Mettere a dimora gli Aster

Per riempire gli spazi vuoti che si sono creati nella bordura o per sostituire le specie annuali ormai sfiorite e creare una macchia di colore nell’aiuola, è il momento di mettere a dimora i settembrini, genere Aster che fioriranno fino a metà autunno.


Gli Aster, o settembrini, creano cespugli bassi e compatti, dalla fioritura ricca e vivace, di grande effetto cromatico che può durare fino a novembre. In più sono piante perenni: una volta messi a dimora possono essere coltivati per anni con le giuste cure e attenzioni.

Una vasta scelta

In questo periodo è possibile acquistare gli Aster, scegliendoli in base al gusto e allo spazio a disposizione. Molte sono le specie presenti sul mercato: i più diffusi sono Aster novi-belgii, A. novae-angliae, A. amellus e A. frikartii. Tutti formano cuscini compatti di fiori a forma di stella (Aster, astro) di colore viola, rosa, blu, azzurri e le sfumature di questi colori e sono caratterizzati da corolla semplice, doppia o multipla, con petali più o meno lunghi, di vigoria e sviluppo variabili.  La parte centrale del capolino, attorniata dai petali, di colore giallo, è fonte di attrazione per insetti pronubi, bombi e le ultime farfalle della stagione. Per la coltivazione in vaso sul balcone è preferibile scegliere specie a sviluppo ridotto, mentre per aiuole o bordure in piena terra si può optare per specie adatte a creare cespugli più voluminosi.

Come si mettono a dimora

Come prima cosa, va scelta una posizione soleggiata: i settembrini godono di un’esposizione al sole e rendono il favore con una generosa fioritura. Non richiedono spazi enormi, tuttavia è bene considerare che si allargano di pochi centimetri ogni anno, occupando lo spazio circostante.

Sostituire una pianta della fila

1. Nel caso si voglia riempire un buco nella bordura, bisogna scegliere una pianta che abbia dimensioni uguali a quelle adiacenti per dare senso di continuità, lasciando 5-10 cm ai bordi.

1. Nel caso si voglia riempire un buco nella bordura, bisogna scegliere una pianta che abbia dimensioni uguali a quelle adiacenti per dare senso di continuità, lasciando 5-10 cm ai bordi.

2. Con l’aiuto di una paletta, estirpare la pianta da sostituire eliminando ogni residuo anche dell’apparato radicale.

2. Con l’aiuto di una paletta, estirpare la pianta da sostituire eliminando ogni residuo anche dell’apparato radicale.

3. Disporre sul fondo della buca uno strato di materiale drenante, poi una palettata di letame misto a terriccio. La buca deve essere a una volta e mezza il vaso.

3. Disporre sul fondo della buca uno strato di materiale drenante, poi una palettata di letame misto a terriccio. La buca deve essere a una volta e mezza il vaso.

4. Estrarre la pianta dal vaso di acquisto e districare con le mani il pane radicale.

4. Estrarre la pianta dal vaso di acquisto e districare con le mani il pane radicale.

5. Alloggiare la pianta nella buca: il colletto della pianta deve essere alla stessa altezza del terreno. Riempire gli spazi vuoti con terriccio universale.

5. Alloggiare la pianta nella buca: il colletto della pianta deve essere alla stessa altezza del terreno. Riempire gli spazi vuoti con terriccio universale.

 

Cure di stagione

Le piante vanno innaffiate la sera, nelle ore più fresche della giornata, e solo quando il terriccio si è asciugato, senza bagnare le foglie e senza esagerare creando ristagni idrici: questo è l’errore più frequentemente commesso, che provoca lo sviluppo di oidio, malattia fungina che ricopre la vegetazione di un sottile strato di muffa bianca polverulenta. Per curare una pianta attaccata da oidio si consiglia di utilizzare un fungicida specifico a base di zolfo, registrato per piante ornamentali (PPO).                                  Per ottenere una fioritura ricca e abbondante, si consiglia di fornire un fertilizzante liquido specifico per piante fiorite, da diluire nell’acqua delle annaffiature alle dosi indicate, una volta ogni 10-15 giorni.
La cimatura dei rametti, eseguita durante lo sviluppo della pianta, serve per dare una forma alla pianta e favorisce l’infittimento del cespuglio e la formazione di più fiori.                                                                                                                                                Una volta terminata la fioritura (a fine ottobre), occorre eliminare i capolini secchi con una potatura leggera, raccorciando i rametti di un terzo circa e cercando di dare al cespuglio una forma regolare. Arricchire il terriccio con una manciata di letame e lasciare andare a riposo le piante.