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Un bagno lungo e stretto spesso è considerato un vincolo, ma può diventare un’occasione per progettare con intelligenza. La difficoltà principale è riuscire a inserire tutti gli elementi necessari (sanitari, lavabo, doccia o vasca, mobile contenitore, lavatrice, magari bidet) senza che lo spazio risulti angusto o che il passaggio sia sacrificato. Le opportunità invece sono che:
- La forma rettangolare consente di disporre gli elementi su una o due pareti lunghe in modo lineare, mantenendo libere le altre pareti per il passaggio.
- Sfruttare le pareti corte per elementi come vasca o box doccia – che “bloccano” lo spazio – può liberare visivamente e fisicamente la parte centrale del vano.
- L’illuminazione naturale e l’uso dei colori e degli specchi possono ampliare la percezione visiva dello spazio.
La disposizione, tuttavia, non dipende soltanto dalla forma del bagno. In un locale molto stretto, concentrare gli elementi su una sola parete può essere più funzionale che distribuirli su due lati; in altri casi, una doccia sul fondo permette di sfruttare la larghezza disponibile. La scelta va verificata sulla pianta, considerando gli ingombri reali e gli spazi necessari per l’utilizzo.
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6 strategie per ristrutturare e sfruttare bene il bagno lungo e stretto
Queste strategie richiedono modifiche più o meno importanti, magari anche spostare impianti, demolire tramezzi, ridistribuire spazi.
1. Ripensare la distribuzione interna
- Spostare i sanitari verso la parete corta dell’ambiente, se possibile. In un bagno molto lungo, mettere il WC e il bidet o la zona servizi al fondo consente che l’“ingresso” visivo all’ambiente sia più libero.
- Dividere il bagno in zone funzionali: zona lavabo/ lavaggio, zona sanitari, zona vasca o doccia. Ottimizzare ciascuna zona con accessi e passaggi logici.
- Creare nicchie o rientranze: ad esempio per doccia in muratura, per scaffali, ripiani, mobili contenitori incassati.
- Affiancare l’armadio-lavanderia alla doccia, in modo da compattare i due elementi che si sviluppano in altezza.
Prima di definire la disposizione, è utile disegnare sulla pianta gli ingombri di ogni elemento e verificare il passaggio residuo. Per esempio, in un bagno largo 140 cm, un mobile profondo 40 cm lascia 100 cm liberi se sulla parete opposta non ci sono altri ingombri; se di fronte si colloca un sanitario profondo 55 cm, lo spazio centrale scende a 45 cm. È una differenza che può rendere necessario cambiare configurazione.
La profondità dei prodotti va quindi valutata insieme alla larghezza del locale, non separatamente. Anche le distanze davanti ai sanitari e al lavabo devono consentire di avvicinarsi e utilizzare gli apparecchi senza interferenze.
2. Come sfruttare la zona sotto la finestra
Se la geometria del vano lo consente, posizionare il box doccia sotto la finestra (o meno frequentemente la vasca). Questo libera le pareti lunghe per altri elementi. Dopo l’intervento, inserire vetri trasparenti; le tende minimal possono aiutare. Nel caso del box doccia, può essere conveniente scegliere infissi resistenti a vapori/ spruzzi.
Se la finestra non è troppo alta, la vasca può esser incassata sotto.
La presenza della finestra non rende automaticamente adatta questa soluzione. Vanno controllati l’altezza del davanzale, la possibilità di aprire e pulire l’infisso, la protezione dagli spruzzi e la compatibilità con il sistema di ventilazione del locale. Anche l’eventuale vasca sotto la finestra deve lasciare accessibile il serramento.
3. Cambiare la quota del pavimento / sopraelevazione
Per spostare la posizione del wc o di altri elementi, può essere necessario ricorrere a una pedana o sopraelevazione che aiuti a dare la necessaria pendenza agli scarichi.
Nel caso della vasca incassata: un rialzo può permettere di “sommare” alla vasca una parte del pavimento, rendendone visivamente meno evidente l’ingombro.
Il rialzo non è però una soluzione da prevedere automaticamente quando si spostano gli scarichi. La fattibilità dipende dalla quota della colonna di scarico, dalla distanza da raggiungere e dalla pendenza necessaria. Una pedana può inoltre introdurre un dislivello da valutare attentamente, sia per la comodità sia per la sicurezza. Prima di sceglierla occorre verificare il percorso delle tubazioni con il progettista e l’installatore.
4. Ridurre al minimo gli spostamenti impiantistici
Se il wc va lasciato nella posizione originaria per motivi di scarichi, allora tutti gli altri elementi (vasca/doccia, lavabo, lavatrice) vanno organizzati attorno a quello, minimizzando le tubazioni. Gli altri apparecchi hanno infatti scarichi di diametro più piccolo e più flessibili, per cui è logico disporli in funzione della posizione del wc, così da evitare tubazioni troppo lunghe o con troppe curve, che potrebbero causare ristagni o intasamenti.
Ridurre al minimo gli spostamenti impiantistici” è un principio pratico: meno tubazioni da rifare, meno costi e meno problemi futuri.
Impianti condivisi: se si può, ragionare su più bagni confinanti per condividere colonne, scarichi, si riducono i costi.
La posizione del wc è spesso un vincolo importante perché lo scarico richiede un diametro e una pendenza adeguati. Non significa, però, che debba sempre rimanere dov’è: la possibilità di spostarlo va verificata in base alla conformazione dell’impianto, alle quote disponibili e al percorso delle tubazioni.
Anche la condivisione delle colonne di scarico fra bagni confinanti va valutata tecnicamente, senza dare per scontato che sia sempre realizzabile.
5. Porte, apertura, accessi
- Porta salvaspazio (scorrevole a scomparsa, a libro… ) per liberare spazio che altrimenti va perso dal battente.
- Se si mantiene la porta a battente, prevedere che apra verso il lato che meno ostacola il passaggio o interferisce con la fruibilità dell’ambiente.
Una porta scorrevole può liberare la superficie occupata dal battente, ma quella a scomparsa richiede lo spazio per il controtelaio e può essere incompatibile con alcuni impianti o con una parete da attrezzare.
Una porta scorrevole esterna evita invece di occupare l’interno della parete, ma richiede una porzione di muro libera. La scelta va fatta in relazione alla pianta e agli ingombri effettivi, non soltanto per guadagnare spazio davanti ai sanitari.
6. Tipologie di box doccia/vasca da preferire
- Doccia walk-in (aperta o con vetro scorrevole) e piatto filo pavimento, per dare continuità visiva, quando possibile sceglierli.
- Chiusura per doccia in nicchia in muratura, da posizionare nella parte terminale del bagno lungo e stretto, anche sotto la finestra.
Una doccia walk-in non è necessariamente la soluzione più adatta a un bagno stretto: occorre avere spazio sufficiente per entrare, muoversi e contenere gli schizzi. In alcuni casi una chiusura con anta scorrevole o pieghevole è più funzionale, perché protegge meglio il resto del locale senza richiedere lo spazio di apertura di un’anta battente.
Per orientarsi sulle dimensioni, una doccia da 80 × 80 cm è una soluzione compatta; un piatto da 80 × 100 cm o da 90 × 90 cm offre generalmente più spazio, se la pianta lo permette. Sono esempi di misure commerciali, non minimi normativi universali: comfort e accessibilità dipendono anche dalla forma del piatto, dal tipo di chiusura e dall’ampiezza dell’ingresso.
Interventi minimi salvaspazio, se non si ristruttura
Se non è possibile fare una ristrutturazione profonda, esistono molte strategie “leggere”:
1. Quali sanitari scegliere
- Wc con bidet integrato per avere due sanitari in uno.
- Sanitari sospesi, che alleggeriscono visivamente e permettono di pulire più facilmente
- Sanitari poco profondi: ne esistono a profondità ridotta (es: 50-55 cm anziché 65-70).
Per scegliere i sanitari, è utile confrontare le schede tecniche dei singoli modelli: le dimensioni variano anche sensibilmente. Un wc profondo 50-55 cm può ridurre l’ingombro rispetto a un modello da 65-70 cm, ma la profondità del prodotto non coincide con lo spazio necessario per utilizzarlo. Va considerato anche lo spazio libero davanti alla tazza e l’eventuale presenza del bidet.
I sanitari sospesi non occupano meno spazio a terra in senso assoluto: il vantaggio principale è visivo e riguarda la pulizia del pavimento.
Per un bagno molto stretto, la scelta fra sospesi e a pavimento va fatta soprattutto in base alla profondità, alla posizione degli scarichi e alla soluzione d’installazione.
2. Preferire lavabo e mobili piccoli
- Lavabi piccoli o lavamani, magari ad angolo, o lavabi sospesi spesso compatti.
- Mobili bagno piccoli, magari sotto lavabo con cassettoni stretti, a tutta altezza se possibile per sfruttare il volume.
- Mensole sistemate in alto o dove non interferiscano con il passaggio e scaffali poco profondi o alti e stretti.
Un mobile lavabo profondo 35-40 cm può essere utile quando lo spazio è limitato; un modello da 45-50 cm offre generalmente un piano più ampio, ma sottrae più spazio al passaggio. La scelta va fatta valutando anche il bacino e la posizione del rubinetto: ridurre troppo la profondità può rendere scomodo il lavaggio quotidiano.
Un mobile sospeso lascia visibile il pavimento sottostante e può alleggerire la percezione dell’ambiente, ma non aumenta la larghezza effettiva del passaggio. Per recuperare contenimento senza ingombrare a terra, si possono valutare uno specchio contenitore o un pensile, purché non interferiscano con i movimenti.
3. Lavatrice piccola
- Modelli “poco profondi” (poco più di 45-50 cm) con oblò frontale.
- Se possibile lavatrice soprapposta ad asciugatrice o inserita dentro armadi contenitori (armadio lavanderia).
- Lavatrice a carica dall’alto se l’accesso lo consente e se è compatibile con la profondità.
Prima di scegliere una lavatrice slim o a carica dall’alto, bisogna verificare le dimensioni complete dell’apparecchio, compresi gli ingombri necessari per tubi e collegamenti.
Per un modello a carica frontale occorre inoltre spazio per aprire l’oblò ed estrarre il bucato; per uno a carica dall’alto va lasciata libera la zona superiore.
La sovrapposizione con l’asciugatrice richiede apparecchi compatibili e un sistema di fissaggio previsto dal produttore.
4. Finiture e percezione visiva
- Colori chiari per pareti e pavimenti, ma con un contrappunto di colore o con un elementi décor
- Uso di piastrelle di piccoli formati o mosaici
- Specchi grandi o a tutta parete per dare un effetto di maggiore profondità.
- Rivestimenti verticali o posa delle piastrelle “a corsa” verso l’alto per allungare visivamente l’altezza.
- Illuminazione ben distribuita, magari luci incassate, applique, luce naturale sfruttata.
Non è necessario limitarsi ai colori chiari: anche tonalità intense o scure possono funzionare, se calibrate in rapporto alla luce naturale e artificiale e alla superficie interessata. Una parete di fondo più scura può diventare un punto focale, ma non aumenta fisicamente la larghezza del locale.
Anche la posa delle piastrelle va scelta in base alla geometria del bagno. Non esiste una regola assoluta per cui la posa orizzontale allarghi sempre l’ambiente o quella verticale lo restringa: contano il formato, il disegno delle fughe, il colore dello stucco e il rapporto fra le superfici. I grandi formati possono ridurre la frammentazione visiva, ma vanno valutati anche i tagli necessari.
Per l’illuminazione, è utile distinguere la luce generale da quella funzionale davanti allo specchio. In un bagno lungo, un unico punto luce centrale potrebbe non distribuire la luce in modo uniforme; la posizione e il numero degli apparecchi vanno definiti in funzione della pianta, prestando attenzione alle zone vicine a doccia e vasca e alle relative prescrizioni di sicurezza elettrica
Configurazioni tipiche che funzionano bene per un bagno lungo e stretto
Layout | Pro | Contro | Quando usarlo |
Parete singola lunga: tutti gli elementi su una delle pareti lunghe (lavabo + mobile, sanitari, lavatrice), lato opposto libero o con un corridoio-di passaggio | Passaggio libero, facilità impianti concentrati, nessun elemento “intrusivo” su due lati | Può sembrare monotono, rischio di corridoio troppo stretto se elemento troppo profondo | Quando la parete è abbastanza lunga e resta una larghezza sufficiente per il passaggio di almeno 70-80 cm |
Pareti opposte (distribuzione a corridoio): arredi e sanitari su entrambe le pareti lunghe | Buon equilibrio visivo, si possono avere lavabo + mobile su un lato, sanitari + box doccia sull’altro, ma in punti diversi (data la profondità ridotta di un bagno lungo e stretto) | La larghezza deve essere verificata in base alla profondità dei due ingombri e allo spazio residuo: una larghezza di 120-130 cm non garantisce da sola un passaggio comodo. | Quando il locale ha larghezza sufficiente e si può gestire la profondità degli elementi scelti |
Vasca sotto finestra / doccia sotto finestra | Consente di mettere quello che “ingombra” su parete corta, così il resto del bagno è più libero; luce naturale sopra il box/vasca | Bisogna fare attenzione agli infissi, all’umidità; potrebbe servire serramento speciale; vista e privacy da curare | Quando c’è finestra su una parete corta |
Nicchie e rientranze | Ottimo per creare zone doccia o vani contenitore senza ridurre lo spazio calpestabile; possono diventare parte estetica dell’ambiente | Serve che la nicchia sia dimensionata bene; spesso richiede lavori di muratura; rischio che diventino zone difficili da pulire se male progettate | Quando la struttura presente prevede già rientranze, quando si può modificare una parete interna o aggiungere contropareti/false murature |
Per verificare una disposizione con elementi contrapposti, il calcolo di base è semplice: dalla larghezza interna del locale si sottraggono le profondità degli elementi che si fronteggiano. In un bagno largo 150 cm, con un mobile lavabo profondo 40 cm e un sanitario che sporge 55 cm, restano 55 cm di spazio fra i due. È un passaggio limitato, da valutare con attenzione; se la larghezza del bagno fosse di 170 cm, a parità di elementi rimarrebbero 75 cm.
Questi esempi non sono attestazioni di conformità normativa né garanzie di comodità per ogni utente.
Il progetto deve considerare anche lo spazio davanti agli apparecchi, l’apertura di ante e cassetti, la porta del bagno e gli eventuali requisiti di accessibilità.
Le prescrizioni applicabili vanno verificate in base alla normativa nazionale e locale e al tipo d’intervento.
Esempi di planimetrie di bagno lungo e stretto
Chiediamo agli esperti di Relax, azienda che produce e commercializza docce si misure e personalizzate, di mostraci alcune soluzioni per la doccia in un bagno lungo e stretto
Walk-in in nicchia: Soluzione essenziale, economica, facile da pulire e con minima manutenzione.
Box ad anta battente in nicchia: Partendo da un box doccia walk-in si può aggiungere in seguito una porta. Apertura interna/esterna, buona tenuta dell’acqua, minore dispersione termica nei mesi freddi. L’apertura interna può dare la possibilità di usare la doccia come un walk-in tradizionale nei mesi estivi quando il ricircolo d’aria è molto piacevole.
Box ad anta scorrevole in nicchia: Massima tenuta all’acqua, nessun ostacolo al movimento, perfetta anche in presenza di termoarredi o appendini in prossimità dell’ingresso in doccia.
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Tre progetti per bagno lungo e stretto
Anche da un bagno lungo e stretto, poi, si può ricavare un secondo bagno effettuando (ovviamente) lavori di muratura per ingrandirne in genere la larghezza. Vediamo questi esempi che consentono di ottenere:
- due locali di servizio dall’unico esistente
- ricavare un bagno a uso esclusivo della camera da letto
- creare una zona laundry indipendente.
Tutte possibilità che è meglio considerare in fase di ristrutturazione degli interni, poiché implicano opere di adeguamento dell’architettura e degli impianti. Senza dimenticare che i lavori finalizzati a migliorare la qualità abitativa fanno crescere anche il valore dell’immobile.
Prima di ricavare un secondo bagno o una lavanderia, è necessario verificare la superficie disponibile, la fattibilità degli scarichi, la ventilazione e i requisiti igienico-sanitari applicabili.
Non basta che il nuovo vano trovi posto nella pianta: deve poter rispettare le condizioni previste per la destinazione d’uso e per gli apparecchi installati.
1) La doccia in un bagno lungo e stretto
Soluzione sempre più richiesta, il bagno in camera è uno spazio che, anche se ridotto nelle dimensioni, regala comfort. E piacere, se esteticamente curato.
Questa opzione è molto apprezzata quando si sceglie una nuova abitazione o si ristruttura la propria: privacy, comfort e praticità sono comunque assicurati, anche se si tratta di un ambiente piccolo e la dotazione non è completa.
Ma come recuperare i mq necessari, sebbene ne bastino poco più di un paio? Lo spazio va ritagliato da stanze adiacenti o cambiando destinazione a vani accessori (come i ripostigli).
Talvolta è sufficiente spostare di qualche centimetro un tramezzo (anche se ha un costo, può valerne la pena)! Serve poi vicino un allaccio all’impianto idrico sanitario, ma non un antibagno.
Riducendo la superficie della cucina, ora aperta sul soggiorno, e sfruttando la vicinanza dei punti di arrivo e di scarico dell’acqua, si è realizzato un secondo bagno ad uso esclusivo della stanza matrimoniale. Obiettivo raggiunto con un minimo intervento murario, votato esclusivamente alla costruzione di una partizione muraria e all’apertura del varco di accesso dalla camera, con rimozione e rifacimento della pavimentazione nel nuovo locale.
A contrappunto della regolarità volumetrica e dell’andamento stretto e lungo della pianta, si è optato per rivestimenti ceramici particolarmente espressivi, declinati nei toni caldi del marrone e del tortora.
In tal modo, nonostante non ci sia la finestra, l’insieme risulta comunque luminoso, caldo e avvolgente, nonché estremamente personalizzato.
2) Bagno lungo e stretto con lavanderia
Da luogo di passaggio a snodo multifunzionale, un locale secondario – antibagno o disimpegno – può ospitare dotazioni per una lavanderia.
Non sempre è possibile avere una stanza interamente dedicata alla pulizia e alla cura degli abiti. Eppure, tutto il necessario – grandi apparecchi, tavola e ferro da stiro, cesti per la biancheria sporca e pulita, detersivi – si può collocare agevolmente sfruttando lo spazio in altezza.
Trasformare la zona che introduce il bagno può essere dunque un ottimo escamotage, soprattutto se la si organizza con le tante soluzioni compositive disponibili, che alla flessibilità aggiungono la personalizzazione degli accessori interni e delle finiture.
Il disimpegno tra cucina o soggiorno con angolo cottura e bagno deve comunque rispettare le prescrizioni igienico-sanitarie applicabili nel Comune: non è necessariamente un antibagno dedicato, perché, dove consentito, può essere costituito anche da un corridoio o da un altro vano idoneo.
Data l’esiguità dell’unità immobiliare, il progetto si è focalizzato su un concept votato alla estrema praticità, con aree funzionali indipendenti, senza tuttavia ricorrere a soluzioni d’arredo “trasformabili”.
L’idea risolutiva è stata quella di sfruttare l’ingresso per collocarvi la zona notte, cambiando posizione e sviluppo del bagno, regolarizzandone la pianta.
In tal modo, con l’ausilio di poche nuovi tramezzi murari, anche il disimpegno che precede il bagno diventa un locale di servizio indispensabile.
In questo progetto, l’antibagno svolge anche la funzione di filtro rispetto al soggiorno con cucina a vista, secondo la soluzione distributiva adottata.
L’armadiatura a tutta altezza che fiancheggia il lavabo è infatti una piccola laundry nascosta, essenziale ma completa, a servizio delle operazioni di lavaggio e asciugatura, oltre che del contenimento degli accessori tessili della casa.
3 Sfruttare bene il bagno lungo e stretto per ricavarne due: quali lavori
La necessità di un secondo servizio diventa l’occasione per una riprogettazione di qualità, anche estetica, dello spazio a disposizione.
Riuscire nello sdoppiamento dell’unico bagno, moltiplicando praticità e – perché no – valore della casa, non è poi così complicato, anche quando la situazione di partenza non è particolarmente favorevole.
La trasformazione implica un certo numero di opere edili, necessarie sia per la costruzione di nuovi tramezzi sia per gli interventi sull’impianto idrico, compresi quelli sulla pavimentazione.
In ogni caso è una trasformazione che vale la pena di considerare, anche se il locale ottenibile sarà di taglia mini. In aiuto arrivano lavabi e sanitari di misure ridotte: sebbene compatti, sono ugualmente funzionali e belli.
Grazie al layout distributivo iniziale, si è potuto ottimizzare il raddoppio sfruttando la posizione ottimale del vecchio bagno, dalla pianta allungata. I nuovi ambienti, ottenuti modificando le partizioni murarie della zona notte, si sviluppano in modo da sfruttare tutta la superficie disponibile. E soprattutto è stato possibile limitare i lavori edili e sull’impianto idrico, mantenendo pressoché inalterati gli attacchi di adduzione e di scarico dell’acqua.
Si sono così potute ricavare, nel bagno più grande riservato alla stanza matrimoniale, un’ampia doccia e una zona lavabo con grande piano d’appoggio, entrambe in nicchia. Mentre per il nuovo bagno si è ridotta al minimo la dotazione tecnica necessaria. Il blocco dei servizi include anche un utile vano lavanderia, protetto alla vista da ante scorrevoli su misura.
In tutti questi interventi, la verifica delle misure è fondamentale: ricavare due bagni da uno solo è possibile soltanto se entrambi i nuovi locali possono ospitare gli apparecchi previsti e rispettare i requisiti richiesti. Prima di definire la distribuzione, vanno controllati anche le dimensioni delle porte, gli spazi di accesso, la ventilazione e la fattibilità degli scarichi.




































































