Contenuti trattati
Quando nel 1970 Joe Colombo ha concepito il carrello Boby, pensava a un elemento mobile utile e pratico per architetti e progettisti, da affiancare al tavolo da disegno.
Il designer milanese non poteva immaginare che quella struttura modulare, di plastica inizialmente bianca, poi colorata, sarebbe diventata un’icona senza tempo, presente nelle abitazioni e negli studi creativi di tutto il mondo, oltre che nelle collezioni permanenti del MoMA di New York e della Triennale di Milano.
Un carrello dal design multifunzionale e colorato
Il genio visionario di Joe Colombo
Il carrello Boby non è certo il suo unico pezzo di successo. Cesare Colombo, detto Joe, pittore di formazione, all’Accademia di Brera, e morto prematuramente nel 1971 proprio il giorno del suo 41° compleanno, in poco più di un decennio di attività nel settore dell’arredamento è riuscito infatti a rivoluzionare il modo di pensare gli spazi abitativi e le “attrezzature” che li abitano (“tutti gli oggetti che servono in una casa – sosteneva – devono essere integrativi degli spazi fruibili, pertanto non si dovrebbero più chiamare mobili”).
La sua Mini-Kitchen del 1963 per Boffi, ancora oggi in produzione, è stata la prima cucina compatta in blocco unico, ma negli interni del secolo scorso e nell’immaginario comune sono entrati le lampade Spider e Coupé (Oluce, 1965 e 1967), il tavolo Poker (Zanotta, 1968), la lampada Topo (Stilnovo, 1970), la sedia Universale (Kartell, 1965), solo per fare degli esempi.
Il suo è stato un approccio sperimentale, aperto al futuro, che ha anticipato molte esigenze che sarebbero poi diventate imprescindibili nelle nostre case: la mobilità, la trasformabilità, la riduzione dello spazio abitabile…
L’intuizione del carrello Boby
L’idea alla base del progetto sta nel perfetto equilibrio tra forma e funzione.
Il carrello Boby si caratterizza per lo sviluppo verticale e la modularità, che permette di assumere configurazioni diverse, corrispondenti ad altezze e a capacità di contenimento variabili.
La genialità di Joe Colombo sta nell’aver dato vita a un oggetto estremamente pratico ma dal forte carattere espressivo, capace di adattarsi a contesti completamente differenti.
Realizzato in ABS stampato a iniezione, su ruote per poterlo spostare con facilità, Boby ha i cassetti che si aprono con una rotazione di 90°, dettaglio tecnico che massimizza e semplifica l’accessibilità di tutti gli scomparti.

Carrello Boby (design Joe Colombo) di B-Line nel nuovo colore Paprika. Modello B35, misure L 43 x H 73,5 x P 42 cm, costa 496 euro +Iva
Una estetica pop che sfida il tempo
La palette cromatica vivace, innegabilmente pop, con cui il carrello Boby è ancora prodotto da B-Line, ha aggiunto al classico bianco tonalità molto più audaci, che portano ai giorni nostri lo spirito ottimista e esplorativo degli anni Settanta: Blue Whale, Pepper Red, giallo Honey, fino all’edizione limitata Indigo e al recente arancione Paprika.
Tinte che, unitamente alle dimensioni principali (nelle taglie XS, S, M, L), ne permettono l’inserimento in ogni contesto stilistico, oltre che funzionale, nelle case contemporanee:
- organizer per cartoleria e documenti in studio o nell’angolo scrivania dell’home office
- comodino o porta-giochi dei bambini nelle camerette
- carrello mobile per utensili e accessori in cucina
- contenitore per prodotti e asciugamani in bagno
- tavolino a servizio dei divani.
E per meglio rispondere al gusto attuale, l’azienda produttrice ha aggiunto dettagli estetici originali, come i ripiani superiori di multistrato di legno nella finitura rovere e noce Canaletto o di sughero, al naturale e Moka.




































