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In un soggiorno di dimensioni contenute, dove il bianco è stato scelto come colore dominante per arredi, infissi e battiscopa, la luminosità è senza dubbio massimizzata, ma il rischio è quello di ottenere uno spazio visivamente piatto e poco caratterizzato.
Il bianco, infatti, è una tinta “che non stanca”, facile da rinnovare nel tempo attraverso il cambio di accessori e complementi, ma proprio per questo richiede elementi capaci di dare profondità e ritmo all’insieme.
Nel caso specifico del soggiorno che presentiamo, la parete alle spalle del tavolo da pranzo e del divano, completamente libera da arredi per mancanza di profondità, risulta spoglia e priva di gerarchie visive.
Le possibilità progettuali, in una situazione di questo tipo, sono a livello di finitura o semplice completamento sostanzialmente due:
- intervenire con una composizione calibrata di quadri, studiata nelle proporzioni, nei colori e nelle cornici per distinguere le funzioni della parete,
- lavorare direttamente sulla superficie muraria, attraverso pitture decorative o tappezzerie.
Considerando che la parete opposta era già stata tinteggiata di grigio per valorizzare il mobile TV bianco, l’architetto Elisa Coffinardi ha scelto di puntare su una carta da parati progettata come vero e proprio strumento compositivo.
L’obiettivo è stato quello di ottenere un unico sfondo continuo, ma articolato nel disegno, capace di accompagnare e distinguere visivamente la zona pranzo e la zona conversazione, pur mantenendo un forte senso di coerenza.
La scelta di una tappezzeria non uniforme sulla parete dietro a tavolo e divano risponde a una duplice esigenza:
- da un lato definire due ambiti funzionali diversi, costretti dalla metratura a convivere in uno spazio ravvicinato;
- dall’altro creare un dialogo cromatico efficace con gli arredi.
Il tavolo in resina bianca trova infatti maggiore risalto su uno sfondo più scuro, mentre il divano in pelle nera beneficia di un fondale chiaro. Da qui nasce l’idea di dividere la parete in una vera e propria “scenografia” a doppia lettura.
5 scenografie diverse con carte da parati “a doppia lettura”
Sono state quindi elaborate cinque versioni dello stesso ambiente, tutte basate sull’uso della carta da parati come elemento architettonico: tre interpretazioni con disegni dal rigore geometrico e due proposte con motivi floreali, più morbide e decorative.
Diversi effetti a seconda della carta da parati. sempre in tinte neutre
Rilettura moderna del floreale
Questa tappezzeria introduce un motivo floreale stilizzato, elegante e misurato, che addolcisce l’insieme senza rinunciare alla precisione compositiva.
Il disegno, pur decorativo, mantiene una lettura moderna e si presta bene a essere utilizzato su una parete ampia e continua.
La differenziazione cromatica tra area pranzo e area living consente di valorizzare sia il tavolo in resina bianca sia il divano in pelle nera, creando un raffinato gioco di pieni e vuoti visivi.
Una soluzione ideale per chi cerca un equilibrio tra rigore progettuale e suggestione decorativa.

Soluzioni d’arredo: a destra, mobile tv Besta di Ikea; a sinistra tavolo di MDF Italia, sedie La Marie di Kartell, lampadario a sospensione Pirce di Artemide, plafoniera Chopin di Rossini Illuminazione, tavolini Minotti. La carta da parati dietro a tavolo e divano qui è Talia di Londonart.
Liberamente floreale
La carta da parati presente in questa opzione propone una decorazione floreale più libera e fluida, capace di portare movimento e leggerezza in un soggiorno dominato dal bianco.
Il motivo accompagna lo sguardo lungo la parete, contribuendo ad ampliare visivamente lo spazio e a renderlo più accogliente.
La differenza di tonalità tra le due zone è più delicata, ma sufficiente a suggerire la distinzione funzionale.
È una scelta particolarmente indicata per chi desidera un ambiente luminoso, elegante e con un tocco di naturalità, senza rinunciare a una chiara impostazione progettuale.
Geometrie protagoniste
Questa proposta gioca su una geometria ordinata e sofisticata, capace di dare struttura alla parete senza appesantirla.
Il disegno modulare crea una scansione regolare dello spazio, ideale per un soggiorno contemporaneo dove si desidera mantenere un’estetica pulita ma non banale.
La variazione cromatica tra le due porzioni della parete consente di distinguere con discrezione la zona pranzo da quella relax, accompagnando gli arredi senza sovrastarli.
È una soluzione particolarmente indicata per chi ama un linguaggio grafico deciso, ma equilibrato.
Campiture cromatiche con impronta metropolitana
Questa soluzione interpreta la parete come un fondale elegante e avvolgente, in cui il disegno geometrico si fa più morbido e d’atmosfera.
Le campiture cromatiche, ben calibrate, contribuiscono a dare profondità allo spazio e a rafforzare la percezione delle due aree funzionali.
Dietro al tavolo, la tonalità più intensa dialoga con la superficie chiara del piano, mentre nella zona conversazione il disegno si alleggerisce, valorizzando il divano scuro. Il risultato è un ambiente raffinato, dall’impronta quasi metropolitana.
Netto contrasto di fondo
Questa proposta propone una grafica dal carattere architettonico, che richiama volumi e sovrapposizioni materiche. La parete diventa un elemento narrativo, capace di conferire personalità all’intero soggiorno.
Il contrasto tra le due porzioni della tappezzeria è netto ma armonico, e permette di separare visivamente le funzioni senza ricorrere a divisioni fisiche.
È una scelta adatta a chi desidera uno spazio fortemente contemporaneo, dove la decorazione diventa parte integrante del progetto.







































