La camera per dormire bene

Alma Dainesi Pubblicato il Aggiornato il 10/09/2018

Esposizione della camera, orientamento del letto, scelta dei colori... tutte le variabili che permettono di avere una camera in cui dormire bene in ogni stagione.

Evitare la presenza di rumori e odori vicino alla camera da letto è certamente il primo provvedimento da prendere per dormire bene. Quando possibile, è bene fare in modo che la camera sia il più possibile lontana dalla zona giorno, meglio se affacciata su un cortile interno, piuttosto che su una via di passaggio. Tra i rumori molesti – che possono disturbare il riposo – c’è anche lo scarico del bagno, acerrimo nemico del dormire bene.

Quanto all’esposizione, la soluzione migliore è che la stanza da letto sia rivolta a Est, così il sole vi arriva al mattino, e alla sera la stanza risulta più fresca. Prevedere doppi vetri e soluzioni isolanti a parete migliora poi esponenzialmente il comfort termico e fa risparmiare energia.

Anche i principi della bioarchitettura e quelli del Feng Shui suggeriscono le migliori posizioni per la camera: per dormire bene, il letto dovrebbe avere la testiera orientata a Nord, in modo che la testa, considerata il polo positivo del corpo, corrisponda al polo negativo della Terra; in questo modo migliorerebbero le funzioni vitali durante il sonno. In realtà, tutte le posizioni della testiera tra Nord ed Est sono consigliate; sarebbero da evitare, invece, quelle comprese tra Ovest e Sud.

La temperatura ideale
Sonno agitato, la stanza è surriscaldata. Un classico. Per un buon sonno la temperatura della stanza è molto importante: dovrebbe essere compresa tra i 18 e i 20 °C d’inverno, con il riscaldamento acceso, periodo in cui la stanza da letto deve essere un po’ più fresca degli altri locali della casa. Per dormire bene in estate, invece quando si utilizzano i condizionatori per raffrescare, spesso si tende ad abbassare eccessivamente la temperatura, tentazione da cui guardarsi se si deve poi essere costretti a coprirsi con una copertina per non prendere freddo!  

Durante la notte, per non disturbare il sonno, non dovrebbero esserci fonti luminose nella camera. È una questione di chimica: l’illuminazione, naturale o artificiale, percepita dalla retina anche con le palpebre abbassate, manda un segnale all’epifisi, che inibisce la secrezione della melatonina, l’ormone del sonno. Anche le luci di tablet e smartphone riducono la produzione di melatonina, motivo in più per limitarne l’uso prima di addormentarsi. Chi ha problemi con il buio può usare una lucetta notturna, che va collocata ad almeno 40 cm dal letto. 

Colori per dormire bene
Le tinte pastello restano le più indicate. Se la stanza è particolarmente grande, possono andar bene anche toni più decisi, meglio se impiegati solo su una o due pareti. Secondo lo Sleep Centre di Edimburgo, il blu è il colore che più di tutti concilia il sonno: così è risultato da uno studio che ha coinvolto circa 200 famiglie inglesi. Seguono a ruota il giallo e il verde. I colori più “disturbanti” sono invece il viola, il marrone e il grigio, mentre rosso e arancione si trovano a metà classifica. 

Umidità e campi elettromagnetici
Un ambiente troppo secco o troppo umido può provocare qualche disturbo al sonno. La situazione ideale si raggiunge quando in camera si ha il 30-50% d’umidità. Se è troppa, allora può servire un deumidificatore o una maggiore ventilazione, per risolvere gli eccessi.

Anche campi elettrici ed elettromagnetici secondo alcuni studi condizionerebbero il sonno e il benessere. Consiglio preventivo è quello di non tenere computer e cellulari accesi in camera, e di spegnere il wi-fi.

E per il letto?
Qualunque sia il modello, non c’è niente di meglio del proprio letto: lo rivela una ricerca della Brown University di Providence, USA, pubblicata su Current Biology. Quando si dorme fuori casa l’emisfero sinistro del cervello è semi-vigile e più attento ai rumori. Poi certo conta che il materasso sia confortevole, caratteristica a volte da valutare soggettivamente.

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