Il tunnel nell’orto

Tunnel e serrette sono sempre più diffusi nei piccoli giardini, sono utili e ci fanno risparmiare. Ecco quale acquistare e come realizzarne uno in modo semplice.

I tunnel nell’orto sono sempre più diffusi perché hanno molteplici impieghi. Servono a:

  • ricoverare a fine autunno le piante dell’orto e le aromatiche che ancora sono in vegetazione (rosmarino, basilico, prezzemolo);
  • ospitare le verdure coltivate in vaso che devono essere consumate (sedano);
  • anticipare le semine di ortaggi da coltivare in pieno campo appena le condizioni climatiche lo consiglieranno (pomodori, melanzane, peperoni, zucche, zucchini, meloni, angurie);
  • anticipare la messa a dimora di piantine acquistate con pane di terra che potranno essere coltivate sullo stesso terreno fino alla fine del ciclo o ritrapiantate (le stesse del paragrafo precedente, ma anche cavoli, carciofi);
  • coltivare dalla semina al raccolto verdure invernali che non temono troppo il freddo (ravanelli, spinaci, valerianella);
  • riporre attrezzi e strumenti di lavoro in caso l’orto non sia contiguo alla casa.
Tre tipologie per tutte le esigenze

Tre sono le tipologie di tunnel per l’orto e tutte e tre hanno pro e contro.

  1. Il tunnel freddo di piccole dimensioni, che possiamo anche costruirci da soli, è indicato per chi desidera prolungare la coltivazione degli ortaggi ancora qualche mese ma conserva un carattere di provvisorietà perché, per via dell’altezza contenuta, l’operatore resta all’esterno esposto alla pioggia e al freddo. È la scelta giusta per chi desidera iniziare e vuole mettersi alla prova prima di affrontare la spesa di una struttura più grande. Offre risultati lusinghieri ma per un breve periodo. È una struttura temporanea che deve essere montata e smontata ogni anno e si deteriora abbastanza velocemente specie se riposta in malo modo (piegando i teli e non arrotolandoli), in locali non idonei (troppo caldi o troppo freddi) e sporca (i processi di degrado sono più rapidi).
  2. Il tunnel freddo di grandi dimensioni è una struttura in cui l’operatore resta in stazione eretta e tende a diventare una presenza stabile che insiste sempre sulla stessa porzione di terreno, una sorta di stanza protetta dove continuare il lavoro. In primavera e in estate diventa una “fabbrica” di primizie come le fragole, per tutta l’estate e fino all’autunno spesso è dedicata a pomodori, peperoni e melanzane. Durante l’inverno serve per la coltivazione degli ortaggi meno sensibili al freddo ottenendo risultati di gran lunga migliori che in pieno campo o con l’utilizzo di tessuto non tessuto. Il suo limite è che spesso si trasforma in un magazzino, in un ricovero invernale per oleandri, agrumi e pelargoni, in uno spazio multifunzionale sempre meno dedicato alla coltivazione degli ortaggi. Meglio allora predisporre fin da subito al suo interno un banco da lavoro per il trapianto e le altre operazioni con sotto una scaffalatura per riporre gli attrezzi necessari.
  3. Le serrette da balcone sono le ultime arrivate. Il mercato ne propone di diversissime fra loro per costo, ingombro e prestazioni. Se non le avete mai provate e non siete convinti che diverranno un elemento stabile delle vostre abitudini di coltivazione sceglietene una economica e dopo un paio d’anni potrete optare per un modello più grande e più performante. Le attese nei confronti di queste strutture è sempre sovrastimata e si pensa che un semplice foglio di materiale plastico possa difendere dal gelo. Può evitare gli scrosci di pioggia, l’accumulo di neve, ma non le basse temperature. L’efficienza delle serrette è data dal potere isolante del materiale da una parte e dalla dispersione di calore del muro cui sono addossate dall’altra. In altre parole la casa perde calore verso l’esterno e questo è trattenuto nella serretta. Lo stesso dicasi per il calore che i muri irradiati dal sole rilasciano progressivamente. In una casa ben coibentata la loro efficienza è minima perché manca il calore proveniente dai muri cui sono appoggiate.
Costruire da sé una piccola struttura

Tutti possono costruire un piccolo tunnel perché l’operazione non richiede abilità manuali particolari. Importante è seguire questi consigli.
Un piccolo tunnel deve essere largo circa un metro e alto almeno altrettanto. Misure maggiori richiedono strutture più importanti e resistenti, misure più contenute non giustificano lo sforzo e sviluppano superfici e volumi troppo limitati. In un piccolo tunnel non si potrà operare dall’interno in stazione eretta, ma si dovrà agire sempre sul fianco della struttura sollevando il telo plastico.

1. Piegate ad arco i sostegni metallici (tondino di ferro da carpenteria) in forma di “U” e infiggeteli nel terreno per almeno 15 cm alla distanza di 100 cm uno dall’altro.

1. Piegate ad arco i sostegni metallici (tondino di ferro da carpenteria) in forma di “U” e infiggeteli nel terreno per almeno 15 cm alla distanza di 100 cm uno dall’altro.

2. Unite fra loro gli archi con elementi orizzontali come filo zincato, tubi o canne, e assicurate gli estremi a tiranti per dare maggiore stabilità alla struttura.

2. Unite fra loro gli archi con elementi orizzontali come filo zincato, tubi o canne, e assicurate gli estremi a tiranti per dare maggiore stabilità alla struttura.

3. Collocate il telo di materiale plastico a cavallo della struttura, ma solo dopo essersi accertati che non esistono bordi taglienti o discontinuità che possono facilmente lacerare la copertura.

3. Collocate il telo di materiale plastico a cavallo della struttura, ma solo dopo essersi accertati che non esistono bordi taglienti o discontinuità che possono facilmente lacerare la copertura.

4. Il telo si fissa agli archi di testata grazie ad appositi fermagli che è bene acquistare insieme al telo.

4. Il telo si fissa agli archi di testata grazie ad appositi fermagli che è bene acquistare insieme al telo.

Quale telo?

I normali teloni di materiale plastico sono di polietilene: economici, dallo scarso potere isolante, poco durevoli, e con forte tendenza ad opacizzare già il primo anno. Il polietilene termico a lunga durata antigoccia invece, a fronte di un costo più che doppio, ha una durata superiore (il minimo è tre anni), un maggiore potere isolante, non opacizza. Anche la condensa che si forma all’interno del tunnel e che origina un’indesiderata pioggia sopra gli ortaggi è molto minore nel secondo caso.