Coltivare il basilico

Senza le sue preziose foglie non si potrebbero preparare tanti piatti tipici della cucina mediterranea: il basilico è il re delle aromatiche. Ecco come coltivarlo in vaso in casa, sul balcone o in piena terra.

Il basilico è una pianta aromatica diffusissima negli orti, ma ancor più nelle case: è difficile trovare una cucina senza un vasetto di basilico collocato sul davanzale della finestra dato che è semplice da coltivare perché si accontenta di poco. È una pianta annuale il cui nome scientifico è Ocimum basilicum e appartiene alla famiglia delle Labiate. La sua prima origine sembra essere l’Asia, ma nel nostro paese viene coltivato da migliaia di anni per le foglie aromatiche che sono un ingrediente fondamentale della cucina italiana.

Le varietà

Se sfogliate i cataloghi di sementi scoprirete che esistono centinaia di varietà di basilico. Molti si dilettano a coltivare sul balcone decine di specie diverse, diventando così veri e propri collezionisti di basilico. Peccato che sia una pianta annuale, dunque ad ogni stagione bisogna ricominciare daccapo.
Le varietà di basilico si distinguono tra loro, visivamente, per alcune caratteristiche delle foglie: dimensione (piccole, medie o grandi), forma (appuntita, arrotondata), superficie (liscia o bollosa), colore (dal biondo al verde al violetto), aroma più o meno intenso che può richiamare quello delle rose, della menta, della canfora, del limone, e tanti altri.
In pratica possiamo ricondurre tutte le varietà a quattro principali:
basilico comune italiano: detto anche Genovese, ha foglie lisce di grandezza media molto profumate;
basilico a foglie larghe: varietà tipiche sono il Napoletano a foglia di lattuga e il Mammouth. Hanno foglie molto grandi, larghe, lisce o bollose;
basilico rosso o viola: la varietà tipica è il Red Rubin. Le foglie sono seghettate, spesso a punta;
basilico a foglia piccolissima: detto anche basilico greco. La pianta tende naturalmente a formare una palla che, grazie alla piccolezza delle foglie, può apparire molto compatta.

Per chi parte dalla semina  

Coltivare il basilico non è difficile se si usa l’accortezza di seminarlo solo quando la temperatura si è stabilizzata sui 23-25 °C, cioè non prima di file aprile se è tenuto all’aperto, anche prima se tenuto in cassone protetto o in casa.
Se volete provare a seminarlo, usate vasi del diametro di 14 cm circa, riempiti con normale terriccio da giardino o da orto, umido e pressato. I semi sono finissimi (800 per grammo) quindi non riuscirete a spargerli uno per uno. Prendetene un pizzico e allargateli il più possibile sulla superficie. Fatto ciò, setacciate sui semi un paio di millimetri di terriccio in modo da coprire uniformemente e pressate di nuovo. Annaffiate con uno spruzzatore finissimo, in modo che il terriccio non si sposti, e aspettate che le piantine nascano tenendo il vaso lontano dalla luce diretta.
Quando le piantine saranno alte 3-4 cm dovete diradare, lasciandone solo otto o dieci tra le più belle. Il basilico beneficia di una coltivazione ravvicinata, ma non troppo. Alla base delle piante deve crearsi un microclima umido, tuttavia l’aria deve poter circolare.

Se l’avete acquistato in vasetti

Più semplice è l’acquisto delle piantine di basilico comune, con foglie di media grandezza, anche in anticipo, presso fiorai e garden center: troverete vasi del diametro di 12-15 cm contenenti da cinque a dieci piantine. Non dovete rinvasare: mettete i vasi così come sono sul davanzale e preoccupatevi solo di annaffiare regolarmente.

LE CURE

Acqua
Se l’annaffiatura è corretta il terriccio alla base delle piante sarà umido ma non bagnato. Verificatelo a un centimetro di profondità, perché un piccolo strato superficiale del terriccio tende a seccarsi e può dare una visione ingannevole. Il basilico troppo innaffiato è meno profumato, viene colonizzato dalle muffe e marcisce facilmente.

Concime biologico
Il terriccio del vaso di acquisto contiene già elementi nutritivi sufficienti, dunque non dovete preoccuparvi di concimare. Se si trova nel terreno dell’orto è sufficiente la concimazione di base effettuata lo scorso inverno.  
Se la pianta tende a ingiallire potete rivitalizzare il colore con una concimazione azotata biologica che si prepara in casa seguendo questa “ricetta”: raccogliete una manciatina di foglioline tenere verdi dal vostro prato o da erbe non velenose, mettetele in un bicchiere d’acqua fredda e lasciatele macerare per tre giorni rimpiazzando l’acqua che evapora; tenete il tutto fuori casa perché puzza. Usate questa poltiglia per innaffiare il basilico: vedrete la differenza in pochi giorni.

I fiori
Per far vegetare più a lungo il basilico, occorre eliminare con le mani gli scapi fiorali appena questi spuntano. Infatti, la fioritura coincide con la fine della vita e la perdita dell’aroma. Eliminando i fiori la pianta vive più a lungo perché si impegna a emetterne altri. Se viene seminato troppo presto o troppo tardi, oppure se soffre la siccità, il basilico tende a prefiorire, cioè emettere anticipatamente gli scapi fiorali.

Raccolta e conservazione del basilico
Il basilico deve essere raccolto al momento, affinché possa offrire il massimo in termini di aroma. Normalmente non si raccolgono le foglie più in basso, perché ciò causa uno sviluppo disarmonico. È preferibile raccogliere dei rametti scelti tra le biforcazioni, a un terzo circa dell’altezza della pianta. La tradizione vuole che si raccolga con le mani. I rametti si conservano un paio di giorni in un bicchiere con acqua; si prendono le foglie solo prima dell’uso perché deperiscono rapidamente. In questo modo avrete ugualmente foglie grandi, ed eviterete la formazione dei fiori sulle punte.
Il basilico non si presta alla lunga conservazione. Essiccandolo perde ogni aroma. Congelandolo annerisce. Si può conservare sottolio, inserendo le foglie una alla volta in un vasetto di vetro, in modo da eliminare ogni bolla d’aria. Si otterrà anche un olio aromatizzato.