Ottenere nuovi ortaggi dagli scarti

Invece di buttare i tuberi germogliati, le foglie verdi del sedano o la base del cespo delle insalate possiamo riutilizzarli per dare vita ad altri ortaggi o alla semente.

Nell’agricoltura tradizionale, quella praticata per secoli nelle nostre campagne, non si usava spesso acquistare le sementi. Gli ortaggi venivano moltiplicati partendo da quelli che si avevano in casa o dalle sementi autoprodotte. Così vi proponiamo di riprodurli utilizzando le parti che in genere vengono scartate e buttate nella compostiera. Si avranno meno scarti e nuove piante molto economiche!  
Questo metodo di produzione non si può fare per tutti gli ortaggi e le verdure dell’orto ma per molti come: lattuga, carote, cipollotti, patate, sedani ecc. Per riuscire è importante prestare attenzione ad alcuni fondamentali accorgimenti, sia quando li si acquista che quando li si pulisce: quelle che abitualmente sono considerate parti di scarto possono essere elementi preziosi per continuare la coltivazione delle verdure di provenienza.

Le carote: per avere i semi

Per poter avere nuove carote partendo da quelle vecchie occorre acquistare quelle sulla cui estremità superiore siano presenti le foglie. Dopo averle trattate come spiegato qui sotto, cresceranno nuovi germogli favoriti dalle temperature calde. Non si otterranno nuove radici ma produrranno moltissimi nuovi semi per ottenerne di nuove.

1. Al momento della pulizia, tolte le foglie, si deve tagliare con cura, e un coltello affilato, la parte di carota alla base del fogliame, e farne una rondella spessa 8 o 10 mm.

1. Al momento della pulizia, tolte le foglie, si deve tagliare con cura, e un coltello affilato, la parte di carota alla base del fogliame, e farne una rondella spessa 8 o 10 mm.

2. Una volta tagliata, una o più di una, vanno sistemate in un piatto con la faccia sezionata rivolta verso il basso. Si versa quindi nel recipiente dell’acqua a temperatura ambiente in modo che le rondelle rimangano sommerse per due terzi. L’acqua andrà sostituita ogni due tre giorni.

2. Una volta tagliata, una o più di una, vanno sistemate in un piatto con la faccia sezionata rivolta verso il basso. Si versa quindi nel recipiente dell’acqua a temperatura ambiente in modo che le rondelle rimangano sommerse per due terzi. L’acqua andrà sostituita ogni due tre giorni.

3. Dopo circa una settimana le nuove piantine avranno iniziato a germogliare. Si dovrà quindi lasciare che crescano per almeno tre, quattro giorni e quindi preparare i contenitori per metterle a dimora.

3. Dopo circa una settimana le nuove piantine avranno iniziato a germogliare. Si dovrà quindi lasciare che crescano per almeno tre, quattro giorni e quindi preparare i contenitori per metterle a dimora.

4. Tagliare la parte superiore delle bottiglie di plastica e riempirle di terriccio leggero da semina. Le rondelle vanno inserite nei contenitori e premute nel terriccio in modo da lasciare all’aria solo la parte germogliata.

4. Tagliare la parte superiore delle bottiglie di plastica e riempirle di terriccio leggero da semina. Le rondelle vanno inserite nei contenitori e premute nel terriccio in modo da lasciare all’aria solo la parte germogliata.

 

E DOPO?
Le infiorescenze delle piantine raggruppate a ombrello, una volta impollinate si chiuderanno su se stesse, quindi bisogna lasciarle davanti alle finestre aperte. Non appena saranno completamente seccate, sfregandole tra le mani si potranno separare i semi minuscoli dagli involucri che li hanno protetti. I semi dovranno essere avvolti nella carta e quindi ritirati in scatole di latta dove non siano esposti alla luce. In questo modo potranno avere una longevità di due paio d’anni, o anche tre.

Basilico: per talea

Le piante di basilico spesso vengono riprodotte per talea utilizzando alcuni rametti; è stato però sperimentato che anche le foglie, se lasciate in acqua, sono in grado di mettere radici così da produrre nuove piante. Si mettano più foglie di basilico in un bicchiere d’acqua semipieno a temperatura ambiente. Dopo circa una settimana si potranno vedere i primi risultati: alcune avranno emesso radici e saranno pronte per dare vita a nuovi vasetti.

Patate: dai germogli

Quante volte ci si dimentica le patate nella dispensa e le si trova germogliate? Niente paura, ci si ricordi che ogni germoglio può dare vita a una nuova patata.

Interrare la patata germogliata in un vaso con una profondità di 60 cm. Se le patate sono troppo grandi le si tagli in più pezzi prima di interrarle. Annaffiare bene il vaso durante il periodo di sviluppo delle piante. Presto ci saranno nuove patate.

Interrare la patata germogliata in un vaso con una profondità di 60 cm. Se le patate sono troppo grandi le si tagli in più pezzi prima di interrarle. Annaffiare bene il vaso durante il periodo di sviluppo delle piante. Presto ci saranno nuove patate.

 

 
Lattuga: cespo in acqua  

Una delle più comuni verdure presenti in casa è la lattuga. Il suo cespo fresco e croccante, è una delle insalate più consumate durante l’estate. Quando lo si acquista o lo si raccoglie dall’orto, si faccia attenzione a conservarne integro il fondo. Con un coltello affilato, dopo aver tolto le foglie più esterne, se ne tagli la base per un’altezza di tre, massimo quattro centimetri; la si immerga quindi in una ciotola con poca acqua, in modo che solo un terzo della base sia immerso, e lo si lasci vicino a una finestra in piena luce. Dopo due settimane circa il cespo avrà ricominciato a svilupparsi, si potrà quindi rimetterlo a dimora in vaso o in piena terra.

Sedano: sempre all’ombra

Per il sedano l’operazione è analoga. Al momento di pulirlo si tagli la base da cui si dipartono i gambi con un coltello affilato a un’altezza di quattro – cinque centimetri, e come per la base della lattuga la si metta in un piattino con poca acqua. L’area più interna alla rosetta, di colore giallognolo, sarà quella da osservare per monitorare lo sviluppo dei nuovi germogli. Si faccia attenzione a non mettere il piatto là dove la base del sedano potrebbe essere colpita dai raggi diretti del sole. I primi germogli dovrebbero comparire dopo appena una settimana e dopo tre settimane, si potrà trapiantare in terra.