Moltiplicare le rose per talea

La talea è una tecnica di moltiplicazione abbastanza semplice. Con le rose, se ben eseguita, è coronata da un’elevata percentuale di successo. Vediamo come si fa.

Moltiplicare le rose per talea è l’unico metodo davvero efficace che possiamo applicare a livello domestico. Come per tutte le altre piante, la talea ha tre finalità distinte: assicurarci che una determinata varietà di rosa presente nel nostro giardino non si esaurisca, produrre nuove piante a costo ridotto, disporre di piante in vaso da regalare agli amici.

Precauzioni base

Prima di entrare nel merito, per moltiplicare le rose per talea servono alcune attenzioni:
    •    scegliere piante sane e vigorose, ben nutrite, bagnate con continuità dai tessuti integri, sodi, elastici, ben idratati, e maturi nella parte strutturale. Le parti da usare devono essere non colpite da parassitosi o recanti sintomi che facciano pensare alla presenza di virosi e altri patogeni (disseccamenti improvvisi di rami, macchie e colorazioni anomale, malformazione di foglie e fiori),
    •    eseguire la talea di preferenza di mattino, evitando i giorni più caldi,
    •    utilizzare strumenti di taglio affilati per avere superfici nette e definite, non sfilacciate, sfibrate, o compresse,
    •    disinfettare gli strumenti di taglio prima e dopo l’utilizzo per non essere involontario vettore di problematiche sanitarie,
    •    preparare tutto il materiale necessario, come terra, vasi, ormoni rizogeni, prima di iniziare a raccogliere il materiale di riproduzione per ridurre al minimo i tempi d’attesa,
    •    individuare fin da subito un luogo in cui riporre i vasi, tranquillo perché i vasi non vengano urtati, ombreggiato ma luminoso per non esporre le talee al sole diretto, con temperature stabili per favorire il processo di radicazione,
    •    adottare vasi singoli di 10 cm di diametro per rimandare il trapianto in piena terra o in un contenitore più grande a primavera,
    •    utilizzare un terriccio nuovo ricco di nutrienti e privo di parassiti e patogeni e non, come a volte accade, materiale di recupero già utilizzato in vasi e fioriere.

La tecnica della bottiglia

Per moltiplicare le rose per talea vi illustriamo la tecnica della bottiglia, consigliata in molti corsi di giardinaggio e per molte altre specie, che vale la pena sperimentare se ancora non l’avete provata.

  • Dopo che i fiori hanno perso tutte le corolle, recidiamo la parte terminale dei rami a una lunghezza di circa 40 cm. Con un secondo taglio si elimina l’apice, circa 10 cm, perché formato dai tessuti più giovani, ancora in accrescimento, molto ricchi d’acqua, teneri, e senza riserve che si affloscerebbero nel giro di pochi giorni, seccherebbero o marcirebbero.
    Con altri tagli, riduciamo alla metà della superficie le foglie della parte apicale, per ridurre le perdite per evapotraspirazione. Eliminare le altre foglie recidendole per avere superfici di taglio nette. Togliere anche le spine che potrebbero marcire.
  • Prepariamo un mix di sabbia e torba scura in parti uguali così da ottenere un substrato leggero, ricco di sostanza organica, ben drenato, incapace di creare situazioni di ristagno, ma in grado di trattenere a lungo l’umidità.
  • Tagliamo a metà una bottiglia di plastica trasparente, poi buchiamo il tappo che lasceremo avvitato, riempiamo la base d’acqua, e infine inseriamo la parte alta capovolta. In questo modo il substrato richiamerà acqua al bisogno. Aggiungiamo il substrato prima preparato, tagliamo la talea appena sotto il primo internodo, affondiamola nel terriccio in modo che stiano fuori solo due nodi. Per mantenere costante l’umidità ricopriamo con un sacco di plastica trasparente da togliere e arieggiare quando si forma condensa.talee rose
Risultato di successo

Dopo un mese circa, quando si sarà sviluppata la nuova vegetazione dalle gemme, potremo essere certi della radicazione avvenuta e trattare le talee come piante singole.
Nelle regioni fredde, per il primo anno, sarebbe meglio metterle al riparo per l’inverno all’interno di un tunnel o in un locale non riscaldato, ma luminoso ed aerato. A febbraio, prima che la ripresa vegetativa abbia inizio, si rinvasano in contenitori più grandi, di diametro doppio, e nel mese di maggio potranno essere messe in piena terra. Meglio lasciarle in vivaio per un altro anno, per poi metterle a dimora in autunno o, al più tardi, in primavera.
L’impiego di ormoni rizogeni, o polvere radicante come spesso si chiamano questi prodotti nel linguaggio corrente, può essere un valido aiuto, ma non può sostituirsi alle raccomandazioni sopra riportate.