Prima di tutto giornalista, che per le riviste italiane ha scritto di tutto e di più: dalla cronaca all’arte, dalla divulgazione scientifica alla cucina, dall’ingegneria ai piccoli elettrodomestici. Poi sommelier diplomato e infine Professional Personal Chef. Tutti modi diversi per continuare a fare il giornalista.
Pubblicato il 02/08/2018Aggiornato il 17/01/2019
Nasco, indiscutibilmente, giornalista. Con la fortuna, salvo una sola volta, di scrivere per quotidiani e riviste diffuse su scala nazionale e, a volte, persino internazionale. Mi occupo di tutto, secondo passione, ma i miei ultimi amori sono la cucina e tutto ciò che vi finisce dentro: dalla pentola all’elettrodomestico. E anche al cibo, se serve. Con il trascorrere dell’età (e con i lavori in redazione che scarseggiavano), ho negli ultimi tempi messo a frutto una mia vecchia passione, coltivata durante gli anni: il vino e la cucina. Non un hobby, ma una professione: vado a cucinare a casa di chi mi chiama. Uno chef a domicilio, insomma.
Ho un grande avvenire dietro le spalle: sono stato anche caporedattore di Macchina del Tempo, divulgazione scientifica come se piovesse. In contemporanea c’è stato un diploma dell’Associazione Italiana Sommelier, poi stage e poi esercizi e corsi e infine un attestato della Federazione Italiana Professional Personal Chef. E ora eccomi con tre vocazioni al prezzo di una. Trovi tutto di me (o quasi) sul mio sito cucinodite.it.
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