Ricavare lo studio in camera creando un angolo separato. Un progetto in 3D

Una quinta semitrasparente per separare una zona studio all'interno della camera da letto. Guarda il nostro progetto in 3D.

Lo studio nella zona notte è una soluzione consueta e realizzabile abbastanza facilmente, quella che in genere garantisce le principali condizioni ottimali: una buona illuminazione, silenzio, privacy. La particolarità su cui punta il progetto è la separazione delle funzioni con un’idea decorativa che valorizza l’ambiente nel suo insieme. In questa proposta, la stanza è ampia – circa 18 mq – e all’home office è riservato uno spazio di 250 x 130 cm. Ma è fattibile anche in ambienti più piccoli, tenendo conto che per rendere lo spazio agevole è vincolante la profondità, che è meglio non sia inferiore ai 110 cm.

In questa camera che vi proponiamo nelle immagini sotto l’elemento di progetto che delimita l’home office è sorta di parete che separa, una struttura composta da base e spalla in cartongesso, con un inserto in vetro serigrafato incorniciato in un bordo metallico. Si innesta nella muratura in corrispondenza del vano porta e, con un andamento curvo, ripiega lateramente separando l’area di lavoro dal resto dell’ambiente. Si crea così un passaggio nella stanza, con la nuova zona appena percettibile attraverso il vetro. Il risultato è una gradevole quinta che divide parzialmente e al contempo favorisce la luminosità dello studio, decorando la stanza con elegante leggerezza.

La luce va progettata

Come in tutti gli ambienti e per tutte le funzioni della casa, anche nella zona studio l’illuminazione è una componente che concorre al comfort (tanto quanto l’aerazione); anzi, soprattutto qui, le lampade sono protagoniste nel creare l’ambientazione, che deve essere favorevole e non affaticare la vista. Per questi motivi la “luce” va attentamente pianificata a partire dalle condizioni specifiche in cui si ci trova. L’ideale sarebbe sistemare la postazione home office vicino a una finestra, così da sfruttare l’illuminazione naturale, in modo tale che il fascio luminoso provenga da sinistra (o da destra se si è mancini). Ma anche una buona e studiata illuminazione artificiale è altrettanto efficace. Ottimi risultati si ottengono mixando corpi illuminanti e fasci differenti: una lampada centrale per avere luce, diffusa, una da tavolo per quella dedicata, una da terra per potenziare l’intensità. Profondo solo 30 cm il piano è ugualmente comodo, contando su un capiente pensile per appoggiare l’occorrente.

Quanto costa la quinta che separa lo studio

qc

 

 

 

 Clicca sulle immagini del progetto dell’architetto Ornella Musilli per vederle full screen