Cucina bianca: le diverse soluzioni di 3 case “vere”

Parzialmente divisa, totalmente aperta e vista oppure chiusa da porte a specchio scorrevoli? Ecco 3 case con 3 diverse soluzioni di cucina bianca. Un evergreen garantito per appartamenti di tutte le dimensioni.

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Cucina bianca, separata ma aperta e a vista

Nel bilocale maxi, progetto dell’arch. Adriano Capriotti, la cucina bianca si trova in un locale separato ma a vista. È separato dalla zona pranzo-living da un setto in vetro trasparente, risulta quindi aperto e totalmente a vista. Anche in questo caso la cucina bianca lascia ampi margini a tutti gli abbinamenti degli spazi adiacenti, anche sulla parete tinteggiata con una tinta grigio-violacea.

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La luce che penetra abbondante dalla portafinestra è enfatizzata dai corpi illuminanti installati nel taglio centrale del controsoffitto e anche dalla finitura in laccato lucido dei mobili. Di fronte alla zona operativa, è stato ricavato uno spazio conviviale informale che si aggiunge a quello più ampio dell’ambiente adiacente. Il piano snack, stretto sopra e sotto tra le lastre trasparenti, dà l’impressione di essere sospeso nel vuoto. In cucina la composizione lineare inserita in nicchia e tamponata in alto dal piano del controsoffitto è il modello Fly di Modulnova.In laccato bianco, con eleganti maniglie a gola e alzata color antracite, ha la vasca del lavello e il piano cottura a induzione, integrati a filo del piano; il microonde è incassato sotto uno dei pensili; al centro della stanza il bancone snack. Le vetrate della portafinestra sono schermate da tende a pacchetto in lino bianco.

L’isola della cucina, realizzata su disegno, nasce da un progetto integrato che raggiunge diversi obiettivi come ampliare il piano di lavoro e utilizzarlo anche come bancone snack; consentire l’incasso del forno che non trova posto nella composizione principale. Al laccato bianco opaco si abbina il marrone della base con il forno nell’isola, che permette così di evidenziare al primo sguardo le varie funzioni.

Uno schermo vetrato: in posizione centrale, la lastra a tutta altezza in vetro temperato trasparente extrachiaro scherma la cucina lasciando liberi, a destra e a sinistra, i passaggi verso il soggiorno. La struttura vetrata, che ha spessore di 1,2 cm, è appoggiata a pavimento e inserita in un taglio praticato nel controsoffitto; la lastra ha anche una funzione portante: sostiene infatti il bancone che vi si innesta perpendicolarmente grazie a un’apposita intercapedine nello spessore. Il piano è illuminato in tutta la sua lunghezza da corpi illuminanti incassati nell’incavo rettangolare del controsoffitto.

 

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Cucina bianca mini per il monolocale

Nel monolocale, progetto dello Studio Patetta arch. Barbara Piccinno, la cucina è ricavata sulla stessa parete della zona pranzo. La cucina bianca si mimetizza quasi sulla parete, per il minor impatto visivo possibile. La composizione della cucina (Glossy di Artec) è attrezzata con lavello e piastre elettriche in acciaio inox; l’alzata tra basi e pensili è rivestita in mosaico(di Ston). Lo zoccolino lungo la parete,in legno laccato bianco, ha spessore elevato di 4-5 mm per nascondere lievi discrepanze tra il parquet a terra e il profilo del muro.

L’ingresso del monolocale si apre sull’angolo cottura e la zona pranzo, illuminate dalla portafinestra affacciata sul balcone. Il pavimento è reso omogeneo dal parquet in massello di ipé, essenza legnosa dall’ottima resistenza, stabilità e durabilità. Il tavolo con piano in cristallo è Glivarp, le due sedie trasparenti il modello Tobias, entrambi di Ikea; la sedia rossa è Lagò di Driade.

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Pianta irregolare ben risolta con la cucina bianca
 
Nella casa progettata dall’arch. Fabrizio Santuccio, nella cucina con pianta irregolare la composizione (Elam by Tisettanta) si sviluppa in linea sui due lati lunghi ed è comodamente fruibile anche nella zona in cui la stanza si restringe, a ridosso della finestra. Da una parte sono stati sistemati in successione piano cottura e lavello, incassati nel piano in marmo bianco di Carrara; di fronte trovano posto il bancone snack, sempre in marmo, gli sgabelli, le colonne frigo e il forno (multifunzione e microonde di Electrolux). Nel ribassamento in cartongesso della cucina, due lunghi tagli convergono dall’ingresso verso la parete di fondo della stanza, disegnando un triangolo a soffitto: quest’originale soluzione consente di installare strisce luminose a led a tutta lunghezza. Il secondo obiettivo raggiunto è quello di sottolineare la forma dell’ambiente e l’andamento obliquo delle pareti. 
Il controsoffitto a più funzioni: oltre a riproporzionare l’altezza della cucina e a definire un cambio di quota a soffitto lungo il perimetro del soggiorno, il ribassamento in cartongesso con spessore di circa 45 cm, che interessa quest’area della zona giorno, ha anche la funzione tecnica di alloggiare gli elementi dell’impianto di climatizzazione, le diverse tipologie di corpi illuminanti e l’impianto acustico per la filodiffusione. Non soltanto: nel controsoffitto è anche incassato il binario per lo scorrimento del doppio pannello specchiato che divide la cucina dal living.
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Foto: Cristina Fiorentini