Tari: quando si può chiedere l’esenzione dalla tassa sui rifiuti

Ecco i casi in cui si può chiedere al proprio Comune di appartenenza l’esenzione dal pagamento della Tari, la tassa rifiuti.

Destinato a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, la Tari, la tassa sui rifiuti che ha sostituito le vecchie Tarsu e Tares, deve essere pagata da chiunque occupa o detiene a qualsiasi titolo un immobile suscettibile di produrre rifiuti.

Secondo gli ultimi dati elaborati dalla Uil Servizio Politiche territoriali il peso della tassa nel 2017 è leggermente calato così le famiglie italiane hanno speso in media 295 euro di Tari contro i 300 del 2016. Il dato è stato elaborato prendendo a riferimento un immobile di circa 80 metri quadri e un nucleo familiare composto da 4 persone con reddito ai fini Isee di 17.812 euro. Dall’indagine è emerso che a Roma si è registrato in 4 anni un calo del 4,7% (da 322,86 a 307,75), a Milano un lieve aumento dello 0,5%; a Torino l’aumento più consistente, il 34,1%, da 245,01 euro a 328,55. A Palermo il calo più forte, il 10,9% con una tariffa scesa a 273,76 euro dai 307,40 di 4 anni fa.

Quando non si paga la tassa rifiuti?

Si può chiedere al proprio Comune di appartenenza l’esenzione dal pagamento della Tari. Nello specifico è possibile richiedere al proprio Comune l’esenzione dal versamento della tassa rifiuti in caso di aree condominiali comuni e non utilizzate in via esclusiva (come ad esempio l’androne e le scale di un palazzo), aree non suscettibili di produrre rifiuti in modo autonomo, come le cantine, le terrazze e i balconi, aree pertinenziali scoperte o accessorie di locali già soggetti a tributo.

Nel caso poi di un immobile rimasto disabitato, la Tari può non essere pagata, ma solo se per quell’immobile che non è stato occupato nell’anno di riferimento, sono state staccate le utenze di luce e acqua e non risulta arredato.

A livello locale poi i singoli Comuni possono decidere ulteriori fattispecie di riduzione, ad esempio in caso di abitazioni con un unico occupante, di locali adibiti ad uso stagionale e discontinuo e  abitazioni occupate da cittadini che risiedono per più di sei messi all’anno all’estero e per i fabbricati rurali ad uso abitativo.

Ulteriori sconti sulla tassa rifiuti sono previsti anche da alcuni Comuni a favore dei cittadini che smaltiscono una parte dei rifiuti in proprio o che abbiano realizzato sistemi di compostaggio domestico.