Il bonus del 50%: ristrutturare con gli incentivi fiscali

Per rinnovare la propria casa fino al 31 dicembre 2015, anche se si parla di proroga, c’è un doppio vantaggio: la detrazione fiscale al 50% e il bonus mobili.

Per chi decide di ristrutturare casa oggi il Fisco concede uno sconto fiscale importante, ossia la detrazione dall’Irpef (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) nella misura massima al 50% a cui si aggiunge il bonus mobili, fino al 31 dicembre di quest’anno, anche se considerato il successo dell’iniziativa, si prospetta una proroga a tutto il 2016. Vediamo in sintesi in cosa consiste l’agevolazione, chi può fruirne e come.

In origine chi effettuava lavori di ristrutturazione edilizia poteva fruire della detrazione al 36% che poi nel 2012 è stata elevata al 50% con 96.000 euro di importo massimo di spesa ammessa al beneficio fino ad arrivare all’ultima legge di stabilità 2015 che ha prorogato al 31 dicembre 2015 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef al 50%, confermando il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.

Così è possibile detrarre dall’Irpef una parte degli oneri sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato. La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi. Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato:

  • proprietari o nudi proprietari
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • locatari o comodatari.

Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture.
I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono:

  • interventi di manutenzione ordinaria solo se effettuati sulle parti comuni degli edifici residenziali ( ai sensi dell’articolo 1117, numeri 1, 2 e 3 del Codice civile sono il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, i portici, i cortili, tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, i locali per la portineria e per l’alloggio del portiere, gli ascensori, i pozzi, le cisterne, le fognature, eccetera). Sono esempi di interventi di manutenzione ordinaria: le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, quelle necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, la sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti, la tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni, il rifacimento di intonaci interni, l’impermeabilizzazione di tetti e terrazze, la verniciatura delle porte dei garage. Se queste opere fanno parte di un intervento più vasto, come la demolizione di tramezzature, la realizzazione di nuove mura divisorie e lo spostamento dei servizi, l’insieme delle stesse è comunque ammesso al beneficio delle detrazioni fiscali.
  • interventi di manutenzione straordinaria realizzati sia su singoli appartamenti che su condomini. Vi rientrano le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso e anche il frazionamento o l’accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere, anche se comportano la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico, a condizione che non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. 
  • restauro e risanamento conservativo. Sono compresi in questa tipologia gli interventi finalizzati a conservare l’immobile e assicurarne la funzionalità per mezzo di un insieme di opere che, rispettandone gli elementi tipologici, formali e strutturali, ne consentono destinazioni d’uso con esso compatibili.
  • ristrutturazione edilizia. Tra gli interventi di ristrutturazione edilizia sono compresi quelli rivolti a trasformare un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare a un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente.

Tali lavori devono essere pagati con bonifico bancario o postale da cui risultino:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16 -bis del Dpr 917/1986)
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Al momento del pagamento del bonifico, banche e Poste Italiane Spa devono operare una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che effettua i lavori. Dal 1° gennaio 2015 la ritenuta è pari all’8% (era pari al 4% prima dell’entrata in vigore della legge di stabilità 2015)

Per fruire di tale detrazione fiscale è sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.
Inoltre il contribuente deve conservare ed esibire, a richiesta degli uffici, i documenti specifici come:

  • fatture e ricevute comprovanti le spese sostenute, ricevute dei bonifici di pagamento
  • domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito)
  • ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Ici-Imu)
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori (per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali) e tabella millesimale di ripartizione delle spese
  • dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi
  • abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera).

Come si può perdere la detrazione? Quando non è stata effettuata la comunicazione preventiva all’Asl competente, se obbligatoria, il pagamento non è stato eseguito tramite bonifico bancario o postale o è stato effettuato un bonifico che non riporti le indicazioni richieste, non sono esibite le fatture o le ricevute che dimostrano le spese effettuate, non è esibita la ricevuta del bonifico o questa è intestata a persona diversa da quella che richiede la detrazione oppure  le opere edilizie eseguite non rispettano le norme urbanistiche ed edilizie comunali o  sono state violate le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e quelle relative agli obblighi contributivi.