Chiudere il balcone per fare la veranda

Veranda, quando e come? Alle domande dei lettori rispondono i nostri esperti: tre appuntamenti, con i progetti da copiare. Ecco il primo.

Posso fare la veranda? E come sfruttare questo spazio “guadagnato”? Elena M. della provincia di Milano, come moltissimi altri lettori, ci chiede consigli e suggerimenti su questo tema. A lei e a tutti gli altri nella stessa situazione rispondono i nostri esperti, con tre appuntamenti dedicati alla veranda, con i progetti da copiare per utilizzare bene la superficie del balcone da chiudere. Iniziamo con il primo: il salotto in veranda. Seguiteci per scoprire gli altri due: il giardino d’inverno e la serra solare.

Si può chiudere il balcone per fare una veranda?
Risponde l’arch. Ornella Musilli – www.libera-design.it

La veranda: contrariamente a quanto si pensi non sempre è impossibile da realizzare. Tutto dipende se il Comune concede o meno l’autorizzazione a eseguire il lavoro. Quindi i passi da fare sono:

  • informarsi presso il Comune (ufficio tecnico – settore edilizia privati)
  • incaricare un progettista abilitato per la pratica edilizia (anche l’iter corretto sarà suggerito dal Comune)
  • comunicare all’Amministratore l’intenzione die lavori o richiedere delibera assembleare secondo i casi

 

Quando si può fare – linee generali
La veranda si configura come ampliamento che incide sui parametri urbanistici. 
Il nuovo volume ha finalità abitative e può essere realizzato solo se è disponibile volumetria edificabile residua oppure se il Regolamento edilizio comunale prevede la possibilità di ampliamento tramite premio di cubatura.

Se si è in condominio, di solito è necessario il parere favorevole unanime dei condomini che deve essere allegato alla domanda di Permesso di Costruire, perché la veranda va a modificare il prospetto che è considerato un bene comune condominiale. Ma attenzione: tale assenso potrebbe non essere più necessario. Se la veranda non altera le linee e i volumi della facciata, né le caratteristiche architettoniche di questa, l’approvazione potrebbe anche non essere necessaria,

L’eventuale volumetria residua è associata all’edificio nel suo complesso e coinvolge tutti i condomini. Trattandosi di un intervento strutturale deve essere redatto anche un progetto esecutivo con dimensionamento e verifica da depositare al Genio Civile.

L’ampliamento è soggetto al rispetto delle norme sulle distanze. Le distanze legali possono trovare la loro regolamentazione non solo nel Codice civile ma anche nei piani regolatori comunali.

 

RIFERIMENTI NORMATIVI sulla modifica dei prospetti

√ Riforma del Condominio Legge n° 220/2012 – modifiche apportate al Codice Civile ed alle altre Leggi in materia.
√ Codice Civile – Articolo 1117
 Parti comuni dell’edificio (NUOVO TESTO)
Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari dell’edificio, anche se aventi diritto a godimento periodico e se non risulta il contrario dal titolo:
1) tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, come il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e le facciate;
2) le aree destinate a parcheggio nonché i locali per i servizi in comune, come la portineria, incluso l’alloggio del portiere, la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all’uso comune; ….
 Sulla possibilità di ampliamento Piano casa la situazione è variabile temporalmente in quanto in alcune Regioni il Piano casa è scaduto, in altre si è in attesa di proroghe, in altre ancora si è in attesa di disposizioni rielaborate, in altre, infine, le norme relative sono a tempo indeterminato.

Piano Casa: dove c’è e dove no
Basilicata: fino a 31/12/2018

Bolzano-provincia di: senza scadenza

Calabria: fino a 31/12/2018
Campania: fino a 31/12/2017

Emilia Romagna: scaduto

Friuli Venezia Giulia: fino al 31/11/2017

Lazio: scaduto 31/5/2017

Liguria: senza scadenza

Lombardia: scaduto
Marche: fino a 31/12/2018

Molise: fino a 31/12/2017

Piemonte: scade 30/12/2017 (possibile proroga)

Puglia: fino a 31/12/2017

Sardegna: fino a 31/12/2017

Sicilia: fino a 31/12/2018

Toscana: fino a 31/12/2018

Umbria: senza scadenza

Valle d’Aosta: senza scadenza

Veneto: fino a 31/12/2018

 

IL PROGETTO DI COSE DI CASA: Il living in veranda
Ecco come sfruttare il balcone all’ultimo piano. Il nostro progetto trasforma parte del terrazzo di una casa unifamiliare in un living da utilizzare tutto l’anno. È una soluzione che può essere adottata anche per il terrazzo di un appartamento in condominio. La struttura e la copertura sono in legno; le pareti, in gran parte vetrate con serramenti fissi e altri scorrevoli, tutto è termicamente isolato. Inoltre, il legno è un materiale leggero, adatto ai piani alti. 
La veranda è arretrata rispetto al parapetto del terrazzo e appoggia sulla struttura in cemento armato sottostante, anch’essa arretrata; i travetti si appoggiano alla trave in c.a. dell’edificio, il muro di tamponamento incluso nel nuovo interno è sostituito con un arredo fisso bifacciale.

 

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