Cane d’estate: il check-up prima delle vacanze

Portare il cane dal veterinario prima di andare in vacanza è importante, per proteggerlo dai più comuni parassiti e da gravi malattie. Ecco a che cosa prestare attenzione.

Il cane d’estate inizia a frequentare più spesso parchi e boschi o segue la famiglia in luoghi di villeggiatura al mare, in montagna o in campagna. È proprio qui, però, che fanno la loro comparsa pulci, zecche e, in alcune zone, anche le zanzare.
Inoltre, se si decide di recarsi in zone particolari di Italia o all’estero, possono essere necessari anche controlli più accurati e documenti specifici.
Prima della partenza è fondamentale, quindi, fare un check-up di controllo al cane, dal proprio veterinario che potrà consigliare i trattamenti e i documenti necessari a seconda del luogo e del periodo di soggiorno.

I dati

Secondo una recente indagine, solo il 30% dei proprietari di animali intervistati afferma di recarsi dal veterinario con il proprio pet prima delle vacanze per una visita di controllo e per ricevere consigli utili sul viaggio.
Questo, nonostante il 76% degli stessi affermi di essere particolarmente preoccupato dal malessere che il viaggio può provocare al proprio cane, il 63% dalle insidie derivanti dai parassiti o da altri animali, e ancora il 63% dalla possibilità che il proprio animale si possa ammalare.
Timori assolutamente fondati: per questa ragione un consulto dal veterinario, tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, è necessario.
In questo modo il veterinario potrà controllare se le vaccinazioni contro le principali malattie infettive (gastroenterite infettiva, cimurro, epatite infettiva, tracheobronchite infettiva, leptospirosi) sono in regola, e valutare se l’animale sia in grado di affrontare viaggi, magari lunghi, su mezzi come aerei o navi dove possono essere tenuti nella stiva.
Inoltre il veterinario potrà fornire alcuni consigli per abituare cane o gatto a trasportino/gabbia, al cibo da fornire prima del viaggio, alle pause da effettuare, all’eventuale somministrazione di tranquillanti o anti-emetici in caso di stress o nausea.

I trattamenti antiparassitari

Il cane d’estate può essere attaccato da pulci e zecche. Ci si accorge della loro (fastidiosa) presenza perché il cane inizia a grattarsi nervosamente talvolta arrivando a crearsi lesioni della cute. Oltre che fastidiosi, però, sono anche pericolosi perché possono essere vettori di malattie piuttosto serie.

Le pulci

Per evitare che il cane d’estate prenda le pulci bisogna ricorrere agli appositi prodotti antiparassitari in commercio: collari antipulci, spray o fialette spot-on da applicare tra le scapole. Esistono anche prodotti da somministrare per bocca su prescrizione del medico veterinario.
Quando però il cane si gratta e si mordicchia continuamente, in maniera nervosa e costante, è probabile che sia già infestato da questi animaletti. In questi casi, non è sufficiente applicare i prodotti solo sull’animale ma è necessario agire anche sull’ambiente in cui vive e in cui potrebbero esserci delle uova pronte a schiudersi. Occorrerà passare spesso l’aspirapolvere su tappeti, cuscini, moquette, coperte ecc., e lavare frequentemente i pavimenti e la cuccia.
Molti antiparassitari di ultima generazione contengono anche sostanze che impediscono alle uova di schiudersi sterilizzando più velocemente l’ambiente.

Le zecche

Le zecche si possono trovano nei prati o nei boschi infestati. Quando passa il cane d’estate, le zecche possono salire sul mantello e attaccarsi saldamente alla cute, principalmente su collo, orecchie e testa.
Per rimuovere le zecche bisogna innanzitutto individuarle sul pelo. Quindi bagnarle con etere, alcool od olio, poi con una pinzetta afferrarle il più vicino alla cute ed estrarle accertandosi che la testa non rimanga nella pelle dell’animale; quindi disinfettare la parte.
Anche in questo caso sarebbe meglio prevenire il problema ricorrendo a prodotti antiparassitari spot-on, spray (una volta al mese) o collari (della durata di alcuni mesi).
Esistono anche prodotti da somministrare per via orale che potenziano l’effetto degli antiparassitari esterni.
Attenzione! Se non trattate le zecche possono trasmettere malattie anche gravi come la erlichiosi (molto diffusa nel centro-sud Italia) e la piroplasmosi, diffusa in ambiti più ristretti (per esempio, nel parco delle Groane ubicato a nord di Milano).

Gli insetti pericolosi da nord a sud

Se pulci e zecche colpiscono il cane d’estate in maniera indiscriminata un po’ in tutta Italia, ci sono due insetti che, invece, hanno zone specifiche di attecchimento: il pappatacio (o flebotomo), l’insetto responsabile della trasmissione della leishmaniosi che in Italia si può facilmente riscontrare in Sardegna, nella zona dell’Argentario, sull’Isola d’Elba e in Sicilia oltre che in altre aree del Sud, e la zanzara che causa filariosi cardiopolmonare, una malattia molto pericolosa diffusa al Nord e in particolare nelle zone umide della Pianura Padana.

Al centro nord: attenzione alla filaria
Con il caldo, in diverse zone del centro-nord Italia, tornano le zanzare: un insetto con una pessima fama per il fastidio che arreca all’uomo soprattutto nelle serate estive. Non tutti sanno, però, che per il cane (e anche per altri animali domestici), la zanzara è molto più di un banale fastidio e può trasformarsi in una pericolosa insidia per la sua salute, causando una malattia denominata filariosi cardiopolomare.
Nota comunemente come “filaria”, è causata da un parassita di cui il cane (e in misura minore anche gatti e furetti) è l’ospite ideale, ed è diffusa attualmente in tutto il centro-nord Italia.  È molto pericolosa perché può causare anche la morte dell’animale se non diagnosticata e curata in tempo.
La zanzara con la sua puntura trasmette da un cane malato a uno sano il parassita. Succhiando il sangue aspira anche le larve del parassita e poi le trasmette ad altri cani. Ovviamente la stagione a rischio è quella in cui sono presenti le zanzare: in genere si considera pericoloso il periodo che va da maggio a novembre (nel quale infatti viene effettuata la profilassi preventiva) ma, a causa dei cambiamenti climatici, con l’aumento delle temperature e, quindi, del ciclo di vita della zanzara,  quest’arco di tempo si sta progressivamente ampliando.

La prevenzione
Non è il caso di aspettare che il proprio cane manifesti i sintomi caratteristici della filariosi per recarsi dal veterinario: è sempre meglio effettuare una profilassi a scopo preventivo.
La prevenzione va effettuata preferibilmente nel periodo primaverile-estivo: di solito ad aprile-maggio, il veterinario effettua un prelievo di sangue per verificare se l’infestazione è già in corso.
Se il cane risulta sano (test negativo alla filariosi) viene quindi praticata la profilassi in diverse modalità possibili, da concordare con il proprio veterinario:
somministrazione mensile di compresse o tavolette per bocca (ne esistono in commercio diverse preparazioni commerciali a base di ivermectina, moxidectina e milbemicina). Questa modalità si effettua solitamente entro un mese dalla comparsa delle prime zanzare (aprile) fino a un mese dopo la loro scomparsa (dicembre). La milbemicina oltre ad avere un’azione di profilassi nei confronti della filariosi, ha anche azione vermifuga nei confronti dei vermi tondi intestinali;
prodotti spot-on (da applicare fra le scapole) sempre mensilmente con la stessa periodicità delle pastiglie (a base di selamectina e di  moxidectina). Pratici nell’applicazione, effettuano anche un’azione antiparassitaria  su pulci, acari e su parassiti intestinali, mentre non agiscono sulle zecche;
iniezione sottocutanea (si tratta della novità più recente) che copre dodici mesi, a base di moxidectina). Si effettua di solito ad aprile/maggio e può essere effettuata solo da medici veterinari. Offre il vantaggio della praticità, di ovviare al rischio di dimenticanze da parte del proprietario e di evitare che disturbi gastroenterici interferiscano sull’assorbimento dei farmaci somministrati per bocca.

Leishmaniosi: attenzione al centro-sud
Per i cani che si recano al centro sud Italia, invece, il rischio è legato alla puntura dei flebotomi o pappataci, piccoli insetti ematofagi che trasmettono la Leishmaniosi, malattia protozoaria responsabile di una malattia che si manifesta con sintomi tra i più svariati (dermatiti con forfora, noduli cutanei, ingrossamento dei linfonodi, sanguinamento dal naso, infiammazioni alle palpebre, lesioni renali croniche…).
In caso di vacanze al mare in Sicilia, Toscana o Sardegna (ad esempio) sarà necessario informare il proprio veterinario che potrà quindi consigliare un antiparassitario adeguato con la dicitura “repellenza verso i flebotomi”. Nelle zone a rischio, comunque, è preferibile non far uscire il cane d’estate nelle tarde ore del pomeriggio, quando il pericoloso insetto è più attivo, e non far dormire il cane all’aperto durante la notte.
Da un paio d’anni è disponibile anche un vaccino contro la leishmaniosi.

Il “Passaporto sanitario europeo”
Il passaporto europeo è la prima cosa a cui pensare se si ha in programma un viaggio fuori dall’Italia. Per viaggiare all’interno dell’Unione Europea, dal 1 ottobre 2004 è necessario questo documento per cani, gatti e furetti e va richiesto almeno un mese prima della partenza.
Il passaporto contiene, in inglese e nella lingua nazionale, tutte le informazioni anagrafiche e soprattutto sanitarie del proprio animale: identità del cane, numero di microchip o tatuaggio (quest’ultimo consentito fino al 2011), data della vaccinazione contro la rabbia e la data entro la quale deve essere effettuato il successivo richiamo, eventuali altre vaccinazioni.
La profilassi per la rabbia rappresenta l’unica vaccinazione obbligatoria per passare il confine. Per la Gran Bretagna, l’Irlanda, la Svezia e Malta, oltre ad essere in possesso del passaporto europeo ed essere identificati esclusivamente tramite un microchip, i nostri amici a 4 zampe dovranno essere sottoposti anche a un test di verifica degli anticorpi per il virus della rabbia (titolazione anticorpale).
Chi, invece, è diretto in Finlandia, Irlanda, Malta, Svezia e Regno Unito dovrà sottoporre gli animali da compagnia al trattamento preventivo per l’echinococco e, a esclusione della Finlandia, anche ad un trattamento contro le zecche.
Per soggiorni al di fuori dell’Unione Europea è bene consultare i consolati e i servizi veterinari delle ASL, in quanto spesso sono richieste le titolazioni anticorpali, esami eseguiti da laboratori certificati su campioni di sangue dell’animale da spostare.

Attenzione

Ricordate che la vaccinazione antirabbica non è obbligatoria se si rimane in Italia, ma la compagnia aerea o navale scelta per il trasporto dell’animale, potrebbero farne richiesta al momento della prenotazione e dunque dell’ammissione al trasporto.

 

Per saperne di più

Sul sito www.petclub.itoltre che sulla pagina FacebookSocialPetClub, potrete trovare Gli appunti di Punto, una guida ai principali parassiti esterni del cane e ai metodi per proteggerlo dalle punture. Si tratta di una campagna informativa Bayer che mira a migliorare l’informazione su questo tema. 

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