Moltiplicare i crisantemi per talea

Per chi ha conservato i crisantemi dello scorso anno, adesso è il momento di prelevare le talee erbacee per moltiplicarli e avere piante fiorite anche il prossimo autunno. Ecco come.

Tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, è il momento giusto per moltiplicare i crisantemi tramite talee erbacee. Infatti adesso le piante “madri” hanno ancora i fusti erbacei e la radicazione può avvenire velocemente grazie alle alte temperature.
Sono adatti i crisantemi che abbiamo conservato dallo scorso autunno, sia quelli a fiore grosso coltivati per il fiore reciso che quelli utilizzati per la decorazione delle aiuole, sono piante facilmente ottenibili da talea erbacea e adesso hanno la nuova vegetazione che sta spuntando. Ecco come fare.

Occorrente

crisantemi-occorrente

Procurarsi le talee
Scegliere un germoglio di una nuova vegetazione che deve essere robusto e privo di bottoni fiorali. L’apice che preleveremo dovrà essere lungo 5 – 8 cm (foto 1) per essere adatto a fare la talea. Infatti talee troppo corte (meno di 5 cm) non sono indicate perché esauriscono le riserve prima di poter fare le prime radici; talee troppo lunghe (oltre i 10 cm), tendono a perdere troppo in fretta il turgore dei tessuti e si fa fatica a mantenerle erette. Recidere l’apice del germoglio sotto un nodo (foto 2): l’ideale è circa 3-5 millimetri sotto, lasciando però il nodo integro: è infatti dal nodo che la talea è in grado di emettere radici.

Scegliere un germoglio di una nuova vegetazione che deve essere robusto e privo di bottoni fiorali. L’apice che preleveremo dovrà essere lungo 5 – 8 cm (foto 1) per essere adatto a fare la talea. Infatti talee troppo corte (meno di 5 cm) non sono indicate perché esauriscono le riserve prima di poter fare le prime radici; talee troppo lunghe (oltre i 10 cm), tendono a perdere troppo in fretta il turgore dei tessuti e si fa fatica a mantenerle erette. Recidere l’apice del germoglio sotto un nodo (foto 2): l’ideale è circa 3-5 millimetri sotto, lasciando però il nodo integro: è infatti dal nodo che la talea è in grado di emettere radici.

Eliminare le foglie vicino al nodo, mentre le due tre superiori vanno lasciate integre (foto 3). La talea è pronta per essere messa nel substrato di coltivazione (foto 4).

Eliminare le foglie vicino al nodo, mentre le due tre superiori vanno lasciate integre (foto 3). La talea è pronta per essere messa nel substrato di coltivazione (foto 4).

Preparare il substrato più adatto
Il substrato ideale è composto dal 50% di torba setacciata, cioè molto fine e senza grumi, e per l’altra metà da perlite cioè un materiale inerte di largo uso tra i floricoltori e i vivaisti come componente dei terricci per radicazione o rinvasi, grazie alla caratteristica leggerezza. La perlite è una roccia vulcanica che, sottoposta ad alte temperature, si rigonfia e assume aspetto granulare e colore bianco. I due componenti vanno miscelati tra loro al fine di ottenere un substrato omogeneo (foto 5) con cui riempire i contenitori alveolari, cioè fogli plastici sagomati a forma di vasetti, che si possono spostare agevolmente (foto 6). In caso di poche talee, sono adatti anche vasetti singoli riempiti con lo stesso materiale.

Il substrato ideale è composto dal 50% di torba setacciata, cioè molto fine e senza grumi, e per l’altra metà da perlite cioè un materiale inerte di largo uso tra i floricoltori e i vivaisti come componente dei terricci per radicazione o rinvasi, grazie alla caratteristica leggerezza. La perlite è una roccia vulcanica che, sottoposta ad alte temperature, si rigonfia e assume aspetto granulare e colore bianco. I due componenti vanno miscelati tra loro al fine di ottenere un substrato omogeneo (foto 5) con cui riempire i contenitori alveolari, cioè fogli plastici sagomati a forma di vasetti, che si possono spostare agevolmente (foto 6). In caso di poche talee, sono adatti anche vasetti singoli riempiti con lo stesso materiale.

Inserire le porzioni di pianta
Una volta riempiti i contenitori con la miscela, si pratica con una punta di legno o una matita, un piccolo foro al centro del contenitore o vasetto (foto 7). Quindi si inserisce delicatamente la talea che deve rimanere piuttosto superficiale anche se almeno un nodo deve essere interrato. Poi comprimere leggermente il terriccio attorno alla talea (foto 8).

Una volta riempiti i contenitori con la miscela, si pratica con una punta di legno o una matita, un piccolo foro al centro del contenitore o vasetto (foto 7). Quindi si inserisce delicatamente la talea che deve rimanere piuttosto superficiale anche se almeno un nodo deve essere interrato. Poi comprimere leggermente il terriccio attorno alla talea (foto 8).

Bagnare delicatamente
Procedere alla spruzzatura delle foglie con un getto di acqua finemente nebulizzato (foto 9): servirà a mantenere umide le foglie per impedirne la perdita d’acqua. Questa operazione dovrà essere ripetuta spesso per evitare la disidratazione dei tessuti ed il disseccamento della talea. Si consiglia di apporre un cartellino (foto 10) su ogni contenitore, per tenere riconoscere nel tempo le diverse varietà di piante taleate.

Procedere alla spruzzatura delle foglie con un getto di acqua finemente nebulizzato (foto 9): servirà a mantenere umide le foglie per impedirne la perdita d’acqua. Questa operazione dovrà essere ripetuta spesso per evitare la disidratazione dei tessuti ed il disseccamento della talea. Si consiglia di apporre un cartellino (foto 10) su ogni contenitore, per tenere riconoscere nel tempo le diverse varietà di piante taleate.