Se le talpe rovinano il prato

Se la superficie del prato presenta buche e cumuli, macchie e strani riporti di terra, potrebbe trattarsi di talpe. Vediamo che cosa fare.

In primavera la natura si risveglia, e così anche gli animaletti che abitano nel nostro prato. Alcuni come le talpe nel prato sono in grado di rovinare i giovani germogli di erba e le radici, compromettendo così la normale capacità di crescita e di sviluppo. Riconoscere tali attacchi nelle fasi iniziali dei danni ci permette di porre in atto tempestivamente le migliori strategie difensive.

Un simpatico mammifero

La talpa è un piccolo mammifero che vive sottoterra, dal corpo cilindrico ricoperto da un pelo molto corto e morbido di colore grigio-nero. Caratteristici sono il muso lungo e appuntito, il naso a forma di piccola proboscide e le possenti zampe anteriori che l’animale utilizza per scavare le gallerie sotterranee. La specie più diffusa in Italia è la talpa europea (Talpa europaea).
Le talpe nel prato trascorrono sottoterra quasi tutta la vita, che dura circa tre anni, uscendone solo in casi eccezionali, quando il suolo è inondato o, all’opposto, in ricerca di acqua, se invece questo diventa troppo asciutto. Non cadono in letargo durante il periodo invernale, ma si rifugiano invece ancor più in profondità per ripararsi dal freddo e trovare più nutrimento.
Le talpe nel prato sono voraci animali insettivori che si nutrono prevalentemente di larve di insetti presenti nel terreno, e secondariamente di lumache, lombrichi, piccoli molluschi.
Tra le prede preferite ci sono insetti dannosi alle piante: per questa funzione le talpe nel prato sono considerate animali utili, al punto tale che in molti Paesi la specie è protetta.
Preferisce i terreni fertili e mediamente pesanti, posti in luoghi semiombreggiati e umidi, nei quali più facilmente trova la fonte della propria alimentazione e molto raramente si ritrova nei suoli sabbiosi e pietrosi o in quelli posti in zone molto assolate.
L’attività di scavo è finalizzata unicamente alla ricerca del cibo all’interno delle gallerie: la quantità di cibo necessario ogni giorno, per ogni individuo, è notevole e questo spiega la frenetica azione di scavo (che avviene indifferentemente sia di giorno che di notte) e il conseguente formarsi di monticelli di terra in superficie, necessari per rendere libere le gallerie sotterranee e permettere una più facile ricerca delle prede, le quali vengono percepite e localizzate mediante il finissimo odorato.

Quali danni

Sono visibili principalmente sotto forma dei caratteristici cumuli di terra in superficie che, oltre a essere brutti, ostacolano alcune operazioni colturali, ad esempio lo sfalcio dell’erba, gli interventi di concimazione e le semine.
Tra i danni diretti si può avere il sollevamento di giovani cespi d’erba appena germinata e lesioni, generalmente di entità limitata, agli apparati radicali durante lo scavo delle gallerie.

Che cosa fare
  • I cumuli di terra devono essere velocemente appianati e le zone di prato dove il manto erboso non è più presente, sottoposto a nuova semina per evitare che i monticelli di terra fresca diventino zona di facile insediamento per i semi delle infestanti.
  • Per allontanare le talpe nel prato in modo incruento si può ricorrere alla coltivazione, ai bordi del tappeto erboso, della catapuzia (Euphorbia lathyris), pianta erbacea e cespugliosa, alta sino a circa due metri, con foglie lanceolate di colore verde-grigio-azzurro, spontanea in alcune nostre. La sua azione “antitalpa” è dovuta al lattice biancastro, caustico e velenoso, in essa contenuto.
  • Un altro metodo di lotta prevede il grande impiego di acqua. Dopo aver spostato il cumulo di terra con un badile, si introduce nella galleria sottostante un getto continuo di acqua sufficiente ad allagarla e a costringere la talpa ad abbandonare quel territorio di scavo, dirigendosi verso altri terreni, magari incolti, dove i danni risultano trascurabili.
  • Efficace risulta la formazione di barriere artificiali. Lungo il perimetro di piccoli tappeti erbosi a forma regolare (quadrato o rettangolo) si può prevedere l’interramento di una rete metallica a maglie più o meno fitte, sino ad un profondità di 40-50 cm, in modo da creare un ostacolo all’ingresso delle talpe in quella zona.
  • Di recente diffusione è un apparecchio scaccia talpe ad ultrasuoni, funzionante a batteria e formato da un’asta metallica che si infigge nel terreno nella zona infestata dalle talpe. L’emissione di ultrasuoni ad una determinata frequenza permette di allontanare le talpe, assai infastidite da tale sorgente rumorosa.
  • Metodi moderni, e abbastanza costosi, prevedono fumigazioni con prodotti repulsivi da iniettare nelle gallerie e in grado di allontanare le talpe: spesso però si interviene quando gli animali sono lontani e i risultati possono essere alquanto scadenti.
  •  Esiste poi il sistema tradizionale che prevede l’impiego di trappole in grado di catturare l’animale: tuttavia questo metodo spesso si rivela inefficace in quanto vengono posizionate in un punto della galleria in cui l’animale è già transitato.