Tappeto di design, sceglierlo e ambientarlo al meglio

Ecco qualche suggerimento per dare accento agli ambienti, sia moderni sia classici, con un tappeto di design.
Architetto Marcella Ottolenghi
A cura di Architetto Marcella Ottolenghi
Pubblicato il 25/01/2021 Aggiornato il 25/01/2021
nanimarquina tappeto Losanges II design Bouroullec

Il tappeto di design è un complemento importante nella definizione di un ambiente domestico (e non) e può trasformare il carattere di una stanza al pari dell’arredamento o dei rivestimenti. Come qualsiasi altro tessile, la sua forza risiede nelle lavorazioni e nella colorazione delle materie prime, seppure in questo caso notevolmente amplificate e reinterpretate dal lavoro creativo di designer e artisti. Date dunque queste potenzialità espressive, come sceglierne uno adatto alla nostra casa e soprattutto come inserirlo in un appartamento già definito da un proprio stile? Ecco qualche regola, con i suggerimenti di una designer e di una esperta di prodotto.

La scelta di un tappeto di design

Al pari di tutti gli altri tappeti, la prima cosa da valutare, quando ci si orienti su un prodotto di design e quindi fortemente connotato dal punto di vista espressivo, è la dimensione. Lo spazio nel suo insieme va studiato e ugualmente si deve considerare il posto ove si intenda collocare il tappeto. Quest’ultimo non deve essere troppo grande, se il locale è di dimensioni ridotte – a meno che si voglia ottenere un effetto “moquette” sull’intera superficie –, ma neppure troppo piccolo, per non sminuirlo. Altro fattore da tenere a mente è la disposizione degli arredi, che possono essere esaltati dalla presenza di un tappeto di design ma nel contempo anche ridurne la percezione, se di dimensioni importanti. Esemplari in tal senso le sedute imbottite: un tappeto, armonicamente selezionato dal punto di vista dimensionale, riesce a definire una zona conversazione con poltrone e divano molto più di qualsiasi altra partizione fisica verticale. Se però gli imbottiti coprono praticamente tutto il vello, l’effetto sparisce e non si percepiscono trame e disegni: tanto vale allora optare per un prodotto meno pregiato e magari privo di disegni e a tinta unita.

La dimensione fisica dell’oggetto è importante”, spiega infatti  Deanna Comellini, direttrice creativa di G.T.Design, marchio specializzato in tappeti contemporanei. “Importante quanto la sua relazione all’interno dell’ambiente che lo circonda, per cui è necessario ricercare una coerenza tra le visioni. In generale la cosa più importante mi sembra quella di riuscire a creare il giusto equilibrio, cercando l’eleganza anche nei progetti più complessi.”

La forza espressiva di un tappeto contemporaneo

Ogni tappeto di design è quasi un piccolo mondo, concentrato in un sottile eppure profondo strato tessile. Disegni, palette cromatiche, variazioni di spessori trasformano la bidimensionalità in forza espressiva. Importante allora trovare il giusto bilanciamento con lo stile dell’arredamento, giocando a piacere per assonanza o per contrapposizione, proprio come in un’opera creativa. “Mi piace che lo spazio non rappresenti troppo il reale”, rivela Elisa Ossino, designer che per Amini ha creato una collezione di tappeti. “L’arte è un’ispirazione in questo senso: quando progetto uno spazio tendo sempre all’astrazione, mi piace che sia onirico. Cerco di fare in modo che gli elementi lo compongano come un quadro.”

Tappeto di design e arredamento moderno o classico

Se lo stile di una stanza è moderno può essere interessante scegliere un tappeto contemporaneo che rilegga le decorazioni della tradizione, così come un modello dal carattere decisamente grafico, dalle ampie campiture accese. Nulla vieta tuttavia di optare per l’effetto contrario: via libera allora alla declinazione armonica delle tinte, magari optando semplicemente per una matericità maggiore delle fibre e della loro lavorazione. In tal caso sarà la luce dell’ambiente a dare spessore al tappeto e a dare gradevolezza all’insieme.

Una scelta questa seconda che può risultare interessante anche in caso di arredamento classico o in stile: armonia cromatica del tappeto con le finiture e le essenze lignee, al fine di valorizzare i mobili importanti con la pulizia formale del tessile e con decorazioni lievi, meglio se tono su tono. Senza dimenticare tuttavia che gli obiettivi devono essere sempre l’emozione (“lo spazio deve essere la traduzione di un momento, trasmettere una sensazione”, sempre secondo Elisa Ossino) e il piacere di chi vive questo ambiente quotidianamente o lo scopre per la prima volta.

Una volta compiuta la scelta, avremo così un’isola morbida ed elegante, capace di trasformare l’intero spazio domestico. “Il mio consiglio”, conclude infatti Deanna Comellini, “è di pensare ai tappeti come se fossero delle aree verdi all’interno della casa, come luoghi di ristoro, di svago e di rigenerazione dell’ambiente, usando perciò lo sguardo dell’urbanista. Questo sguardo nuovo estenderebbe la visione del tappeto da semplice ‘complemento d’arredo’ ad ‘area di spazio essenziale’, e la visione della casa da luogo circoscritto a luogo concepito nel suo ambiente circostante.”

Tappeti dal disegno particolare

  • La collezione di tappeti Ritagli (design Elisa Ossino) di Amini Carpets nasce dall’accostamento di semplici forme geometriche disegnate a mano, ritagliate e lavorate per sottrazione nella profondità materica del tappeto. I contorni, volutamente imprecisi a replicare il tratto di una matita, sono neri e ripartiscono campiture cromatiche uniformi o in contrasto (come nella foto la versione Multi). www. amini.it
  • La collezione di tappeti Damask di Carpet Edition si ispira al classico tessuto da cui prende il nome, la cui storia a partire dalla capitale della Siria attraversa la Cina, l’antica Grecia, la Persia. Gli oltre venti modelli della serie – in percentuali variabili di bambù, lana, viscosa, cotone – derivano dall’annodatura ancora manuale unita a una originale opera di intaglio, che dona ad ogni tappeto un inedito effetto tridimensionale. Perfetti anche per appartamenti con riscaldamento a pavimento, risultano particolarmente resistenti e sono disponibili in versione sia fedele alla tradizione del damasco (come la serie Waterfall in foto) sia rivisitata. www.carpetedition.com
  • Il tappeto Losanges (design Ronan e Erwan Bouroullec) di nanimarquina è frutto di una reinterpretazione contemporanea della tecnica di realizzazione dei kilim. Una vera e propria sfida tecnica per i già sapienti artigiani afghani che lo producono a mano, data la presenza di tredici colori diversi all’interno della originale grafica romboidale. www.nanimarquina.com
  • Il tappeto Tsukuroi (design Setsu & Shinobu Ito) della collezione Limited Edition di Illulian combina i segni sul territorio di natura e architettura per trasformarli in un pattern astratto e contemporaneo. Realizzabile in versione Platinum 120 con lana e seta di primissima qualità filate a mano e lavorate con scenografiche "scolpiture" o Gold 100, sempre di lana  seta ma con un minor numero di nodi per metro quadrato, Tsukuroi (che in giapponese significa truccare, come sembrano fare sulla sua superficie i tralci verdi sugli edifici ordinati di una città immaginaria), si distingue per l'eleganza del decoro e per la brillantezza dei colori vegetali. www.illulian.com
  • La capsule collection Prospettive Fantastiche (design MM Company) di Matteo Pala prende ispirazione dagli schizzi a matita fatti da un architetto durante una telefonata, mentre annota alcune idee progettuali. Per questo i quattro modelli della collezione – Arcadia, Volumia, Elisia, Triplia (in foto) – si rivelano come composizioni astratte di volumi geometrici, costruite a partire da proiezioni prospettiche osservabili da differenti angolazioni. Annodati a mano da artigiani indiani, i tappeti sono realizzati con materiali di qualità elevata, come la lana New Zealand e la seta, e presentano superfici materiche a diverse profondità: per accentuare le linee di fuga e il movimento, infatti, verso il centro il vello è sempre più corto. www.matteopala.it
  • La collezione di tappeti Cobblestone (design Deanna Comellini) di G.T.Design nasce da un lavoro sulle forme organiche, indefinite e aperte alla libera interpretazione. Tre sono i modelli disponibili – A, B, C –, che si ispirano alla realtà urbana tipicamente italiana, con vaghi ricordi delle pavimentazioni di strade e piazze: intarsi a mattonella di diverse gradazioni, in cui i campi di colore sono separati da solchi scolpiti nel vello di ogni tappeto. Non per nulla il nome deriva dai ciottoli dei nostri centri storici, riletti però in chiave moderna e declinati nei toni dell’azzurro e del beige. Realizzati taftando a mano il Tencel, fibra eco-compatibile derivata dalla cellulosa, i tappeti risultano brillanti e catturano la luce, dando vita ad atmosfere diverse a seconda della posizione in un ambiente. www.gtdesign.it
  • Il tappeto Tarassaco (design Lorenzo Palmeri) della collezione Erbamatta di Nodus è realizzato con lana tibetana annodata a mano in Nepal. Ogni esemplare, secondo la filosofia del marchio, viene prodotto appositamente su ordinazione per ogni cliente (in questo caso in tre mesi), secondo una concezione del lavoro artigianale equa e solidale. www.nodusrug.it
AMINI tappeto collezione Ritagli design ElisaOssino

La collezione di tappeti Ritagli (design Elisa Ossino) di Amini Carpets nasce dall’accostamento di semplici forme geometriche disegnate a mano, ritagliate e lavorate per sottrazione nella profondità materica del tappeto. I contorni, volutamente imprecisi a replicare il tratto di una matita, sono neri e ripartiscono campiture cromatiche uniformi o in contrasto (come nella foto la versione Multi). www.amini.it

Carpet Edition tappeto Damask Waterfall nero

La collezione di tappeti Damask di Carpet Edition si ispira al classico tessuto da cui prende il nome, la cui storia a partire dalla capitale della Siria attraversa la Cina, l’antica Grecia, la Persia. Gli oltre venti modelli della serie – in percentuali variabili di bambù, lana, viscosa, cotone – derivano dall’annodatura ancora manuale unita a una originale opera di intaglio, che dona ad ogni tappeto un inedito effetto tridimensionale. Perfetti anche per appartamenti con riscaldamento a pavimento, risultano particolarmente resistenti e sono disponibili in versione sia fedele alla tradizione del damasco (come la serie Waterfall in foto) sia rivisitata. www.carpetedition.com

nanimarquina tappeto Losanges design flli Bouroullec

Il tappeto Losanges (design Ronan e Erwan Bouroullec) di nanimarquina è frutto di una reinterpretazione contemporanea della tecnica di realizzazione dei kilim. Una vera e propria sfida tecnica per i già sapienti artigiani afghani che lo producono a mano, data la presenza di tredici colori diversi all’interno della originale grafica romboidale. www.nanimarquina.com

ILLULIAN tappetoTSUKUROIdesign Setsu&ShinobuITO

Il tappeto Tsukuroi (design Setsu & Shinobu Ito) della collezione Limited Edition di Illulian combina i segni sul territorio di natura e architettura per trasformarli in un pattern astratto e contemporaneo. Realizzabile in versione Platinum 120 con lana e seta di primissima qualità filate a mano e lavorate con scenografiche “scolpiture” o Gold 100, sempre di lana seta ma con un minor numero di nodi per metro quadrato, Tsukuroi (che in giapponese significa truccare, come sembrano fare sulla sua superficie i tralci verdi sugli edifici ordinati di una città immaginaria), si distingue per l’eleganza del decoro e per la brillantezza dei colori vegetali. www.illulian.com

Matteo Pala tappeto Prospettive Fantastiche design MM

La capsule collection Prospettive Fantastiche (design MM Company) di Matteo Pala prende ispirazione dagli schizzi a matita fatti da un architetto durante una telefonata, mentre annota alcune idee progettuali. Per questo i quattro modelli della collezione – Arcadia, Volumia, Elisia, Triplia (in foto) – si rivelano come composizioni astratte di volumi geometrici, costruite a partire da proiezioni prospettiche osservabili da differenti angolazioni. Annodati a mano da artigiani indiani, i tappeti sono realizzati con materiali di qualità elevata, come la lana New Zealand e la seta, e presentano superfici materiche a diverse profondità: per accentuare le linee di fuga e il movimento, infatti, verso il centro il vello è sempre più corto. www.matteopala.it

GTDESIGN tappeto Cobblestone design Deanna Comellini

La collezione di tappeti Cobblestone (design Deanna Comellini) di G.T.Design nasce da un lavoro sulle forme organiche, indefinite e aperte alla libera interpretazione. Tre sono i modelli disponibili – A, B, C –, che si ispirano alla realtà urbana tipicamente italiana, con vaghi ricordi delle pavimentazioni di strade e piazze: intarsi a mattonella di diverse gradazioni, in cui i campi di colore sono separati da solchi scolpiti nel vello di ogni tappeto. Non per nulla il nome deriva dai ciottoli dei nostri centri storici, riletti però in chiave moderna e declinati nei toni dell’azzurro e del beige. Realizzati taftando a mano il Tencel, fibra eco-compatibile derivata dalla cellulosa, i tappeti risultano brillanti e catturano la luce, dando vita ad atmosfere diverse a seconda della posizione in un ambiente. www.gtdesign.it

Nodus tappeto Tarassaco design Lorenzo Palmeri

Il tappeto Tarassaco (design Lorenzo Palmeri) della collezione Erbamatta di Nodus è realizzato con lana tibetana annodata a mano in Nepal. Ogni esemplare, secondo la filosofia del marchio, viene prodotto appositamente su ordinazione per ogni cliente (in questo caso in tre mesi), secondo una concezione del lavoro artigianale equa e solidale. www.nodusrug.it

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