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I 3 Days of Design di Copenaghen – manifestazione nata nel 2013 e che quest’anno si è tenuta dal 10 al 12 giugno – sono diventati uno degli appuntamenti più interessanti per osservare da vicino l’evoluzione del design nordico e dell’abitare contemporaneo. Il titolo di questa edizione è “Make This Moment Matter”: un invito ad abbandonare la logica quantitativa a favore di una qualità basata sul significato dei prodotti, che devono seguire il senso di questo particolare momento storico. La nostra collaboratrice Clara Bona ha visitato l’edizione 2026 e qui ci racconta le tendenze, i colori e le idee che potrebbero influenzare gli interni dei prossimi anni. Le lasciamo la parola!
La cosa che mi ha colpito di più è che la città stessa diventa parte integrante dell’evento. Non esiste una fiera, come accade al Salone del Mobile di Milano, ma sono tutte le strade della città a diventare un modello espositivo urbano, in cui ogni dettaglio comunica coerenza al progetto. Il design infatti è ovunque: non solo negli “8 Design Districts” o nelle sedi che ospitano eventi e mostre… È proprio l’intera Copenaghen a parlare di design e di progetto: dai bar alle panetterie, dai design stores agli hotel, dai cortili ai ristoranti, dalle installazioni all’aperto ai negozi di abbigliamento o di fiori. Ogni luogo è caratterizzato da un progetto ispirante. E questo non significa che ogni spazio commerciale “approfitti” di queste giornate per ospitare qualcosa di design (come succede sempre più spesso a Milano): no, qui sono proprio i negozi stessi ad essere luoghi interessanti da visitare anche dal punto di vista del loro progetto. Perché questo è lo spirito: si gira non solo per vedere prodotti, ma per costruire esperienze a tutto tondo.
Ci sono brand che occupano edifici interi: è il caso di marchi noti come Muuto, Hay, Ferm Living, Montana, Carl Hansen…. Ma ci sono anche tanti brand più di nicchia, che spesso non hanno una distribuzione così diffusa da noi, e che meritano quindi uno sguardo. Tra questi Frama, Karimoku, le galleria Louise Roy e Rue Vert…
Io in questi 3 giorni ho avuto la fortuna di vedere tantissimo: ecco le tendenze e le idee che ho colto nell’aria e che mi hanno colpito in quanto “diverse” da quello che abbiamo da poco scoperto alla Design Week milanese. Ho quindi individuato 10 spunti che possono essere utili per le nostre case.
Il giallo soft, dal burro al canarino
Tranquillizza, rilassa, rende tutto più luminoso: ho visto divani, mobili, pareti, sedie da ufficio e installazioni intere declinate in tutte le gradazioni del colore giallo tenue. Ecco una tonalità capace di rendere l’atmosfera morbida e allegra, in un modo delicato ma di grande effetto: di sicuro sarà uno dei colori protagonisti delle prossime stagioni.
Le lampade di carta e l’idea di assemblarle in verticale
Le luci di carta sono un grande classico nordico e possono essere interpretate in infiniti modi. Basta metterne una vicina all’altra e lasciar correre la fantasia per creare composizioni ogni volta diverse. L’idea più nuova? Assemblarle seguendo un filo verticale, come ho visto da Ferm Living. Un’idea da copiare per creare un angolo fuori dall’ordinario.
Creare scenografie con legni o carte
Dimenticate i vecchi trompe l’oeil: oggi si può creare una quinta scenografica dal sapore contemporaneo utilizzando le superfici in fogli di legno colorato con venature, pattern e colori unici. Nello showroom di Alpi l’allestimento progettato da Gam Fratesi ha creato una sorta di piazza metafisica, geometrica e decorativa allo stesso tempo, chiamata “Piazza Interiore”. Un’idea che funziona sia sulle pareti che sui pavimenti…
Un tocco di blu elettrico
Lo si può chiamare blu elettrico, blu Majorelle, blu Klein, o anche bluette: un piccolo tocco di questo colore ormai sembra d’obbligo. Ha il potere di attualizzare tutto. Qui è molto usato anche per le scritte e le grafiche, ma lo ho ritrovato dipinto sui soffitti del bellissimo museo Thorvalsens, ma anche utilizzato per tutte le scaffalature espositive di Hay, o in tappeti belli come arazzi, esposti da Durat… Ci vuole un briciolo di coraggio, ma se si osa il risultato è assicurato.
Lampade di design, prezzi accessibili
Finalmente alcune lampade di design, grazie all’utilizzo di nuovi materiali e tecnologie, verranno prodotte in una versione low cost. Un esempio? Una delle lampade iconiche per eccellenza, la “PH5 320”, disegnata da Poul Henningsen e prodotta da Louis Poulsen, che nella nuovissima versione OPAL diventa accessibile a tutti. Pronta per arrivare il prossimo autunno nelle nostre case!
Rubinetti e placche elettriche? Meglio se sono coordinate!
Con il dilagare delle possibilità di finiture è sempre più importante trovare chi produce pezzi coordinati: i rubinetti, per esempio, oggi esistono in tanti colori oltre che in bianco o in nero (dorato, brunito, nichel rosato… ) e in tante possibilità di trattamento (spazzolato, ossidato… ). E certo non si può mettere un rubinetto in finitura bronzo con un interruttore di un altro colore: ecco perché è nata la nuova collaborazione tra Dornbracht e Jung, perfetta per risolvere questo problema!
Le plissettature
Il mago indiscusso è Issey Myake, che qui ha presentato una collezione di lampade scultoree A-POC, acronimo di “A Piece Of Cloth”, dalle sue celebri plissettature in tessuto nate nel 1998 e sempre attuali.
Per chi cerca qualcosa di più easy ci sono le nuove collezioni di lampade di Le Klint, bellissime e realizzate in un materiale comodissimo anche da pulire, capace di creare un effetto di luce caldo e morbido, ideale per un interior raffinato.
Le più nuove sono le Urchina, design di Jette Scheib: meravigliose! Anche Carl Hansen ha presentato una nuova linea di lampade dall’effetto scultoreo, ma di facilissima manutenzione.
La cucina: nera o colorata? Ma sempre con l’isola…
Una cucina nera sta bene ovunque. Di sicuro non si sbaglia ed è sempre molto chic. Ma anche un piano colorato, magari con dietro una zona armadi classica e monocolor, può diventare protagonista dell’ambiente. Sono due stili completamente diversi, per due tipi di interior. L’importante è che ci sia un’isola centrale, ritrovata ovunque, capace di trasformare il momento della preparazione del cibo in uno showcooking.
Bianco con bordo nero
Ecco una piccola soluzione ideale per chi vuole un effetto decor ma sobrio, senza alcuna leziosità, adatto anche a chi non ama i colori. Infatti bastano per ottenere questo risultato bastano il bianco e il nero. Ed ecco lampade, oggetti di ceramica e mobili semplicissimi, di colore bianco e poi sottolineati da un contorno in nero. Un effetto che si può copiare anche sulle pareti: semplicissimo ma perfetto per un twist speciale.
I nuovi divani: linee morbide e colori strong
Dimenticate i classici sofà a cui ormai ci eravamo abituati, classici, dai colori neutri e con le linee squadrate. Ora i divani sono grandi e conviviali e hanno linee morbide o scultoree, tendenza evidenziata anche nel recente Salone del Mobile di Milano. Spesso si posizionano a centro stanza e hanno colori strong: osare è la parola d’ordine.






















































































