Manutenzione di tunnel e serrette

Il tunnel nell’orto e le serrette di coltivazione per il balcone piacciono sempre più e conquistano ogni anno nuovi adepti. Però danno ottimi risultati solo se si esegue una corretta manutenzione.

Anche se il clima è freddo, è possibile continuare a coltivare alcuni ortaggi nel tunnel in giardino e nelle serrette su balconi e terrazzi. Entrambi però richiedono una certa manutenzione, sia per quel che riguarda la struttura (pulizia, controllo ecc) sia per evitare che le piante all’interno marciscano o secchino. 

Il tunnel che piace, cresce ogni anno

Il tunnel richiede manutenzione: il segreto della sua gestione è l’apertura e la chiusura. Nelle ore più calde delle giornate di sole è bene aprire il fianco, sollevando semplicemente il telo, per evitare il rischio di temperature troppo elevate che possono causare una “lessatura” dei giovani ortaggi.
L’arieggiamento è fondamentale per eliminare l’umidità in eccesso che origina la condensa, ed è necessario ogni qualvolta se ne scorge il formarsi in quantità.Facile da gestire all’inizio, il tunnel con il tempo richiede sempre più frequenti manutenzioni per riparare il telo che si rompe o si opacizza riducendo la radiazione luminosa all’interno, rinsaldando la struttura che può subire danni o deformazioni a causa del peso della neve o di forti temporali.
Talvolta la copertura in materiale plastico è progressivamente sostituita con pannelli tanto da diventare una sorta di serra costruita con fogli di plexiglass. In questo caso gli archi in metallo lasciano il posto a sostegni in legno per dare la giusta pendenza così che la pioggia, e soprattutto la neve, scivolino via.
La creazione di bancali rialzati è la naturale evoluzione di una struttura che acquisisce le caratteristiche di stabilità nel tempo. Sono più comodi, consentono un migliore controllo delle piante, e, durante la stagione fredda, fattore importante, isolano dal terreno che tende a infradiciarsi, migliorano l’esposizione alla luce e consentono di avere temperature più elevate di un paio di gradi. Questa piccola variazione è sufficiente a consentire la germinazione e la crescita di ortaggi i cui semi resterebbero quiescenti.
Può essere riscaldato o meno, e con l’aiuto dei pannelli solari si può utilizzare energia pulita a costo ridotto. Un esempio efficace è scaldare un accumulo d’acqua che rilascerà nella notte calore in modo graduale e progressivo. I risultati sono davvero sorprendenti tanto che si possono ottenere insalate a cespo per tutto l’inverno.

Le serrette sul balcone per tutti

Il limite di utilizzo delle serrette sul balcone è lo spazio ristretto che consente di ospitare all’interno un numero limitato di vasi, in genere dedicati più alle aromatiche che agli ortaggi veri e propri. In molti casi assistiamo a inutili tentativi di mantenere vivo e vitale il basilico che ingiallisce progressivamente, e stenta a lungo prima di morire. Così le “tare”, ossia la parte improduttiva nel tempo aumenta e all’interno trovano posto i vasi vuoti, forbici e paletta, prodotti chimici e fertilizzanti. Il rischio è acquistare una serretta e ritrovarsi a gestire un piccolo armadio trasparente.
Provate a coltivare in vaso ravanelli, rucola, prezzemolo e valerianella bagnandoli sempre con parsimonia ma frequentemente. Arieggiate solo nelle ore più calde della giornata e se è presente condensa asciugatela con un foglio di scottex. Se il fenomeno tende a ripetersi ponete sul fondo un quotidiano così che assorba l’acqua caduta, eliminandolo il mattino prima che questa possa evaporare.  
Utilizzate la serretta per tentare semine anticipate, e se siete in una zona con inverni non troppo gelidi, mettete nel terreno i piselli già in autunno inoltrato per avere piante pronte a entrare in fase di crescita attiva e produzione appena le temperature torneranno ad innalzarsi.

Il controllo sanitario

Ogni qual volta si ripongono o si riattivano tunnel e serrette, dopo aver tolto lo sporco grossolano, è sempre consigliata una pulizia approfondita con acqua e candeggina così da disinfettarli e ridurre la possibilità di avere, anche involontariamente, incubato i patogeni da un anno all’altro. I tunnel e le serrette, umidi e caldi rispetto alle condizioni esterne, presentano infatti le condizioni ideali per la moltiplicazione e la diffusione di molte patologie classiche delle piante orticole e da interno. La sorveglianza deve sempre essere massima e ogni dieci giorni procedete a un’ispezione delle piante osservandone lo stato generale, gli eventuali ingiallimenti, le marcescenze, le macchie e gli imbrunimenti, la presenza di parassiti su entrambe le lamine fogliari.
Gli ingiallimenti di qualche foglia, in particolare le più vecchie, è un evento fisiologico e non deve preoccupare se resta saltuario. Tagliatele così che non marciscano sulla pianta, e raccogliete tutto il materiale presente da avviare al compostaggio.
Preoccupanti sono i fenomeni di rapida marcescenza. Eliminate la parte o la pianta colpita, radici comprese, e indagate sulle possibili cause. Verificate che il terriccio non sia inzuppato d’acqua e nel caso sospendete le bagnature. Quando a essere bagnato non è il terriccio ma la vegetazione, la causa è il gocciolamento dall’alto dell’umidità in eccesso che si condensa in un punto particolare.
Provvedete a migliorare l’arieggiamento del tunnel garantendo un buon ricambio d’aia e con l’aiuto di un pezzo di nastro adesivo disposto ad arte, spostate il punto di eventuale gocciolamento creando una sorta di cammino obbligato.
Le macchie e gli imbrunimenti non devono essere sottovalutati perché spesso sono riconducibili all’azione di agenti patogeni favoriti dalle condizioni ambientali e dall’elevata densità, ma anche a carenze nutrizionali e a una radiazioni luminosa insufficiente.
Controllate la presenza di danni alle foglie dovute a limacce ancora attive predisponendo trappole e rosicchiature degli ortaggi da radici causate da topi.
Evitate di tenere all’interno del tunnel un accumulo di materiale di scarto ma portatelo sempre tutto all’esterno.