Lampade colorate, quando il colore incontra il design

Alma Dainesi
A cura di Alma Dainesi
Pubblicato il 19/10/2018 Aggiornato il 19/10/2018

Sembrano nuove, ma sono invece iconiche lampade di Foscarini. Trasformate per la nuova versione a colori.

foscarini, presentazione collezione be colour

Come per gli ambienti domestici, che percepiamo in modo diverso una volta che le pareti vengono ridipinte, osando magari una tinta inusuale, così proviamo una sorta di stupore nel vedere un oggetto che davamo per scontato, che ci viene mostrato in una inconsueta nuance o finitura che 
lo fa apparire nuovo e inatteso. È la sensazione che suscitano le lampade colorate, specialmente se sono modelli che eravamo abituati a vedere in una finitura diversa, come quelle della capsule collection Be/Colour di Foscarini presentate durante la Brera Design Week 2018.

Esiste una relazione tra il colore e la forma, perché il primo è parte costitutiva del progetto, dunque, non pura decorazione o semplice accessorio.  Le lampade infatti devono essere pensate per vivere sia di notte che di giorno, accese e spente: hanno una fisicità e non solo una funzione. Colore e design non si possono separare perché il colore fa prendere vita ai volumi, permette di leggere i pieni e i vuoti: esprime, dell’oggetto, la personalità. Ecco come è nata l’idea delle lampade colorate.

In questa “capsule collection” di lampade colorate, firmata da Ferruccio Laviani, vengono esplorate le dialettiche cromatiche, fra accostamenti e contrasti. Ogni colore agisce all’interno di un contesto: progettare colore e design significa considerare non solo ciò che è al centro, ma anche ciò che gli si trova accanto e attorno.

Il colore è capace di modificare la percezione della realtà, renderla diversa, inaspettata, nuova. Gli oggetti luminosi devono trasmettere emozione e lo fanno, oltre che con la luce, attraverso la forma e il colore, innescando il sofisticato equilibrio tra la nostra sensibilità cromatica e il gusto che più ci rappresenta.

Il colore è stato solo recentemente sdoganato da quei retaggi razionalisti (e per quanto riguarda il design dai precetti della scuola di Weimar) che lo hanno sempre considerato qualcosa di accessorio, non fondamentale, rimanendo al massimo nell’ambito della declinazione dei singoli colori primari.

È stato solo con l’avvento del Postmoderno, e soprattutto con Memphis ed Alchimia, che si sono introdotte palette di tinte inusuali con abbinamenti/decori fuori dagli schemi. Il tema del colore e la sua presenza nel design industriale contemporaneo diventa così un argomento importante nella progettazione e uno degli elementi principali di ogni nuova creazione.

Emozione e percezione diventano allora un tutt’uno. Il colore e le sue valenze – che vanno dal fisiologico al biologico, dal culturale al simbolico -
 si concretizzano nei progetti attraverso la materia, trasformando un’idea in qualcosa di solido, tangibile.

 

lampada da terra foscarini Twiggy Be Colours_03A

Twiggy (Marc Sadler) è una vera icona di Foscarini. Non è mai stata proposta solo in nero o bianco. Il progetto non è mai stato ridotto al solo segno, perché il segno – quel sottile arco che si piega verso terra in modo tanto elegante e sofisticato – spontaneamente si presta all’uso del colore, senza diventare mai eccessivo. È una lampada capace da sola di arredare un intero ambiente, e che in questa nuova veste diventa ancora più carismatica. Questa di Laviani non è una semplice variazione di Twiggy, ma una sua ri-progettazione. La lampada, così scandita nelle parti che la compongono, acquista una personalità del tutto inedita. La curva dello stelo emerge come gesto, la base assume pesi differenti a seconda del contrasto, il diffusore dialoga con ciò che lo sostiene e con la fonte luminosa che contiene. Le forme – lette in successione – diventano un ritmo. I colori saturi e accesi si addicono alla leggerezza di Twiggy.

 

lampada da tavolo foscarini magneto

Ci voleva una lampada dal carattere essenziale e deciso come Magneto (Marc Sadler) per ottenere il massimo dell’impatto nel dialogo fra due colori. La Magneto two-tones è un lavoro progettuale sul senso e sulle gerarchie: lo stelo bianco regge un diffusore nero; un diffusore bianco è retto da uno stelo nero. Tinte calde e sature si abbinano a tinte pastello. E la personalità della lampada cambia completamente. Una calamita unisce stelo di sostegno e corpo illuminante, permettendo di orientare la luce come una torcia, a piacimento. C’è sempre stata una forte componente funzionale in una lampada pur decorativa come Magneto. Ripensarne i colori, ha permesso di dare nuova grinta al prodotto e un nuovo aspetto alla sua tecnicità. Il suo essere esile acquista solidità: tanto da accesa, quanto da spenta. Magneto è da sempre a proprio agio nella case e negli uffici più affollati. In questa versione bicolore la sua versatilità e discrezione si arricchiscono di un carattere ancora più incisivo: segno e colore si attraggono l’un l’altro, in una relazione inaspettata e magnetica.

 

lampada da tavolo foscarini bi

Binic (Ionna Vautrin) è gioco attraverso il colore: fin dalla sua creazione. Questa lampada compatta, giocosa, divertente, dotata di tutte le caratteristiche per farsi immediatamente amare, esprime la sua personalità proprio in quanto forma colorata. Bianco, verde, amaranto, arancio, petrolio, grigio… la palette di Binic si è arricchita e modificata nel tempo, per incontrare i più diversi gusti ed esigenze. Con questa nuova veste, si fa un passo più in là, vi va oltre il monocolore. I volumi della lampada sono riletti separandola nelle sue due parti costitutive: la base conica e il proiettore. Là dove prima c’era solo un contrasto di finitura – lucido sopra e satinato sotto – ora s’impone un contrasto fra tinte: conun cambiamento nella personalità dell’oggetto che salta subito all’occhio. La base, che prima si limitava a sostenere, a essere piedistallo per il proiettore, ora dichiara apertamente la sua presenza e il suo ruolo. Con risultati visivi diversi, a seconda che sia più chiara o più scura di ciò che sta sopra. È un nuovo dinamismo di forme: se prima Binic entrava facilmente in sintonia con l’ambiente – studio, camera dei bambini, zona giorno – adesso gli regala anche energia, carattere, unicità.

 

lampade da parete foscarini Bahia Be Colours

Bahia + Bahia mini (Lucidi e Pevere) sono lampade che si esprimono nel rapporto tra forme. Tre piatti sovrapposti, lievemente asimmetrici nel profilo e nella disposizione, con la luce che scorre sulla superficie come acqua sulla sabbia lambita dal mare. E il nome Bahia ricorda proprio questo: una spiaggia accarezzata dai raggi del sole, la rena a piccole onde sabbiose, l’eleganza della bossa nova… Bianco su bianco. Ma oggi Bahia – che sulla parete disegna un gioco di schermi e riflessi, con ogni bagliore che sembra contenuto nel raggio di bagliore più esteso – si arricchisce del colore, che va a caratterizzare l’intera superficie del piatto più interno e il profilo di quelli esterni. L’effetto è inconsueto, inaspettato. La forza decorativa accresciuta. Grazie agli spessori ridotti, Bahia può risolvere da sola l’arredo di un’intera parete ma anche dare vita a composizioni multiple, arcipelaghi luminosi nello spazio domestico o collettivo. Il colore sottolinea ancor di più l’essenzialità delle forme e la potenzialità scenografica di questa lampada. Se essere senza apparire era la scelta stilistica di Bahia all white, mostrarsi senza imporsi è la dichiarazione formale di Bahia bicolore.

lampade da tavolo foscarini Gregg Be Colours

Le apparenze sono state sconvolte. Gregg (Ludovica + Roberto Palomba), a prima vista, ha forme organiche, libere. Somiglia a un sasso, a un ciottolo levigato dall’acqua. Sembra un cerchio eppure – come certe perfette imperfezioni di natura – cerchio non è: è la celebrazione dell’asimmetria, muta il suo aspetto a seconda dell’angolazione da cui lo si guarda. Si poteva scegliere di sottolineare ancor di più questa peculiarità di oggetto naturale, cercando di far scomparire la base. Rendere quell’aspetto di sasso ancora più sasso, qualcosa che desse l’impressione di appoggiarsi e quasi rotolare a terra. E invece è stato fatto l’inverso, anziché occultare la base è stata sottolineata con la finitura e il colore. Non più bianca ma oro e grafite, non più opaca, ma lucida, riflettente la luce. La nuova versione bicolore di Gregg è disponibile nelle varianti midi e piccola. È una lampada completamente nuova, dove la base acquista una personalità tutta diversa: da sostegno, si trasforma in accento. Da funzione, diventa azione visiva, segno.

Clicca sulle immagini delle lampade colorate per vederle full screen