Scegliere il divano: 5 errori da non fare

Protagonista del soggiorno, il divano va scelto valutando con cura diversi elementi, dalle dimensioni alla forma, evitando alcuni errori molto comuni.

Monica Mattiacci
A cura di Monica Mattiacci, Alma Dainesi
Pubblicato il 29/01/2021Aggiornato il 20/01/2026

Il divano deve essere prima di tutto comodo, è indubbio, ma anche la sua resa estetica all’interno del soggiorno è un elemento prioritario, perché – non fosse altro che per le dimensioni – è sicuramente uno degli arredi che di più influenza l’appeal dell’ambiente.

Dato che l’acquisto del divano rappresenta una spesa in genere non trascurabile (soprattutto se si punta su un pezzo che duri nel tempo), la scelta va dunque ben ponderata e deve tenere conto di vari fattori: oltre alle misure, la forma (lineare, ad angolo, con chaise longue), il rivestimento (tessuti di tutti i tipi, ecopelle e pelle), gli eventuali optional (meccanismi reclinabili, tavolini, scaffali, prese e luci integrate). 

Dal punto di vista progettuale, il divano non è però un elemento isolato: va considerato come parte di un sistema che comprende passaggi, visuali, altri arredi e proporzioni complessive della stanza.

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Divano tre posti Odna di La Redoute Interieurs. https://www.laredoute.it

Per gli imbottiti, quali errori evitare

Ecco 5 degli errori più comuni nell’arredare il soggiorno, errori da evitare per un’armoniosa percezione dello spazio.

1. Non perdere di vista le proporzioni, oltre alle dimensioni

Un conto è vedere un divano esposto in uno showroom e un altro è vederlo ambientato nella propria casa. Non basta presentarsi dal rivenditore con le misure del soggiorno e valutare di lasciare liberi almeno 60 cm intorno al divano per i passaggi (e, potendo, abbondare di 5-6 cm per non doverlo proprio appoggiare alla parete).

Bisogna anche scegliere un modello di proporzioni adeguate al salotto: uno troppo grande, per fare una similitudine presa a prestito da un famoso romanzo, potrebbe fare l’effetto di un motoscafo in una piscina.

Oltre all’ingombro in pianta, è fondamentale valutare l’altezza di schienale e braccioli: modelli troppo alti appesantiscono ambienti piccoli o con soffitti bassi, mentre divani molto bassi rischiano di risultare visivamente deboli in soggiorni ampi o con pareti attrezzate importanti.

Per calcolare il numero di posti, considerare che per ogni persona servono circa 50 cm di spazio.

2. Non concentrare l’attenzione su chi abiterà la casa

Un’altra variabile fondamentale è rappresentata dai principali fruitori del divano: se si hanno bambini piccoli, meglio evitare imbottiti con rivestimenti chiari (anche se lavabili) e puntare invece su tessuti antimacchia scuri,  sulla pelle o l’ecopelle; questi ultimi vanno invece evitati se in casa ci sono gatti. 

La valutazione non dovrebbe limitarsi alla presenza di bambini o animali, ma estendersi alle abitudini quotidiane: uso intensivo, posizione rispetto alla televisione, esposizione alla luce naturale e frequenza della presenza di ospiti incidono sulla scelta del rivestimento e sulla sua resa nel tempo.

3. Non aggiungere i complementi giusti

Acquistato il divano il più è fatto, ma occorre poi prendersi un po’ di tempo per vivere la zona conversazione e capire come completarla per viverla nel modo più confortevole. Meglio un tavolino rettangolare davanti all’imbottito oppure due rotondi o quadrati ai lati?

Soltanto provando a “viverlo” si riesce a dare una risposta soddisfacente a queste domande. Dal punto di vista estetico, non sottovalutare la magia dei complementi tessili: qualche cuscino, in tinta o a contrasto (ma raccordato con altri dettagli presenti nella stanza), e un tappeto possono fare la differenza.

In fase progettuale, il divano dovrebbe però già suggerire la composizione della zona conversazione: distanze corrette tra seduta, tavolino e pareti, allineamenti con tappeti e punti luce evitano aggiustamenti casuali e rendono lo spazio più ordinato e leggibile.

4. Non prendere in considerazione lo stile della casa

Gli stylist di professione riescono ad arrivare a risultati gradevoli anche mixando stili diversi, in combinazioni eclettiche originali.

Se però non si ha l’occhio allenato in tal senso, meglio partire da una base coerente, con mobili dal gusto omogeneo.

Una volta definiti i fondamentali si può poi introdurre qualche nota a contrasto, per esempio un colore in un insieme dove prevalgono i toni neutri o un mobile antico in un contesto moderno.

Il divano, per dimensioni e centralità, è spesso l’elemento che detta il linguaggio dell’intero soggiorno: sceglierlo fuori contesto rischia di rendere incoerente anche un buon progetto d’arredo.

5. Non considerare le finiture di pareti e pavimenti

È vero che con i toni neutri generalmente non si sbaglia, ma quando le pareti sono bianche e il pavimento chiaro, meglio staccare completamente con il colore del rivestimento del divano: il grigio, nelle sue varie sfumature, il blu e persino il rosso – se l’ambiente è abbastanza arioso – sono le tonalità più indicate tra cui scegliere per comporre la zona conversazione.

La scelta del colore dovrebbe sempre tenere conto anche della luce naturale: esposizione, intensità e orientamento possono modificare sensibilmente la percezione delle tonalità, rendendo un divano più freddo, più scuro o più dominante rispetto a quanto visto in showroom.

 

 

 

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