Proteggere le piante dalla neve

Nel nostro paese le nevicate maggiori, quelle più pericolose anche perché più pesanti, si registrano nella seconda parte dell’inverno, dalla metà gennaio in poi. Non è tardi, adesso, per proteggere le piante dalla neve.

La neve è un dono perché protegge il terreno e tutta la sua parte viva (insetti, batteri, animali, funghi) dall’azione del gelo, lo idrata profondamente senza dilavarlo, ma può essere un pericolo quando è causa di rotture in alberi e cespugli e anche per le piante in vaso. Vediamo come proteggere le nostre piante dalla neve. 

Le piccole conifere

Le conifere di taglia piccola o media sono in genere le più colpite dai danni da neve. Se ci sono forti nevicate localizzate, spesso complicate da un appesantimento della neve che si forma sulle piante perché si compatta e non scivola dalle chiome, le conifere di media altezza, da 1 a 2 metri, di forma globosa, che più delle altre formano un “cappello” sulla parte alta, possono essere soggette a rottura, non dei singoli rami, ma dell’asse centrale. La spinta, infatti, agisce dall’alto verso il basso e dal centro verso l’esterno provocando la fessurazione e l’apertura dell’asse centrale.
Per proteggere le piante dalla neve, l’accorgimento più utilizzato consiste nel prendere un telo largo almeno 20 cm a fasciare a spirale, partendo dal basso, tutta la chioma così da tenerla unita, ridurre la superficie di appoggio della neve e favorirne lo scivolamento. Anche una rete in materiale plastico svolge la stessa funzione.
Le conifere sono sempre le prime piante che dovete liberare dopo una forte nevicata, la rottura avviene spesso dopo che le precipitazioni sono cessate.

 
I roseti, attenti al punto d’innesto

Le rose normalmente si spogliano o conservano poche foglie così che è difficile che la vegetazione raccolga un carico di neve importante. A essere esposti a rischio sono i roseti che formano una ricca trama di rami, così fitta che in caso di nevicate può formare una massa unica. Sotto questo peso i roseti, per la flessibilità dei rami, tendono ad appiattirsi, anche a un terzo dell’altezza originaria. A primavera i rosai che sono stati schiacciati tendono a riguadagnare volume ma possono essere aiutati ancorandoli a sostegni.
I rosai vanno sorretti con pali di sostegno robusti infissi nel terreno (per una lunghezza pari a un terzo di quella fuori terra), magari rafforzati con tre pali messi a treppiede.  

 

Le siepi

Le siepi e i cespugli sempreverdi a foglia larga come lauroceraso e photinia, osmanto, agrifoglio, eleagnus, si caricano facilmente di neve con risultati diversi secondo il sistema di potatura.
Le siepi potate regolarmente in forma definita che nel tempo hanno sviluppato una forte struttura legnosa e piccole ramificazioni secondarie fogliose difficilmente riportano danni e l’unico pericolo può essere la movimentazione e l’accumulo di neve da parte dei mezzi meccanici nel cortile interno o a bordo strada.
I cespugli lasciati crescere liberi o potati solo quel tanto per mantenere una forma naturale ma ordinata, quindi con rami a crescita “naturale” di diametro digradante dal punti di innesto alla cima, possono subire gravi danni. Piante in genere dotate di una certa elasticità possono riportare più che rotture vere e proprie, sfibrature della struttura del ramo che, anche senza creparsi nel senso della lunghezza, resta piegato e non riprende, una volta liberato, la posizione naturale. Anche questi vanno protetti con semplici accorgimenti. 

 

Le piante in vaso

Anche le piante in vaso possono aver bisogno di protezione dalla neve. Non tanto per il freddo quanto perché sotto il peso possono aprirsi, troncare i rami e perdere la forma. Nei consorzi agrari o nei garden ben forniti potrete trovare con facilità la rete in plastica per vivai. Si tratta di un materiale plastico a maglie larghe alcuni centimetri, tubolare, molto duttile, capace di riassumere le dimensioni originarie o quasi anche dopo una notevole estensione, che ben usato non ferisce o rovina le piante.

 
Realizzare semplici strutture protettive

Per proteggere le piante dalla neve, si può intervenire in più modi. Ecco le soluzioni più semplici ed efficaci. 

Strutture a capanna

I cespugli espansi e quelli più piccoli vanno protetti con semplici strutture a capanna formate da due pannelli di legno o due bancali che riducono o impediscono l’accumulo di neve dall’alto ma non l’ingresso sui lati, così che il terreno sia protetto dal gelo e dall’aria anche se in parte. Basta prendere due bancali leggeri, dotarli di una copertura in plastica trasparente, fissando il telo di recupero con una spara punti, porli uno contro l’altro, fissarne la posizione a terra così che non scivolino con due semplici picchetti di legno per parte, unirli nella parte alta così che non scivolino uno sull’altro schiacciando il cespuglio.

I cespugli espansi e quelli più piccoli vanno protetti con semplici strutture a capanna formate da due pannelli di legno o due bancali che riducono o impediscono l’accumulo di neve dall’alto ma non l’ingresso sui lati, così che il terreno sia protetto dal gelo e dall’aria anche se in parte. Basta prendere due bancali leggeri, dotarli di una copertura in plastica trasparente, fissando il telo di recupero con una spara punti, porli uno contro l’altro, fissarne la posizione a terra così che non scivolino con due semplici picchetti di legno per parte, unirli nella parte alta così che non scivolino uno sull’altro schiacciando il cespuglio.

Strutture a tenda indiana 

Ci si procura alcune canne di bambù o pali resistenti e si uniscono alla sommità con un legaccio. Poi si ricopre la struttura realizzata con un telo di plastica: così la neve non può accumularsi sulla parte alta del cespuglio ma scivola di lato. Questa sorta di cupola trasparente di plastica non deve coprire totalmente la pianta e deve mantenere una distanza di circa 30 cm dalla vegetazione.

Ci si procura alcune canne di bambù o pali resistenti e si uniscono alla sommità con un legaccio. Poi si ricopre la struttura realizzata con un telo di plastica: così la neve non può accumularsi sulla parte alta del cespuglio ma scivola di lato. Questa sorta di cupola trasparente di plastica non deve coprire totalmente la pianta e deve mantenere una distanza di circa 30 cm dalla vegetazione.

 

Reti per raccogliere la chioma

Le reti da vivaio, elastiche, leggere e resistenti, si infilano sempre dal basso così che portino verso l’alto i rami e le foglie radunandole. In questo modo la pianta è raccolta e protetta. Non lasciate così le piante per molto tempo perché la parte centrale riceve poca o nessuna luce. In giornate di tempo favorevole potete liberarle sfilando le reti dall’alto. Si riposizionano facilmente, impiegando meno di un minuto per pianta.

Le reti da vivaio, elastiche, leggere e resistenti, si infilano sempre dal basso così che portino verso l’alto i rami e le foglie radunandole. In questo modo la pianta è raccolta e protetta. Non lasciate così le piante per molto tempo perché la parte centrale riceve poca o nessuna luce. In giornate di tempo favorevole potete liberarle sfilando le reti dall’alto. Si riposizionano facilmente, impiegando meno di un minuto per pianta.