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Quest’anno il designer danese Verner Panton, scomparso nel 1998, avrebbe compiuto cento anni, ma le sue creazioni più conosciute, le sedie Panton Chair e Cone Chair, non dimostrano assolutamente gli anni che hanno e continuano sulla via del successo.

Panton Chair (design Verner Panton) di Vitra. Costa a partire da 379 euro. https://www.vitra.com
Per questo, in occasione del centenario, Vitra e Verner Panton Design rieditano i suoi arredi più famosi in edizioni limitate e hanno in programma una serie di appuntamenti lungo l’arco dell’intero anno.
Panton Chair, la prima sedia di plastica monoblocco
Progettata negli anni Cinquanta, ma prodotta a partire dal 1967 dopo anni di prototipi ed esperimenti (e anche insuccessi), grazie alla collaborazione con Herman Miller e Vitra, lo stesso marchio che ancora oggi la realizza e la commercia, la Panton Chair è la prima sedia al mondo realizzata in un unico pezzo di plastica stampata.
Precisamente polipropilene tinto in massa, materiale 100% riciclabile affinato dallo stesso progettista con l’azienda per la versione attuale, prodotta dal 1999.
Niente struttura di supporto, zero giunzioni: solo una curva fluida, senza soluzione di continuità, che segue ergonomicamente il corpo che sostiene e sembra quasi una scultura.
Una scommessa nata originariamente solo in rosso – a cui sono poi seguiti l’arancione, il bianco, il nero e oggi una ampia palette di colori -, che è diventata un oggetto di culto per i collezionisti e gli appassionati di design di tutto il mondo.
Ciò che la distingue è la capacità di essere contemporanea: non vintage, né retro, ma assolutamente moderna e attuale. Quasi futuribile e per questo entrata nella collezione permanente di diversi musei di design, tra cui il MoMa di New York.
Cone Chair, una seduta avvolgente
La Cone Chair risale invece al 1958: un cono rovesciato – da cui deriva il nome – imbottito, che poggia su una base girevole di metallo cromato.
Presentata per la prima volta al ristorante Kom Igen di Copenaghen (“il locale più anticonvenzionale di tutta la Danimarca”, secondo la stampa dell’epoca), risultò immediatamente audace e sorprendentemente comoda.
L’imbottitura semicircolare accoglie il corpo di chi si siede in modo quasi avvolgente, creando “una piccola bolla privata”.
È una seduta capace di isolare chi si siede, anche se si trova in uno spazio con altre persone. Da questo progetto, oggi non più a catalogo, è derivata una delle sue due successive varianti, la Heart Cone Chair, con scocca a forma di cuore.
Anch’essa nata in rosso – “la maggior parte della gente trascorre la propria vita in una triste conformità grigio-beige, spaventata a morte dall’uso dei colori” sosteneva lo stesso Verner Panton – oggi è declinata in più tinte.
Come usare in casa le famose sedie di Verner Panton
Data l’espressività di entrambe le sedute, Panton Chair e Heart Cone Chair funzionano come elementi scultorei, prima ancora che arredi funzionali.
Sono perfette sia nella zona giorno sia in camera da letto per dare carattere a un insieme anonimo o minimale.
La Panton Chair è adatta anche in serie, attorno al tavolo da pranzo, azzardando addirittura una mescolanza cromatica, se il resto dell’ambiente è in colori neutri.
La Heart Cone Chair è invece ideale in uno studio, in soggiorno, nell’angolo lettura, o come pezzo scenografico di una camera.
L’originalità formale le rende infatti vere protagoniste di un arredamento, oggetti originali che attirano l’attenzione senza bisogno di comprimari.








































