Imu e Tasi: ecco cosa cambia dal 2016

Secondo le ultime novità della Legge di Stabilità l’Imu si continuerà a pagare su castelli e palazzi storici, mentre la Tasi sulla prima casa verrà definitivamente cancellata anche per gli inquilini.

Dopo il varo da parte del Consiglio dei Ministri e la firma del presidente della Repubblica, inizia l’iter in Parlamento per l’adozione in via definitiva della Legge di Stabilità che modifica la tassazione sulla casa. Vediamo in sintesi quali sono le principali novità per il fisco sul mattone che dovrebbero entrare in vigore il prossimo 1 gennaio 2016.

Partendo dall’Imu, l’imposta municipale propria che non si paga sulle abitazioni adibite a prima casa, si continuerà a non pagarla solo se l’immobile non è di pregio né di lusso. Gli immobili delle categorie A1 (abitazioni signorili), A8 (abitazioni in ville) e A9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici) non saranno esenti dal pagamento ma continueranno a pagare l’Imu. Anche se, secondo le ultime indiscrezioni si pagherà l’aliquota fissa del 4 per mille e la detrazione standard di 200 euro. Quindi l’Imu continuerà a non pagarsi sull’abitazione principale ossia quella in cui si ha la residenza e la dimora abituale, che non sia di lusso o di pregio. Si pagherà poi sempre sulla seconda casa.

Passando alla Tasi, il tributo sui servizi indivisibili comunali, dal 2016 verrà cancellata anch’essa sulle abitazioni principali, anche quelli degli inquilini o dei comodatari, che non dovranno più versare la quota a loro carico, tra il 10 e il 30%. Ma siccome un immobile che viene concesso in locazione è generalmente la seconda casa di proprietà su cui si continuerà a pagare la Tasi (così come l’Imu), il proprietario deve pagare anche la quota inquilino? Secondo le ultime novità il proprietario dell’immobile continuerà a pagare solo ed esclusivamente la sua parte di tributo, tra il 70 e il 90% in base a ciò che ha deciso il Comune nella delibera (se non ha deciso nulla la quota di Tasi a carico del proprietario è pari al 19%).

Sempre in relazione alla Tasi, dal 2016 torna la super addizionale allo 0,8 per mille che i Comuni possono decidere di applicare alle seconde case. Sugli immobili non venduti delle imprese costruttrici inoltre, fino a quando non saranno alienati dall’impresa o anche solo dati in locazione, si pagherà la Tasi nella misura all’1 per mille, aumentabile al massimo fino al 2,5 per mille.

Infine dal 2016 sono vietati gli aumenti per i tributi locali come addizionali Irpef regionali e comunali, Irap, ma anche IMU e Tosap, tranne per quei Comuni che sono in dissesto finanziario e che in alternativa a tali aumenti locali potranno decidere di far pagare un ticket sanitario più alo.