Disimpegno e antibagno secondo la normativa

La camera può essere collegata direttamente al soggiorno o serve un disimpegno? Quando è d'obbligo l'antibagno? Qual è la dimensione minima prevista per i diversi ambienti della casa? Ecco le risposte al nostro lettore Brenno R.

Una camera può essere collegata direttamente al soggiorno con una porta scorrevole? Oppure la normativa prevede obbligo di disimpegno? E se per esempio la stanza avrà un utilizzo “misto”, cioè di giorno adibita a studio e di notte a camera (per esempio con letto “nascosto” ribaltabile)? L’obbligo della “zona filtro” è previsto fra bagno e cucina – risponde l’architetto Ornella Musilli (www.libera-design.it): “i servizi igienici devono essere disimpegnati dal locale cucina mediante apposito vano (antibagno, corridoio, atrio) delimitato da serramenti”. In genere non è prescritto che la camera debba essere separata dal soggiorno tramite disimpegno, la scelta dipende dalle preferenze del proprietario e/o dalla conformazione della casa.

L’alloggio minimo “normato” è il monolocale, che è caratterizzato dalla commistione delle funzioni, quindi un ambiente può essere pluriuso nel rispetto delle prescrizioni dimensionali ed igieniche.

I parametri di valutazione variano a seconda della destinazione d’uso e una prima distinzione avviene fra abitativa e accessoria: il locale abitativo è quello in cui si svolge la vita o l’attività domestica delle persone (soggiorno, camera, cucina, studio …); in quello accessorio la permanenza delle persone è limitata nel tempo e dedicata a ben definibili operazioni (corridoio, bagno, ripostiglio, lavanderia). In fase di richiesta di autorizzazione e successiva abitabilità è quindi necessario specificare in modo chiaro quale sia il suo utilizzo, in questo caso camera/studio.

Si riportano di seguito i requisiti di superficie utile minima per gli ambienti abitativi:

  • camera da letto singola = 9,00 mq
  • camera da letto doppia (+ eventuale cabina armadio) = 14,00 mq
  • soggiorno con spazio cottura = 14,00 mq
  • cucina = 5,00 mq
  • locale studio = 7,00 mq;

Nel caso specifico la dimensione minima da rispettare deve essere quella della attività prevalente di camera (14,00 mq se doppia e 9,00 mq se singola), quella della zona studio è da considerarsi inclusa e non aggiuntiva. La porta scorrevole rappresenta poi un’ottima alternativa alla tipologia di apertura a battente, non solo come soluzione salvaspazio, ed è particolarmente risolutiva per luci ampie. In molti Comuni poi vi sono regole differenti a seconda delle diverse situazioni (contesto geografico, collocazione o meno nel centro storico, edificio di interesse storico architettonico… )

Riferimenti normativi: Decreto Ministeriale Sanità del 5 luglio 1975 e Regolamento edilizio e di igiene del Comune di appartenenza.