possa ottenere un risultato contemporaneo riducendo demolizioni, tempi e disagi di cantiere, senza rinunciare agli adeguamenti tecnici necessari.
Bagno di 5,5 mq: lavori in cantiere e pianta
La riqualificazione di questo locale di servizio in una casa romana dei primi anni ’70 è stata realizzata per fasi, permettendo ai proprietari di continuare ad abitarvi senza disagi.
Eliminati i sanitari ingombranti – peraltro distanziati dalla parete d’appoggio – e rimosso il controsoffitto esistente, che riduceva l’altezza utile a soli 220 cm comprimendo il volume, si è intervenuti con decisione sulla palette cromatica.
Al vecchio pavimento in ceramica effetto legno scuro è stato sovrapposto un gres porcellanato dai toni neutri, mentre il soffitto originale, riportato alla quota piena, è stato verniciato di bianco per restituire luminosità e ampliare visivamente lo spazio.
L’introduzione di una sfumatura contemporanea di blu, profonda e vellutata, ha infuso eleganza all’ambiente, ulteriormente scaldato dagli elementi in legno realizzati su misura.
La committenza desiderava limitare al minimo i disagi, evitando calcinacci, polvere e rumori eccessivi. Si è quindi optato per una strategia d’intervento non invasiva: niente demolizioni di pavimenti, di rivestimenti o dei pianali in muratura che sostenevano il lavabo, ma solo la rimozione del controsoffitto in cartongesso.
L’applicazione della resina colorata, scelta per rivestire le piastrelle sulle pareti e il piano angolare, insieme alla posa del gres in sovrapposizione sul pavimento, ha rinnovato l’ambiente riducendo al minimo l’impatto dei lavori.

Tolti i vecchi sanitari e il controsoffitto, è stato aggiornato l’impianto elettrico. Anche gli scarichi sono stati adeguati ai nuovi apparecchi.
Rasatura e finitura hanno riqualificato le porzioni di pareti prima nascoste dal cartongesso; sono seguite: la posa del nuovo pavimento in sovrapposizione, la tinteggiatura traspirante di soffitto e pareti e la stesura della resina.
Da ultimo, il rimontaggio di sanitari, rubinetteria, luci e specchio.
Box doccia (in perfette condizioni) e relativa dotazione tecnica sono quelli preesistenti, con un notevole risparmio sui lavori e sul costo finale.
Le nuove piastrelle in gres porcellanato, con il loro spessore ultraridotto di appena 3,5 mm, permettono una posa uniforme senza creare dislivelli visibili e senza richiedere modifiche alla porta.
Un pannello scorrevole, trattato cromaticamente come le altre superfici verticali, nasconde il vano lavanderia.
Ristrutturazione bagno easy e low cost
2. Che cosa è stato modificato negli impianti?
Gli interventi realmente necessari hanno riguardato l’adeguamento tecnico-funzionale degli impianti esistenti.
Quello elettrico è stato portato a norma, con un riposizionamento dei punti luce e un aggiornamento delle scatole comandi. Quello idrico, invece, non ha richiesto modifiche sostanziali: l’unico lavoro è stato il corretto riallineamento dello scarico del wc, inizialmente decentrato.
Adeguamento impianti: manutenzione straordinaria che beneficia del bonus ristrutturazione

I sanitari sono della serie Vignoni di Simas, mentre il lavabo è di Catalano, con rubinetto Gio2 di Bongio. Il rivestimento a terra è Skin di Cotto d’Este. Le ante del mobile sono in rovere, realizzate su disegno da una falegnameria. https://www.simas.it, https://www.catalano.it, https://www.bongio.com, https://www.cottodeste.it

3. Come è stata applicata la finitura in resina sulle pareti?
Appurato il buono stato del supporto preesistente in piastrelle di ceramica (pulito, asciutto, solido e privo di polvere, grassi o parti incoerenti), è stato applicato Universal Wall Primer e, successivamente, il rasante texturizzante di fondo Wallcrete, che riempie le fughe tra le vecchie piastrelle e uniforma il sottofondo.
A seguire, è stato applicato il rasante prestazionale superflat di fondo Wallpaper, da stendere in due mani e carteggiato. Infine, è stata la volta del microfilm protettivo ottenuto con l’applicazione di Microresina, in 2 o 3 mani a seconda delle necessità. Tutti i prodotti utilizzati in questo intervento sono di Kerakoll.
Rinnovare un ambiente umido: soluzioni e prodotti antimuffa
Quando si interviene in un ambiente soggetto all’umidità senza rimuovere i rivestimenti ceramici esistenti, è essenziale garantire superfici igieniche e sicure. I rivestimenti continui – come micro cemento e resina – rappresentano una soluzione ideale: creano piani uniformi e privi di fughe, evitando così l’accumulo di muffe, batteri e polvere negli interstizi.
Anche le vernici specifiche, applicabili direttamente sulle vecchie piastrelle, offrono ottime prestazioni. In tutti i casi si ottiene un risultato dal look contemporaneo e minimale, facile da pulire e da mantenere nel tempo, a patto di scegliere prodotti idonei a queste finiture e alle condizioni ambientali tipiche dei locali umidi.
Soluzioni contro la muffa

















































