Il prato sul terrazzo è possibile

Un piccolo tappeto erboso senza avere un giardino? Oggi è un desiderio realizzabile. Ecco come.

Il desiderio di trasformare il proprio balcone o terrazzo in uno spazio davvero verde è sempre più diffuso. Si tratta di piantumare a verde un piccolo spazio in cui inserire piante erbacee, fioriture stagionali e cespugli di piccola taglia che non richiedano grandi profondità di terriccio per radicare. Un prato, per quanto piccolo e non adatto al calpestio, circondato da piante da fiore può regalare molte sorprese: un numero maggiore di insetti pronubi, l’arrivo e la sosta di qualche farfalla, l’insediarsi di una colonia di formiche, uccelli che trovano uno spazio ove posarsi, ma anche la crescita di piante non previste grazie ai semi portati dal vento. Per molti potrebbe anche diventare lo spazio che manca al gatto di casa.

IL TERRICCIO
Un buon prato, in vaso o in piena terra, si ottiene partendo dall’alta qualità del terreno e dalla sua attenta preparazione. Nei nostri climi il problema dei prati è sempre la qualità del substrato eccessivamente argilloso, troppo compatto, facile ai ristagni. Per il nostro prato in balcone, il compito è facilitato perché basterà predisporre una miscela simile a quella per gli ortaggi in vaso, fertile e, soprattutto, ben drenata: tre parti di sabbia, due di torba o di terricciato organico e cinque di terriccio universale ci consentono di ottenere una miscela soffice, fertile, ben drenata.

LA PROFONDITÀ
Il prato deve avere una profondità di circa 30 cm. In questo modo si possono coltivare moltissime specie senza dover ricorrere a quelle specifiche per tetti verdi che radicano in poco spazio ma hanno sviluppo contenuto. Si possono introdurre anche erbacee perenni, da fiore o da foglia che trovano spazio sufficiente.

LA SEMINA
Non sono necessari lavori di preparazione per la semina. Bisogna solo distribuire il seme, coprirlo, rullarlo o pressarlo con un’assicella per favorire l’adesione del terriccio al seme e bagnarlo. La scelta della specie o del miscuglio deve essere fatta in base a caratteristiche climatiche ed esposizioni del prato. Lasciatevi consigliare dal vostro garden di fiducia che avrà maturato un’esperienza sulle realizzazioni nella zona.

Per rendere il prato ancora più grazioso, si può aggiungere una bustina di semi per prato fiorito così che insieme all’erba cresceranno anche fiori come se foste davvero in campagna.

La struttura portante

Per un piccolo spazio

A chi possiede un balcone piccolo non conviene predisporre una struttura fissa. Due sono le principali ragioni che lo sconsigliano: i balconi a sbalzo hanno una portata limitata che è facile raggiungere costruendo un prato classico di circa 30-50 cm di spessore, tanto che l’aggiunta di vasi o di persone che lo frequentano diventa, almeno potenzialmente, un rischio potenziale, una realizzazione che occupa buona parte dello spazio, dopo il primo iniziale entusiasmo, si può rivelare un impedimento a tutte le normali attività che si svolgono in balcone come la manutenzione delle piante in vaso, la sosta o la permanenza con amici, anche solo per fumare una sigaretta a fine cena. Meglio allora studiare una soluzione mobile che possa essere spostata con facilità. In commercio esistono grandi vasche in materiale plastico, leggere e a tenuta, con raccolta dell’acqua in eccesso, proposte per la coltivazione degli ortaggi. Sono già dotate di materiale drenante da porre sul fondo e di tessuto non tessuto: un vero e proprio kit per chi vuole tutto e subito. Più grandi delle vasche da balcone sono orizzontali, lunghe circa 120 cm e larghe la metà. Considerando che la profondità di un balcone a sbalzo in una casa condominiale è di circa 120 cm occupa già tutto lo spazio disponibile e possono essere messe in serie sia in lunghezza, sia affiancandole dove l’ingombro non è un problema. Questi contenitori assicurano una profondità di circa 30 cm, considerata sufficiente come sopra indicato.

Di medie dimensioni

Se il terrazzo ha dimensioni medie è possibile realizzare una struttura fissa. Il problema delle realizzazioni fisse sui terrazzi è quello delle infiltrazioni, soprattutto se i locali sottostanti il prato non sono di nostra proprietà. Per questa ragione il prato non dovrà essere messo a contatto diretto con la pavimentazione sottostante. Le realizzazioni possibili rispondono a due schemi principali: A classica con foglio di polietilene, B nuova con elementi precostituiti.

A. La realizzazione classica prevede l’utilizzo di un primo strato impermeabile che deve dare garanzie di resistenza e durata nel tempo. Di solito si utilizzano guaine di polietilene ad alta tenuta, simili a quelle impiegate per l’impermeabilizzazione di rampe di garage e terrazzi, da porre sotto la muratura. Elastiche e facilmente adattabili sono le migliori anche se costose e reperibili solo in centri per materiale edile ben riforniti. Sopra la barriera impermeabile si pone una “guaina antiradice”, un foglio corrugato di materiale plastico che lascia filtrare l’acqua nei vari interstizi, utilizzato nelle fondazioni delle case dopo la guaina bituminosa. L’acqua in eccesso correrà sulla guaina verso il punto di scolo all’esterno. Sopra questo, il tessuto non tessuto che sarà richiuso a sacco così da contenere uno strato di argilla espansa, perlite o simile, che favorirà il drenaggio dell’acqua percolata verso gli strati profondi. Il secondo strato tessuto non tessuto impedisce alle particelle del terreno trascinate dall’acqua di intasare nel tempo il drenaggio sottostante, scongiurando anche fenomeni di ristagno e asfissia. Per terminare si porrà la miscela di terriccio preparata come sopra indicato. Considerate di partire con uno spessore di 10 cm superiore a quello previsto, 40 cm contro 30, anche se all’inizio vi sembrerà eccessivo, perché il terriccio sotto l’azione della pioggia battente, delle ripetute bagnature, e del calpestio necessario alla manutenzione, si compatterà, abbassandosi di livello. Aggiungerne dopo, quando il prato è già nato e assestato non serve a ripristinare il livello ideale perché rischia di affogare il colletto delle piante e deve essere fatto con gradualità, un centimetro, due volte l’anno, per dare modo alle essenze erbacee del cotico di adattarsi. Questa struttura si porrà dunque in rilievo e sarà necessario armonizzarla ponendo intorno blocchi di tufo oppure una rampa di accesso o due gradini. Si può realizzare anche in un cortile lastricato spoglio dove non è possibile scavare per non interferire con le tubazioni esistenti.

prato-terrazzo

Prima di affrontare una simile impresa fate attentamente una valutazione di quanto segue:

  • autorizzazioni condominiali se necessarie,
  • portata del piano considerando di raddoppiare il carico perché il terreno può inzupparsi d’acqua per piogge prolungate,
  • il volume del terriccio che dovrete muovere,
  • i costi di tutto il materiale.

B. L’utilizzo di elementi precostituiti prevede l’impiego di fogli di materiale plastico molto resistente, agganciabili fra loro, dotati di fori drenanti e con una struttura a bicchieri. Il foglio di polietilene, per sicurezza è sempre necessario, sopra si pongono gli elementi precostituiti che poggiano con la base dei bicchieri. I bicchieri si riempiranno di ghiaino, perlite o argilla espansa e rappresentano una sorta di riserva d’acqua. Il piano che unisce i vari bicchieri ha dei fori drenanti così da consentire lo sgrondo dell’acqua in eccesso. Sopra si porrà il tessuto non tessuto per impedire che il drenaggio perda funzionalità. Per ultimo la terra e la vegetazione.

Due avvertenze

Le cure che un prato in terrazzo richiede sono le stesse di un cotico erboso in piena terra. Due sono le avvertenze che però è bene osservare:

  • più CONCIME: utilizzare all’impianto fertilizzanti a lentissimo rilascio a dosaggio doppio di quello consigliato,
  • ACQUA spesso: la presenza di una zona di drenaggio a pacchetto come quella realizzata non è paragonabile alla restituzione che si può avere in piena terra per risalita capillare dagli strati profondi. Questo tipo di realizzazione richiederà molta acqua, distribuita con continuità e non troppo fredda per non innescare in estate pericolosi shock termici. Bagnare spesso, lentamente e mai in modo solo superficiale perché questo favorisce uno sviluppo localizzato delle radici che non si spingeranno in profondità, e quindi più facilmente soffriranno di secco essendo il primo strato di terreno quello che si asciuga per primo.
Per portare un po’ di colore

Se volete aggiungere colore vi consigliamo alcune piante facili ed economiche, perfette per integrarsi in un manto erboso, meglio ai margini dove potranno creare un effetto sponda utile e decorativo.

  • Saponaria per aggiungere in primavera un tocco di rosa. Facile e resistente in primavera si ricopre di una quantità di fiori mentre nelle altre stagioni si può confondere con il prato.
  • Veronica per una fioritura prolungata sui toni dell’azzurro. I classici occhi della madonna sono da sempre una delle piante infestanti da prato più diffuse nei nostri climi. Presenza costante ma non invadente che assicura una fioritura per diversi mesi l’anno. Le varietà da giardino sono più raccolte, con fiori più grandi e di colore più intenso.
  • Iberis per dare un tocco di luce dopo l’inverno. Iberis sempervirens nella seconda parte della primavera si ricopre di una splendida fioritura bianca mentre durante l’anno conserva la sua struttura a cespuglio strisciante, definita ma mai ingombrante, adatta a ricadere anche oltre il limite del prato. Resistente al freddo e di facilissima coltivazione, cresce lentamente.
  • Iris precoci bulbosi per introdurre un elemento molto appariscente. Precocissimi o a fioritura estiva gli iris bulbosi si rivelano sempre una scelta vincente, non interferiscono con la crescita del prato e si deve avere solo l’avvertenza di non falciarli al momento del taglio. I più classici di colore blu danno al prato un tocco di colore prezioso a inizio estate.
  • Per una fioritura estiva possiamo puntare sugli instancabili dianthus che restano sempreverdi tutto l’anno, come la varietà Sunflor Bianca che mescola il rosso e il bianco in contrasto accesso e vibrante, oppure una verbena annuale da fiore, e ancora, e esiste un angolo sempre esposto al sole, più difficile da mantenere a prato, uno dei tanti delosperma capaci di rifiorire ininterrottamente sino all’arrivo del freddo. Per l’autunno provate un cespo centrale di pennisetum al cui interno avrete inserito un settembrino che fiorendo trasparirà fra la cortina delle graminacee.